Calabria, Protezione Civile: ecco chi sono le “anime nere” evocate da Tansi

Non serve un “profeta” per rivelare chi sono le “anime nere” alle quali si riferisce il capo della Protezione Civile calabrese Carlo Tansi nel suo post pubblicato ieri (http://www.iacchite.com/protezione-civile-carlo-tansi-e-le-anime-nere/).

Tansi lamenta di essere stato tradito proprio da due persone molto vicine a lui che hanno provato a “fargli le scarpe” – tra l’altro in un momento molto delicato della sua esistenza – appoggiandosi anche a qualche media compiacente che non ha esitato un attimo a pubblicare le notizie relative alle loro dimissioni.

Tanto per essere chiari, Tansi si riferisce a Paolo Cappadona e alla signora Giraldi. Quando il geologo si trovava a Brescia per essere operato di tumore, approfittando della sua assenza, Cappadona e Giraldi (che sono anche compagni di vita), hanno tramato alle sue spalle per farlo cadere con una serie di “giochetti”. Cercavano, in altre parole, di convincere i funzionari della Protezione Civile a chiedere in blocco le sue dimissioni. E come succede in (quasi) tutte le favole, quando Tansi è rientrato non ci ha messo molto a “sgamare” i due traditori.

La signora Giraldi

Alle loro spalle, c’è certamente qualche regista politico (alzi la mano chi non ha pensato subito alla solita Madame Fifì!) che prima dell’ingresso in scena di Tansi aveva le mani in pasta in tutti gli intrallazzi della Protezione Civile. E’ appena il caso di ricordare, infatti, che fino a poco tempo fa la Protezione Civile gestiva decine di milioni di euro di appalti (basti pensare a tutti gli appalti vinti oppure cuciti su misura per l’imprenditore napoletano Matacena e per i suoi compari) che adesso sono stati bloccati.

Cappadona e la sua amica Giraldi, telecomandati da Madame Fifì, avrebbero voluto ripristinare il vecchio regime, facendo leva anche sul fatto che Mario Oliverio alias Palla Palla in questo periodo è in tutt’altre faccende affaccendato. Ecco, allora, il perché delle loro dimissioni al fine di destabilizzare Tansi, approfittando vigliaccamente di un suo momento di grande difficoltà.

Paolo Cappadona con Carlo Tansi

Carlo Tansi continua a non fare i nomi delle “anime nere” ma sono in molti a ricordare che  Paolo Cappadona era addirittura un suo amico di infanzia del quale si fidava ciecamente per professionalità (che non ha mai minimamente messo in discussione avendo sempre riconosciuto le sue capacità) e affidabilità sotto il profilo umano. Sicuramente Tansi si è sbagliato. Perché i loro rilievi (che Tansi ha più volte definito assolutamente pretestuosi e privi di ogni fondamento) non sono stati fatti durante la loro attività? La risposta è semplice: evidentemente per motivi di interesse congiunti.

Tansi nel frattempo continua per la sua strada perché la Calabria è una tra le regioni al mondo nettamente più esposta alle calamità naturali e merita una Protezione Civile adeguata ai rischi e non un covo di malaffare e corruzione.