Business migranti: i Morrone a San Marco e Smurra a Rossano. Prefettura e procure sono complici?

Ennio e Luca Morrone
Un centro Cai (Centro accoglienza immigrati) nel centro storico di Rossano e uno in un vecchio albergo in rovina a San Marco Argentano per mano dei soliti “prenditori”. 
Il business migranti prolifera e prospera in provincia di Cosenza, dove la magistratura dorme sonni tranquilli e si espone a figure imbarazzanti senza battere ciglio.
La Prefettura di Cosenza ma soprattutto la dottoressa Marisa Manzini, procuratore aggiunto della Repubblica sempre a Cosenza, dovrebbero spiegarci com’è possibile che sia stato autorizzato un Centro accoglienza nell‘ex hotel “L’Incontro” a San Marco Argentano (con tanto di autorizzazione per la riconversione della struttura!!!) ad una società che fa capo alla famiglia di Ennio Morrone, in particolare a Luca Morrone, figlio di Ennio, titolare della “Villa Sorriso”, che risulta intestataria dell’affare. 
I Morrone
I Morrone
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Tutti sanno che proprio una cooperativa riconducibile alla famiglia Morrone, la cooperativa “Sant’Anna” (il titolare è Marco Morrone, fratello gemello di Luca), ha gestito il Centro di accoglienza di Spineto di Aprigliano. E tutti sanno, la dottoressa Manzini in particolare, che questo Centro è stato sigillato per gravissime inadempienze della cooperativa Sant’Anna.

Bene, nonostante tutto questo, apprendiamo che si dà il via libera alla stessa famiglia per un’altra colossale truffa ai danni dello stato. Incredibile, ma vero.
Manzini-MarisaEd è impossibile, a questo punto, non pensare che la Prefettura di Cosenza e la procura stessa siano complici della famiglia Morrone in tutto questo vorticoso “traffico di migranti”. Che portano bei soldini ai rampolli di uno dei tanti “mammasantissima” della politica cosentina ovvero Ennio Morrone.
Ma passiamo all’altro affare in corso, quello di Rossano.
L’allarme è partito già da qualche giorno e se ne è fatto interprete Giovanni De Simone.
“È impensabile che si possa considerare di aprire un Centro di accoglienza immigrati (CAI) nel Centro storico di Rossano – ha scritto in una nota -. Non c’è ancora nulla di concreto ma una segnalazione certificata di inizio attività, pervenuta in Municipio da parte di un privato per l’avvio di alcuni lavori di conversione di un immobile da destinare a struttura ricettiva, alimenta non poche preoccupazione. Soprattutto se all’interno e nelle more della comunicazione viene precisato più volte il termine dormitorio…”.
Le indiscrezioni e le voci corrono di bocca in bocca a Rossano e si parla di un numero compreso tra 150 e 250 persone.
Non ci sono ancora notizie ufficiali come nel caso dei Morrone a San Marco Argentano ma a Rossano, anche se nessuno, per il momento, lo dice e lo scrive, tutti sanno chi è il privato “prenditore” o quantomeno di chi sia il prestanome e tute le strade portano al potentissimo imprenditore del ramo trasporti Gerardo Smurra, rossanese doc, patron delle Autolinee Simet. 
Gerardo Smurra, beato lui!
Gerardo Smurra, beato lui!

Dopo aver sabotato per decenni lo sviluppo della tratta ferroviaria ionica, aver vissuto di aiuti di stato ed europei, tra l’altro finiti in poco decorosi contenziosi, e dopo aver ricevuto 800 mila euro dalla provincia per la locazione farlocca dell’Istituto Tecnico Scolastico Femminile oramai sgomberato, ora gli Smurra avrebbero deciso di inserirsi anche loro nel business dei migranti con un Cai nel centro storico di Rossano.

Un affare del tutto analogo a quello che starebbero lanciando altre società collegate al gruppo Simet nella loro struttura ricettiva di Amendolara (hotel Enotria).
In questo caso, oltre alla Prefettura di Cosenza, che (benedica!) offre il suo placet, con decenza parlando e col massimo rispetto per gli animali, a cani e porci, ci sarebbero gravi responsabilità anche della procura di Castrovillari, che dovrebbe essere competente, dopo la chiusura della procura di Rossano, per le questioni poco chiare riguardanti la zona ionica.
Insomma, a Cosenza e provincia questi “prenditori” (i Morrone hanno anche l’aggravante di fare politica!) vogliono solo spremere questa terra fino all’ultimo centesimo senza mai dare. Gli Smurra, tanto per fare un altro esempio, hanno spostato anche il loro parco mezzi a Crotone, dove hanno avuto dalla pubblica amministrazione una mega struttura a pochi centesimi.
A Rossano, le più vibranti proteste (oltre a quelle di De Simone, che sta col consigliere regionale Graziano e al candidato sindaco di don Pasquale Lapietra, Ernesto Rapani detto rapina) le ha scatenate Vincenzo Sapia (marito dell’ex consigliere Uva).
Quest’ultimo, però, non è mosso da amore per la sua città ma dall’interesse in quanto sta aprendo a nome della figlia un’altra struttura per gli anziani nel centro storico e un Centro per migranti in quella zona gli tarperebbe le ali, pardon la “pila”…