Brutium Graffiti, il ‘900 Jazz a Cosenza: una storia a ritmo sincopato

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SE LA TROMBA DI CHET BAKER RISUONA PER I BOSCHI DELLA SILA

BRUTIUM GRAFFITI, IL ‘900 JAZZ A COSENZA. UNA STORIA A RITMO SINCOPATO.

Stasera alle ore 21.30 presso la Casa del forestiero di Camigliatello Silano, nel quadro della Settimana della cultura calabrese, sarà presentato “Brutium Graffiti. Jazz a Cosenza nel ‘900”, l’ultima fatica editoriale di Amedeo Furfaro, critico musicale, collaboratore della rivista Musica Jazz e fondatore del Centro Jazz Calabria.

A conversare con l’autore ci saranno Raffaele Borretti, classe 1935, una vita per il jazz quale pianista, animatore del Jazz fans club, organizzatore di rassegne, responsabile dei programmi jazz della Rca italiana, autore di rubriche radiofoniche, saggista, collaboratore del mensile Jazz.it ed Ugo G. Caruso, studioso di cultura di massa, jazzofilo raffinato, già docente a contratto presso la cattedra di Storia della Musica dell’Università di Roma Tor Vergata, autore di svariati saggi e curatore di eventi sull’argomento.

L’incontro sarà introdotto da Francesco Stezzi, editor del CJC e prevede pure la presentazione del cd “Formentera dream” della vocalist Maria Rosaria Spizzirri che eseguirà alcuni brani in anteprima.

Il libro è un racconto-saggio che vuole fare il punto sulla vicenda jazzistica cosentina nel secolo scorso, inquadrata nel più vasto contesto della musica e dello spettacolo in Calabria. In 164 pagine viene ripercorsa la storia del jazz cosentino, identificato non solo nei musicisti ma anche con i critici, cronisti, organizzatori, impresari, amministratori locali che contribuirono all’affermazione di questa musica.

Si parte con le prime orchestre goliardiche ed amatoriali spesso ispirate da emigrati calabresi di ritorno dall’America. Verranno ovviamente rievocati i momenti memorabili, quando nella seconda metà degli anni settanta, sotto l’impulso dell’allora assessore alla cultura, Giorgio Manacorda, la città visse la sua stagione d’oro, ospitando concerti e manifestazioni che avrebbero ben figurato nel cartellone di capitali europee per l’importanza dei musicisti in cartellone.

Un’esperienza dalla quale germoglieranno i tanti festival e kermesse dei decenni più recenti in Calabria. Non mancherà una riflessione collettiva però sulla discontinuità d’iniziativa e sul difficile rapporto con la propria terra dei tanti jazzisti cosentini sparsi per l’Italia e per il mondo.