Calabria Verde, i mancati controlli della Regione: chi è l’ingegnere Allevato

Il procuratore aggiunto della DDA di Catanzaro Giovanni Bombardieri non ha dato tregua, insieme ai suoi colleghi reggini, ai dirigenti coinvolti nell’inchiesta che ha puntato dritto al cuore di Calabria Verde.

A settembre dello scorso anno sono stati arrestati l’ex direttore generale Paolo Furgiuele e Alfredo Allevato (dirigente terzo settore). Arresti domiciliari per Marco Mellace, dirigente dell’economato, mentre per l’ex dirigente Antonio Errigo (che ricopre la carica di commissario del Parco delle Serre) è stata disposta l’interdizione dai pubblici uffici.

Obbligo di dimora, infine, per l’agrotecnico Gennarino Magnone (consulente esterno).

Utilizzavano i fondi comunitari per quello che più aggradava a loro e ai loro protettori politici. 

Il Vaso di Pandora di Calabria Verde, dunque, si sta sgretolando sotto i colpi di qualche giornalista un po’ pazzarello e di qualche magistrato voglioso di far luce su nefandezze varie…

Sì, ma vogliamo parlare di chi doveva vigilare affinché ciò non accadesse?

La politica è colpevole fino al midollo. Altro che attività d’indirizzo, che vengono sbandierate da quelli che hanno la coda di paglia: i politici impelagati in questa storia sono stati complici (quando è andata bene) o mandanti del variopinto circo di Calabria Verde.

Corte_di_Appello_di_Catanzaro

Al contrario ci si aspettava qualcosa in più da parte della burocrazia regionale.

Infatti, lo Statuto della nostra Regione Calabria al TITOLO IX ATTIVITA’ ECONOMICHE REGIONALI E SOGGETTI PRIVATI al comma 4 sancisce che la Regione esercita sugli enti, le aziende e società regionali poteri di indirizzo e di controllo, anche attraverso l’esame e l’approvazione dei loro atti fondamentali.

Quindi l’apparato regionale avrebbe dovuto svolgere un’attività di controllo.

Attività che i vari direttori generali del Dipartimento che si sono susseguiti (i vari Zimbalatti e Salvino) avrebbero dovuto effettuare anche perché Azienda Calabria Verde è priva ancora oggi di un revisore dei conti.

Pertanto l’attività di sorveglianza non poteva prescindere anche dal controllo finanziario che nella fattispecie doveva essere svolto dal Dipartimento Agricoltura e poi successivamente dal Dipartimento della Presidenza.

Certo, qualche brivido nella schiena i nostri zelanti burocrati lo staranno avvertendo.

RegioneCalabria

E’ pressoché certo che per i direttori generali susseguitesi nel tempo alla guida del Dipartimento Agricoltura e di qualche dirigente di settore qualche problema grosso si sta per presentare.

Perché forse la mancanza di controllo sfocia in un reato che ricade nella sfera del diritto penale, che dite?

Ma poiché non siamo né pm, né giudici e né avvocati penalisti diremmo sicuramente sciocchezze.

Così come erano sciocchezze le spese economali non verificate, i bandi senza coperture, le consulenze date dall’ente, le rendicontazioni farlocche, le nomine di direttori di lavori (mai effettuate, senza evitare che però firmassero lo stesso e siglassero gli stati finali approvati dalla Regione stessa), i cambi di livello, i debiti fuori bilancio, il bilancio mai approvato (ma come avete fatto a trasferire ad un’azienda risorse comunitarie senza un documento contabile così importante?), le doppie indennità date ai vari commissari/dirigenti. E potremmo continuare.

Una sola domanda, sempre sciocca, al dirigente di settore del Dipartimento Agricoltura, dottore Giuseppe Oliva.

CHI E’ L’INGEGNERE ALFREDO ALLEVATO

Scusi dottore, ma lei conosce l’ingegnere Alfredo Allevato (che figura tra gli arrestati di oggi), napoletano di nascita ma trapiantato a Cosenza ormai da una vita, dirigente dal 2004 dell’Afor (Commissario Afor 2012) ed ora dirigente del settore Forestazione di Calabria Verde (esperto informatico visto la velocità con la quale ha disinstallato l’hard disk dal suo computer) e prima ancora direttore dell’Ente Parco del Pollino?

