Calabria 2019, FI a Reggio balla la “tarantella dellu centrudestra” con la Carfagna in prima fila

Al peggio non c’è mai fine: continua l’esposizione del pupazzo Occhiuto, in ogni situazione dove si raduna quel che rimane di Forza Italia, convinto com’è di essere il prossimo candidato alla presidenza della Regione Calabria di un centrodestra che esiste solo nella sua testa e in quella di quei 4 gatti che si ritrovano alle loro iniziative. L’occasione questa volta è la venuta della Carfagna a Reggio in vista delle prossime amministrative.

Cantava Checco Zalone nella sua famosa tarantella dellu centrudestra: evviva la Carfagna… evviva la fregna. Questo per dire, e ricordare a chi fa finta di aver dimenticato, la provenienza e lo spessore morale ed etico, di tutta quella franzamaglia targata Forza Italia che in questi giorni si sta aggirando per la Calabria. Diceva Veronica Lario (ex moglie di Berlusconi) della Minetti, della Carfagna, e veline varie candidate nelle liste berlusconiane, che sistematicamente passavano dagli scranni della Camera, alla camera da letto di Berlusconi (sul lettone di Putin per i famosi bunga –bunga): “… solo ciarpame senza pudore per il potere”. Una espressione che Cetto Laqualunque sintetizzava così: non sono le donne ad entrare in politica, ma è la politica ad entrare nelle donne. Che dovrebbe essere una battuta, ma che nella fattispecie corrisponde alla triste realtà. Non dimentichiamoci, inoltre di Rubi Rubacuori, e del voto che la riguarda, in parlamento. Nonchè tutte le olgettine. Lungi da noi qualsivoglia riferimento sessista. Questi sono solo fatti conclamati.

Una definizione precisa, quella di Cetto, di quante e quanti si sono prostituiti alla corte di Berlusconi. Ma Forza Italia non è solo questo, anche se ciò, in un paese normale, sarebbe bastato per eliminare dalla scena politica nani e ballerine. Forza Italia in tanti anni di governo è stato il punto riferimento per ogni politico colluso e corrotto. Vedi Dell’Utri, Cuffaro, Scopelliti, ecc. In una parola il vero partito dei mafiosi. Ricettacolo di individui meschini e ladri di stato.

Ed è quello che la peggior classe politica di sempre sta cercando di rimettere in piedi, partendo proprio dalla Calabria: una nuova associazione a delinquere, finalizzata all’intrallazzo e alla tutela dei privilegi degli eletti e degli amici degli amici.

Infatti sia a Catanzaro che a Reggio, presenti alle iniziative di Forza Italia, tutto il gotha calabrese, e non solo, dell’intrallazzo. Gente che ha governato una vita, ma oltre il profitto personale e gli interessi degli amici degli amici non sono mai riusciti ad andare. Pensano che riunire di nuovo le vecchie paranze possa dargli qualche possibilità di vittoria alle prossime elezioni. Più delinquenti sono, e più le possibilità di arruolare altri delinquenti aumentano. La batosta del 4 marzo e quella del Trentino non gli ha insegnato niente. Continuano imperterriti a mostrare in pubblico sempre le loro vecchie facce senza il minimo pudore nel ripetere le solite false promesse. Sono convinti di recuperare, attraverso l’interessamento delle ‘ndrine, i voti necessari per mitigare, almeno in Calabria, la loro estinzione. E per questo hanno mobilitato la crema dei doppiogiochisti calabresi.

Infatti a frequentare le loro iniziative, basta vedere le foto per capire il soggettame, la solita accozzaglia di residuati politici della prima e seconda repubblica, personaggi invischiati in ogni losco traffico avvenuto negli ultimi 25 anni, a danno dei cittadini. Del resto se ci troviamo con le pezze al culo la colpa non può che essere di chi ci ha governato, e Forza Italia ha governato a tutti i livelli, e i risultati disastrosi sono sotto gli occhi di tutti. E questo, nonostante i loro bei vestiti e le cravatte intonate ai calzini, i calabresi non l’hanno dimenticato.

Votare Forza Italia in Calabria, oggi più che mai, significa rafforzare la ‘ndrangheta, il malaffare, la corruzione, e la prostituzione. Basta vedere chi la rappresenta. A questi personaggi solo i mafiosi possono dare il loro voto. Non certo la gente onesta di Calabria che con sacrifici, ogni giorno, mentre loro pasteggiano da sempre con caviale e sciampagna, tira a campare. La pacchia è finita. E a nulla servirà mettere insieme incravattati e impelliciate varie, perché la matematica parla chiaro: non basterà l’accozzaglia politica/mafiosa, tenuta insieme solo dalla bramosia di potere e di ricchezza, a salvare questa schifezza di partito. La gente non ci casca più. Almeno quella onesta che è la maggioranza in questa regione, e non sprecherà certo il proprio voto per ritornare ad un passato che francamente tutti vogliono dimenticare.

P.S.: una mossa giusta, in tutto questo, la Jole l’ha fatta: spingere la candidatura di Occhiuto all’interno del partito (FI) con più delinquenti al mondo. E Occhiuto potrebbe essere la figura giusta. Perché, lo ricordiamo, è accusato dalla Dda di Roma di essere un delinquente abituale, componente di una più larga associazione a delinquere. Chi meglio di lui può guidare questa banda di delinquenti? Forza mafiosi e corrotti: le liste sono aperte.