Calabria 2019: Aieta&Orsomarso, Occhiuto&Bevacqua, Ferro&Madame Fifì. Quando il potere si toglie la maschera

Un’ estate tragica per la Calabria e comica per la politica, in una sola parola tragicomica. Un’ estate al mare, a Cetraro, per Giuseppe Aieta, che della cittadina tirrenica è stato sindaco per dieci anni e da lì, con sponsor e procacciatore Nicola Capi i Liuni ha fatto il salto al consiglio regionale.

Si incontra casualmente con Fausto Orsomarso, il “fascista” in grisaglia, il pallone gonfiato deputato mancato (o trombato, che fa rima lo stesso), l’alleato di ottone di Mario il cazzaro (ci starebbe meglio cazzone ma non si può avere tutto dalla vita…).

Per caso, si incrociano sul lungomare e prendono un caffè lungo, molto lungo, dicono i pochi testimoni. Ora, Aieta è l’ultimo giapponese dell’armata di Palla Palla, alias il sempre più ex Governatore. In verità, a ridosso della campagna elettorale nazionale, Aieta stava per saltare il fosso, sbraitando contro Oliverio e Magorno. I candidati imposti da Palla Palla e da Luca Lotti, alias Renzi, gli stavano stretti, come la mostarda sul pancake. Ma alla fine capitolò e tornò tra i ranghi dell’Armata Brancaleone del sangiovannese.Chissà cosa si sono detti, Aieta e Orsomarso, sorseggiando il caffè. C’è un lavoro molto intenso lungo il perimetro della Cittadella. Una volta almeno facevano finta di litigare per salvare le apparenze ma in realtà rubano insieme da decenni, come ha cercato di dimostrare in tutti i modi De Magistris prima di essere impallinato. Ora si stanno togliendo la maschera, niente di più, ma i calabresi lo sanno benissimo che qui in Calabria non c’è distinzione tra destra e sinistra. Il partito unico del potere, quello del magna magna o delle larghe intese, qui sguazza da una vita. E così i saltimbanchi, i signori delle indennità, dei gruppi, di Rimborsopoli, i maniscalchi di questa Calabria condannata e zona franca, nella quale i magistrati devono chiudere gli occhi per forza perché anche molti di loro hanno partecipato ai banchetti, adesso si mettono in azione e non si curano neanche di farsi vedere in giro.

Aieta, Orsomarso ed i loro mandanti di saranno detti: “qua la cosa è seria…. Chi facimu? Vogliamo dare la Regione a Morra o a Salvini? Oppure ufficializziamo i nostri traffici, tanto Gratteri e Luberto sono dei nostri?…”.Dev’essere andata proprio così perché l’altra mattina un altro caffè ha messo insieme altri due “intellettuali” molto raffinati della politica nostrana. In quel di Roges, un altro lungo caffè per Roberto Occhiuto, alias lo scilinguato, sì, quello che quando parla devi aver con te uno Zanichelli o un traduttore simultaneo, ed un altro ormai ex cortigiano di Palla Palla: il “Chiò Chiò” più in forma di Longobucco e dintorni, Domenico Bevacqua.

Ma se proprio non dovessimo essere contenti, fedeli al vecchio motto che tre indizi fanno una prova, ecco che ci viene in soccorso il collega Roberto Saporito, che l’altra sera è letteralmente trasalito alla vista di un altro inciucio da far paura.

Ecco come l’ha commentato sul suo profilo Fb: “L’onorevole Wanda Ferro, Fratelli d’Italia, capace e competente, e l’onorevole Enza Bruno Bossio, assieme allo stesso tavolo alla Festa dell’Unità. Prima e dopo, abbracci, sorrisi, bacetti, strette di mano, pacche sulla spalla e dialoghi in posti appartati tra Fratelli d’Italia e Pd, ovvero forze diametralmente opposte. Ma allora fissiano, fanno finta? Consociativismo? Pepiaciri…“.

Ah, dimenticavamo la cosa più importante. Il candidato presidente alla Regione di questa accozzaglia repellente non può che essere uno: Mario Occhiuto, alias il cazzaro, ovviamente in perfetto accordo con Palla Palla. Ma, mi raccomando, non ditelo a nessuno…