Non lo conosce? Perché altrimenti glielo presentiamo noi.

Luigi Matacena nel corso di una dimostrazione
Luigi Matacena nel corso di una dimostrazione

Sa, è quello dei bandi, in associazione con il direttore generale Furgiuele, che vince sempre Luigi Matacena senza che a lei interessasse di capirne il motivo.

Ma dov’era nel 2011 quando non c’era neanche la copertura finanziaria del bando? Perché non si è mai chiesto per quale motivo sborsare tutti quei denari per gli interessi legali maturati a favore del Matacena e poi liquidati?

Eppure è lei che firma i decreti di trasferimento delle risorse economiche dal Dipartimento Agricoltura all’ex Afor ed ora Calabria Verde.

L’ingegnere Allevato è sempre quel dirigente ex Afor ora Calabria Verde che le presentava la lista dei cambi di livello degli operai e del passaggio degli stessi ad impiegati (non sarà vietato vero?) e dove lei autorizzava previa apertura dei campi.

Ma no, il dottore Oliva lo conosce benissimo l’ingegnere Allevato. Perché è sempre lui che vista il decreto del dirigente di settore Agricoltura n°1277 del 13 settembre 2014 di Euro 43.793,10 in qualità di  direttore operativo dell’A.P.Q. TAGIRI che lei giustamente emana per le attività svolte dall’ingegnere Allevato.

Ma se è così, forse non lo conosce perché altrimenti si sarebbe chiesto come è possibile che un dirigente di un ente sub regionale possa essere prima incaricato dal Dipartimento Agricoltura come libero professionista, svolgere e portare a termine il contratto. emettere fattura ed essere liquidato.

Anche perché lei non lo avrebbe mai permesso, perché i dirigenti possono fare solo i dirigenti.

Scusi ancora dottore Oliva ma la Deliberazione Commissariale AFOR del 28/11/2014 n°202 chiusura Fondo Economale è stata meritevole di una sua lettura?

Dubitiamo anche in questo caso. Perché gli attori sono sempre gli stessi e anche le spese ricordano un po’ la famosa Determina del fondo economale di Calabria Verde.

Infatti il relatore è il solito Mellace (arrestato anche lui a settembre), il firmatario è l’asinello del presepe di Campanaro, il geniale Commissario Postorino (ma che cosa fa ancora nei locali di Calabria Verde, rimane un mistero) e il segretario è il vicesindaco di Lago Scanga che come amministratore di un Comune è stato un po’ disattento.

Vediamo chi sono gli attori.

Giuseppe Campanaro
Giuseppe Campanaro

San Giuseppe Campanaro svetta sempre in classifica con Euro 9 mila per anticipazioni del fondo con 7 voci rendicontate, poi incontriamo un funzionario che necessita di formazione, l’ingegnere Mangiardi (una Azienda in liquidazione è ammirevole per voler formare i suoi dipendenti anche se chiude dopo un mese…).

Poi si nota qualche viaggio qua e là (agenzia viaggi D’Elia e San Giuseppe che fa una capatina al Duomo di Milano), qualche rimborso spese ad Allevato, spese necessarie ed improcrastinabili a Mediaworld, Disotek, l’Apemaya, Bevacqua elettrodomestici e varie di telefonia (più di 5.000 euro).

Certo, piccole cose per un’Azienda che non ha avuto più la gestione di nulla dal 1° aprile 2014.

Ma allora come è possibile che sono state rendicontate una sfilza di fatture riguardanti spese per ripristino di immobili?

Che strano, molto strano vedere pagate Aziende di Ferramenta (Lacanna), imprese che vendono materiali edili (Amelio e figli, Amelio Antonio, Brico Raffaele, Rattà, Calabroparati e qualche altro che ci sfugge di sicuro) e pagate fatture per materiale elettrico per un importo totale di 10mila euro circa.

Certo piccoli importi, una bazzecola per un’azienda che si liquida a breve, perché altrimenti avremmo pensato a qualche ristrutturazione.

Chissà cosa invece avrà pensato il dottore Oliva.

Sicuramente i suoi direttori generali il prof. Zimbalatti e lo sveglio Salvino lo ringrazieranno per le passeggiate che dovranno farsi in Piazza Matteotti a Catanzaro, zona Procura della Repubblica, per giustificare la mancanza di vigilanza da parte del Dipartimento.