Calabria Verde, le origini dell’ inchiesta su Matacena: il ruolo di Savio

Il grande bubbone di Calabria Verde continua ad ingrossarsi. La DDA di Catanzaro e la DDA di Reggio Calabria, oltre alla procura di Castrovillari (per quanto riguarda i tagli abusivi e le concessioni), sono in piena attività per far uscire fuori tutto il marcio che c’è in questo carrozzone.

A dire il vero, ormai c’è davvero poco che non si sappia. Anche se solo ora i giornali di regime e ovviamente anche quei papponi del PD hanno avuto il coraggio di fare il nome del potente imprenditore napoletano Luigi Matacena, amico del cuore di importanti politici (del PD ovviamente), vicino ai servizi segreti, che già si è arricchito alle spalle dei calabresi. E avrebbe ancora voglia di “papparsi” altri milioni facendosi difendere dai soliti compagni di merende. Peccato (per lui) che abbia trovato un magistrato tignoso come il dottor Giovanni Bombardieri (e non solo).

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Ma torniamo a Calabria Verde e parliamo dei dirigenti che vi prestano servizio.

Partiamo da Leandro Savio, che è notoriamente il dirigente più limpido e non ha mai fatto “combriccola” con le mele marce. Savio viene assunto tramite selezione pubblica alla fine del 2010.

Viene assunto come dirigente del servizio Debiti Fuori Bilancio e Programmazione Comunitaria. Gli viene dato l’interim a Ragioneria e Bilancio: l’ assunzione è possibile per legge perché è subentrato ad un dirigente che era andato in pensione.

Stranamente viene licenziato a giugno 2011. Eppure, la durata minima del contratto è di tre anni.

Perché Savio viene licenziato? Su questo licenziamento gira una parte importante dell’indagine delle magistrature antimafia di Catanzaro e Reggio Calabria. Perché Savio non è certo uno che si vende e capisce subito che cosa gira intorno agli affari di Matacena.

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Savio viene allontanato dall’azienda perché non firma il pagamento degli appalti di Matacena per mancanza di copertura finanziaria. Paolo Furgiuele, direttore generale dimissionario, alias ‘o Principale, notifica a Savio il prossimo licenziamento e tra l’altro il dirigente rivela irregolarità del bando 2010/2011 dei dispositivi di sicurezza per gli operai sempre vinto dall’onnipresente Matacena. 

Fa anche ricorso e costringe Zoccali, il braccio destro di Scopelliti, ad intervenire d’urgenza affinché non si arrivi ad una sentenza che sarebbe rovinosa per tutti. Sì, perché Savio aveva impostato il ricorso contro le nomine di giunta del direttore generale e del suo vice, rilevando l’ impossibilità di dare incarichi fiduciari.

Ragion per cui si arriva ad una transazione, Savio viene mandato a svernare a Reggio a non fare nulla per due anni e rompe definitivamente con Scopelliti. Tra l’altro, la cosa strana è che in Afor vengono chiusi i servizi dove Savio era incaricato per non farlo tornare in azienda a Catanzaro.

Nel 2013, tuttavia, Savio, tramite un ricorso con il collega dirigente Cordova, viene stabilizzato grazie al fatto che 104 dipendenti co.co.pro  sono entrati in Afor a tempo indeterminato.

Perciò, tramite questo atto della giunta, sottoposto a controllo della Corte Costituzionale, viene inserito in organico definitivamente. In poche parole, fanno estendere gli effetti su di loro con le sentenze di altri con delibera n.85 del 17 maggio 2013.

Tra gli altri, ne approfittano anche Furgiuele ed Allevato.

Sia ‘o Principale che Allevato, infatti, erano stati assunti con un bando a tempo determinato e vengono stabilizzati proprio grazie al ricorso di Savio e Cordova.

Giuseppe Campanaro
Giuseppe Campanaro

Peppuccio Campanaro

In molti si chiedono come abbia potuto fare a diventare dirigente e stabilizzarsi Peppuccio Campanaro da Spezzano Sila.

Viene assunto in qualità di Responsabile dell’Ufficio legale dell’Afor funzionario categoria D pur essendo già presenti in Azienda diversi professionisti titolati ed essendo necessario il concorso pubblico per tale tipo di assunzioni.

Pur essendo stato assunto in qualità di funzionario categoria D, riesce a farsi fare una prima delibera con cui gli viene riconosciuto il trattato dirigenziale. In seguito, anche per lui, arriva il contratto come dirigente a tempo determinato e poi ancora il solito scambio di avvisi fantasma con incarico a tempo indeterminato.

Però per la sua assunzione è stato sottoposto anche ad indagine nel 2013 dalla Guardia di Finanza ma ne è uscito tranquillo. Ha sempre usato auto aziendale ed autista. Sempre indennità di risultato. Liquidata premialità per chiusura Afor. 

Segni particolari: politicamente parte dall’estrema destra e finisce con… Nicola Adamo e il PD. 

Calabria-Verde

Franca Arlia

Entra in Afor proveniente dal Comune di Paola, dove era inquadrata quale funzionario. Non si comprende con quali modalità, requisiti e titoli. Diventa dirigente a tempo determinato per poi scambiarsi il favore con Allevato facendosi fare l’avviso ed il bando dallo stesso a tempo indeterminato. Va in pensione ad aprile. Il suo percorso è un mistero per tutti.

Ha sempre usato auto aziendale ed autista. Sempre indennità di risultato. Liquidata premialità per chiusura Afor.

Postorino

Diventa vicedirettore generale Forestazione (con doppio incarico Responsabile Foreste RC) e poi Commissario liquidatore proveniente dalla Multiservizi, società mista del Comune di Reggio Calabria chiacchierata di vicinanza alla ‘ndrangheta. Presso tale società mista ha svolto l’incarico di semplice capo squadra e pertanto risultava, all’atto della nomina, assolutamente sprovvisto di qualsivoglia requisito non solo per fare il vicedirettore generale, ma anche il semplice dirigente. Impossibile nominarlo vicedirettore non avendone assolutatamente i titoli e requisiti…

Ha sempre usato auto aziendale ed autista. Sempre indennità di risultato. Liquidata premialità per chiusura Afor.

I dirigenti delle comunità montane si sono autonominati dirigenti.

Benvenuti nel fantastico mondo della Regione Calabria.