Calabria Verde, lettera aperta di un Direttore dei lavori: “Basta con le clientele”

Chi vi scrive è un Direttore dei lavori di Calabria Verde, che è stato assunto nel lontano 1983 e che attualmente espleta la funzione in due cantieri della provincia di Cosenza.

Vorrei portare a conoscenza di determinati episodi a dir poco spiacevoli che si sono verificati nei giorni scorsi e non solo.

Penso che sia a conoscenza di tutti la situazione che stiamo vivendo all’interno della nostra Azienda, quindi in un certo senso non volevo minimamente intaccare ancora di più questo andamento negativo che stiamo attraversando.

Sin dalla mia data di assunzione, sono stato una persona molto disponibile ed apprezzata dai dirigenti che si sono succeduti, ma negli ultimi tempi della gestione dell’Afor ed ora Calabria Verde, purtroppo interagire con le figure apicali è sempre stato molto difficile.

Anzi, vorrei correggermi: avere rapporti lavorativi con il mio dirigente di riferimento è stato sempre impossibile. Ci trattiamo solo con comunicazioni protocollate con risposte brevi e molto formali, anche se tante volte ho chiesto di essere convocato alla sede centrale di Catanzaro per gestire il tutto, ma non è mai stato possibile.

Ed è proprio per questo che vorrei portare a vostra conoscenza episodi a dir poco sconcertanti di questo dirigente.

Riconosco perfettamente che la nostra Azienda è strumentale e politica, ma non riesco a capacitarmi come il clientelismo la faccia da padrone. Perché se sei nelle grazie di questo dirigente puoi fare carriera, lavorare con tranquillità, altrimenti sei sempre sotto pressione, rischiando di non poterti esprimere sia professionalmente che personalmente, in quanto il dirigente in questione non aspetta altro che il momento opportuno per vendicarsi perché non appartieni al suo entourage.

Nei mesi scorsi ho cercato sempre di dettare delle regole per quanto concerne l’organizzazione dei cantieri, ma appena cercavo di cambiare qualcosa nel cantiere, era sempre lui a dare un peso negativo alla mia proposta. Addirittura, in un cantiere volevo bilanciare un po’ le squadre e quindi spostare alcuni operai da una parte ad un’altra (sempre con comunicazioni scritte e protocollate) e sapete cosa mi ha risposto? Che non era necessario.

Visto che non riuscivo a far percepire la voglia di cambiamento sui cantieri, ho cercato ufficialmente di prendere delle precauzioni e scrivere, oltre che a questo “grande” dirigente, anche alla commissione disciplinare affinché si ponesse fine a questo tipo di sistema a dir poco clientelare ed inefficiente.

Capivo che sicuramente, con quegli spostamenti, urtavo la suscettibilità di qualche persona vicina a lui, ma non potevo fare a meno di farmi sentire.

Ho contattato qualche amico per sapere il perché di questo comportamento nei miei confronti e sapete cosa mi hanno detto? Che io sono quello che ha denunciato questo dirigente quando svolgeva mansioni di commissario dell’Afor e quindi doveva farmela pagare.

Adesso ho deciso di denunciare il tutto alle autorità competenti (mobbing) ma prima voglio raccontarvi quello che ha fatto negli ultimi giorni.

Paolo Furgiuele
Paolo Furgiuele

Da precisare che nell’Azienda Calabria Verde esiste un gruppo di progettisti e che la maggior parte dei tecnici sono anche Direttori dei lavori. Già nell’anno 2015 io non facevo parte del team della progettazione e per avere delucidazioni in merito alla mia esclusione, sono andato a chiedere spiegazioni all’ex direttore generale Paolo Furgiuele, che mi tranquillizzava dicendomi che era stata solo una dimenticanza del dirigente.

