Calabria Verde: la DDA di Reggio e gli “interessi comuni” di Speziali e Sebi Romeo

Vincenzo Speziali e l'ex ministro Scajola

Il grande bubbone finalmente è scoppiato. Almeno per quanto riguarda il “sistema Calabria” della Protezione Civile. La DDA di Reggio Calabria, tirata per la giacca sia dalla Regione sia da Calabria Verde, ormai ha una visione generale di tutta la massa di illegalità che sono state commesse.

Tutto parte dalla famiglia Speziali.

Vincenzo Speziali si chiama esattamente come il suo illustre omonimo e parente (è per questo che lo definiscono tutti junior), bovalinese, ingegnere, grosso imprenditore e anche politico, scomparso proprio qualche mese fa ad 85 anni.

Già dirigente dell’Eni, ha avviato la sua attività imprenditoriale con la costituzione di una industria di laterizi e poi successivamente con altre iniziative imprenditoriali che formano il “Gruppo Speziali”. Un gruppo che estende la sua longa manus un po’ dappertutto.

Presidente della Sacal (ma guarda un po’ il caso), la società di gestione dell’aeroporto di Lamezia Terme, dal 2001 al 2006, è stato anche presidente di Confindustria Calabria prima di diventare senatore del Pdl nel 2008.

E’ qui che entra in contatto con gente come Claudio Scajola ed Amedeo Matacena ed è qui che il suo parente e omonimo Vincenzo Speziali junior entra in azione tramite il padre Giuseppe, che è chiaramente riconducibile a lui. Inquirenti e investigatori reggini per mesi gli stanno dietro e poi lo accusano di essere il garante del piano di spostamento del latitante Amedeo Matacena a Beirut. Una storia che è finita anche sui media nazionali.

Scartabellando tra le varie carte del “Gruppo Speziali”, la DDA di Reggio capisce che Elimediterranea, la ditta di noleggio elicotteri che vince diversi appalti diretti per fornire elicotteri per tutto l’anno a Calabria Verde (perché chiaramente il bosco s’incendia anche con la neve…) è riconducibile al signor Vincenzo SPEZIALI junior.

Questa ditta Elimediterranea finisce nei casini in Sicilia e, di conseguenza, con l’antimafia alle calcagna, perde anche l’appalto calabrese.

Ma l’azienda Calabria Verde, invece di annullare la gara, la rende provvisoria per soli due mesi e si sostituisce pro soluto con le banche per garantire Speziali. Il sig. Speziali junior frequenta ogni giorno gli uffici di Calabria Verde e si relaziona continuamente con i dirigenti Campanaro e Furgiuele (quest’ultimo è il direttore generale di Calabria Verde) anche grazie a pranzi conviviali fatti nella sede di Siano.

E invece il bando della stazione unica appaltante assegnerà il servizio ad una società di Salerno, per un importo inferiore del 40% di quello che sarebbe dovuto al signor Speziali. 

  • Denominazione: ‘E+S AIR S.R.L.’
  • Sede Legale:
    CONTRADA FICOCELLE, S.N.C., 84061 OGLIASTRO CILENTO SALERNO
  • Forma giuridica: SOCIETA’ A RESPONSABILITA’ LIMITATA CON UNICO SOCIO – Società di capitale
  • ha vinto tramite Stazione Unica Appaltante det. 774 del 9/9/2015

Diversi dipendenti assistono ad una lite furiosa tra i dirigenti Savio e Campanaro. I due si accapigliano e restano fermi sulle rispettive posizioni. Il primo si lamenta del fatto che il suo settore non poteva acquistare nulla per i piani di gestione e ritiene assurdo il bando pubblicato. Campanaro, per zittirlo, gli gridava che “il bando era stato voluto dalla politica nella fattispecie dal consigliere regionale del Pd Sebi Romeo”…

Sebi Romeo
Sebi Romeo

Sebi Romeo, del quale ci occupiamo ormai da tempo, è il capogruppo del Pd in consiglio regionale e ha rapporti molto stretti con Nino De Gaetano, già assessore regionale, ritenuto da molti l’uomo della ‘ndrangheta nella Giunta Oliverio.

Il dottore Nicita viene nominato Responsabile del Distretti di Bovalino (stesso paese di Speziali) di Calabria Verde. Non viene nominato per meriti o bravura.

In realtà Nicita è un cugino di Sebi Romeo, che lo impone pur avendo i sindacati contro. 

Il fratello di Nicita, tanto per completare il quadro, viene nominato all’Asp di Reggio, mentre due sue antiche sodali, Maria Teresa Fragomeni e una certa Panetta vengono nominate consulenti del consiglio regionale rispettivamente a 40mila e 20mila euro all’anno.

Un suo cugino acquisito, invece, Bruno Bagnato, trova posto nello staff della sua struttura regionale, ricoprendo i ruoli di responsabile amministrativo al 50%, segretario particolare al 50% e segretario particolare al 100%. Un trionfo.

Il nome di Bagnato è nella relazione d’accesso al Comune di Reggio Calabria.

Bruno Bagnato, consigliere di maggioranza dell’amministrazione Arena, viene attenzionato nella relazione della Commissione d’accesso al Comune di Reggio Calabria, duecentotrentadue pagine di malaffare o, comunque, di situazioni equivoche.

Nella sezione dedicata alla compagine politica del Comune, si ricorda che lo stesso Bagnato “è coniugato con la sig.ra Domenica Stilo, nipote acquisita di Salvatore Pelle, inteso “Gambazza”, già latitante, già sorvegliato speciale, che annovera precedenti per associazione mafiosa, procurata inosservanza di pena, truffa, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti”.
La moglie di Bagnato risulta altresì “cugina di Giovanna Maviglia, coniugata con Antonio Lo Giudice del quale viene fatto cenno neÌl’ambito dell’operazione di P.G. convenzionalmente denominata “Sistema”, in un colloquio intercettato tra il consigliere Pasquale Morisani e Giuseppe Romeo sulla spartizione dell’ elettorato del rione Condera di “questa città”.

Un ambientino niente male, non c’è che dire…

Speziali si era rivolto al Tar per la questione della gara degli elicotteri. Il Tar ha investito della situazione l’Ente Nazionale Anti Corruzione. Ed era davvero il minimo che potesse fare. Oggi la svolta degli arresti.