Calabria Verde, le milionate di Franca Arlia e la saga dei Vecchio

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Calabria Verde perde o perderà un pezzo. Si tratta dell’Arlia, Franca, per gli amici. Va in pensione, ma quando? Che perdita!

Dopo svariati anni di alti e bassi, di compromessi, di negazioni e di concessioni, la nostra sorella di Paola, Franca Arlia, forse lascia il lavoro per raggiunti limiti di età. Franca Arlia è nota perché acconsente a tutti i voleri dei signori che si sono succeduti nelle cariche più importanti di Afor prima e Calabria Verde poi e dei vari assessori alla Forestazione (l’ultimo, com’è noto, è direttamente Palla Palla), tenendo sempre le mani in pasta nei meandri dei capitoli di spesa.

Nessuno ha mai osato contrariarla, vista la sua preparazione in economia e contabilità e visto che è laureata in Filosofia dal lontano 1976. In più, da buona madre di famiglia, è riuscita a far sbarcare il lunario per più di un decennio alle famiglie dei componenti dei vari C.d.A. e dei vari Direttori Generali e Vice Direttori Generali, compresi i Capi Servizi. Insomma, una vera e propria benefattrice…

Ma cosa si fa per altruismo?  A firma di ‘O Principale (Furgiuele Paolo) assistito da un Alfredo Allevato in auge fanno una bella delibera del D.G., la n.186 del 15.09.2015 con una bella relazione tecnica e con una torta di €.1.417.000,00 circa (1milione 417mila euro) da dividere con il personale Enti locali per: progressioni economiche orizzontali – produttività – retribuzione di risultato e risultato di comparto, avallata dai sindacati di categoria. Che si vendono anche per un piatto di lenticchie, figurarsi per una torta così grande…

E così a fine dicembre la pappatoia è stata  regolamentata dalla nostra Franca Arlia con determina n.1372  del  29.12.2015. Morale della favola: gli amici degli amici, valutati, si pappano una bella fetta di quella torta, con  criteri di valutazione consoni alle vicinanze del F.A.A.C., che non è lo sponsor del Bologna Calcio ma l’acronimo della premiata ditta Furgiuele-Arlia-Allevato-Campanaro. Mentre  il risultato generale è che padri di famiglia, impiegati dell’Azienda ed operai forestali, a tutt’oggi non hanno avuto corrisposto gli stipendi dovuti passando un Natale di austerità.

IL COMANDO ILLEGITTIMO PER IL FIGLIO DI VECCHIO

Le sue ottime capacità di relazionare e di organizzare in modo autonomo il proprio lavoro assumendosi responsabilità fanno sì che il figlio dell’ex commissario straordinario dell’AFOR Vecchio, con lettera prot.n.13481 del 06.07.2015, venga trasferito temporaneamente a Calabria Verde.

E così la nostra cara Franca Arlia autorizza  il comando in qualità di dirigente del servizio economico finanziario e risorse umane con determina n.559 del 20.07.2015, che viene integrata subito  con la determina n.835 del 28.09.2015 nella quale si legge che gli oneri spettanti al comandante sono a carico della Amministrazione Provinciale di Vibo Valentia ed il comando è autorizzato per un anno/12 mesi.

Il buon Antonino Vecchio-bond, con gli aiuti del caso avuti dal Direttore Generale, dalla Arlia, Errigo e politici fa un’altra richiesta con la quale il D.G. Furgiuele, “ ‘O Principale” assistito da Errigo (oggi Facente Fesso) con la Deliberazione n.208 del 19.19.2015 inseriscono solo alcuni periodi della legge 125/2015  perché forse si sono dimenticati la cosa più importante che recita l’art.4 e cioè :“ …… che alla data del 31.12.2014 il personale doveva essere già comandato presso l’amministrazione che si richiede il trasferimento…..” mentre il comandante Vecchio il comando l’ha avuto il 20.07.2015 con la determina dirigenziale n.559, probabilmente ci sarà qualche illecito  ed omissione procedurale per la questione in essere anche perché a parità di condizione e di trasferimento, considerata la tragica situazione economica dell’Ente Provincia di Vibo, andava espletato un concorso pubblico.

Antonino Vecchio
Antonino Vecchio

IL COMANDANTE VECCHIO BOND

Da tutto ciò scaturisce la personalità del B3 Dott. Comandante Vecchio-bond.

Ma chi è costui? Ma chi si crede di essere? Sol perché avallato dai vertici di Calabria Verde e dall’Ing. Roberto de Vito, Responsabile di Servizio, che come detto in altri articoli autorizza straordinari agli autisti guardie giurate di Vecchio e guarda caso anche dell’Arlia, di Errigo e di Paolo Furgiuele, è diventato onnipotente?

Ed ecco che il Comandante (Vecchio) in una riunione con le guardie giurate  dice espressamente ai presenti che ha comprato o commissionato, con soldi di tasca propria, le divise da indossare per il Servizio di Guardie giurate… questo sicuramente è un soggetto a rischio ed è il caso di metterlo da parte, ma forse ci sarà qualche ditta specifica e compiacente che sarà chiamata a fare le divise su misura? E i giubbini antiproiettile quando li fornirete? Sì, forse un altro bell’ appalto. Tanto vince sempre lui…

Da tutto ciò si capisce che anche altro personale, con una semplice richiesta, è subito trasferito. Com’è possibile che dal Consorzio di Bonifica Ionio Catanzarese senza nessuna credenziale e con un rapporto di lavoro privatistico si passa in un ente con natura giuridica pubblica? Tutto ciò la nostra cara Franca Arlia lo sa, ma al politico di turno come fa a dirgli che non è possibile? Anche perche da buona madre di famiglia dove mangiano circa 6.000 unità tra operai e  impiegati certamente potranno mangiare anche altri due trasferiti: il buon Antonino e l’impiegato forestale VI° livello Sig. Migliazza giusta determina n.1369 del 29.12.2015.

Non vogliamo parlare di altro, crediamo che la lezione, oggi, è stata tanta, ma possiamo farle una domanda, cara dottoressa Franca Arlia? Quella selezione di 8 (otto) co.co.pro. che lei ha fatto insieme ad Antonio Errigo, a Vincenzo Neri, alla Giovanna Grandinetti e a Massimo Aiello, è servita solo a pagare gli straordinari ai vostri autisti? E  gli amici degli amici quando prenderanno servizio?

Ma in tutto ciò che accade in questa nuova azienda Calabria Verde è evidente che il responsabile dell’anticorruzione ha il ruolo delle tre scimmiette: non vedo, non sento, e non parlo…

Nell’augurarle una buona quiescenza, cara dottoressa Franca Arlia, carichi su di un autotreno tutti i suoi scheletri, ma non chiami in aiuto gli operai forestali, e non li lasci, gli scheletri, negli armadi a Catanzaro. Ce ne sono già troppi…