Di recente, e precisamente a fine marzo, venivano convocati di nuovo i progettisti per una riunione tecnica prevista per il 6 aprile per approntare la progettazione dell’anno in corso. Ancora una volta non ne sapevo niente e sconcertato mi sono rivolto a qualche collega per sapere se era stata un’altra dimenticanza ma purtroppo le persone vicine a questo individuo mi comunicavano di aver proposto il mio nominativo ma di avere ricevuto risposta negativa.

Anzi, ha detto queste testuali parole: “Gli ex Oti ufficio no…”. Gli Oti sarebbero gli ex operai sempre in ufficio che poi sono transitati nei ruoli impiegatizi dell’Afor e io con grande soddisfazione e merito ne faccio parte.

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Vi dirò di più: nel team dei progettisti non soltanto non sono stati confermati in massa tutti quelli dell’anno 2015 ma sono state inserite anche alcune persone che addirittura fino a poco tempo fa erano degli operai sui cantieri e che sono transitati solo di recente nei ruoli impiegatizi. Da precisare che io non ho nulla contro questi colleghi, anzi sono molto preparati e affidabili, ma voglio che cambi il sistema: ben vengano altri colleghi ma non con questa metodologia che porta solo ad incrinare ancora di più i rapporti ed inasprire gli animi all’interno della nostra Azienda.

Come si può, dopo 32 anni di servizio, escludere lo scrivente solo per la ripicca di questo dirigente, perché facevo parte degli ex Oti ufficio, che hanno denunciato alla procura della Repubblica soprusi e illegalità a danno degli stessi? Detto questo, come si fa a far decollare un’Azienda come la nostra se a comandare sono questi personaggi?

Spero che con l’ultima indagine (ancora in corso) si ponga fine a tutto questo sistema, emarginando queste persone che anziché lavorare per creare un settore produttivo, lavorano solo ed esclusivamente per se stessi e per quelle persone che gli stanno vicino (i famosi leccaculo).

Adesso BASTA raccomandazioni, BASTA clientelismo, BASTA sostenere persone portate dalla politica, personaggi che di ideologia politica sposano solo il momento adatto per fare carriera, persone che oggi sono di destra e domani saranno di sinistra… 

Io sono un tesserato del PD di vecchia data, ho anche fatto parte dell’Assemblea Regionale costituente del partito ma non mi sono mai fatto raccomandare per raggiungere i miei obiettivi lavorativi e quindi fare carriera. Sono arrivato a fare il Direttore dei lavori solo con le mie forze e un po’ di professionalità.

A proposito di questo, vorrei aprire una piccola parentesi: sapete cos’ha fatto il dirigente in questione a proposito della nomina a Direttore dei lavori? Si è rifiutato di redigere e firmare il parere tecnico per la nomina stessa. Si può arrivare a tanto?

Facciamola finita, ALLONTANATE questo personaggio, anzi questi personaggi, affinché la nostra Azienda possa finalmente decollare, principalmente per il futuro dei nostri figli affinché possano produrre con lo studio e con i sacrifici qualcosa di positivo nel mondo del lavoro e per la loro vita e non sentirsi messi da parte perché la MERITOCRAZIA a Calabria Verde è solo un optional.

Inoltre, vorrei dire che non mi interessa molto fare il progettista, ma le mie insofferenze nascono tutte da anni di destabilizzazione e di pressione fisica e psichica.

Basta, adesso è venuto il momento di ribellarsi. Mi auguro che io sia solo il primo di una lunga serie. Cari colleghi, non fatevi intimorire dall’arroganza e non abbiate paura di questo dirigente, so che anche voi volete ribellarvi, togliete fuori gli attributi: solo così possiamo dare vita ad una nuova fase positiva.

In conclusione, confido nell’esperienza e nella capacità professionale del nuovo commissario, comunicandogli che sarò a disposizione per tutti i chiarimenti che vorrà e per rendere la nostra azienda trasparente ed efficace, ma principalmente con sani principi sia professionali che personali.

Un Direttore dei lavori di Calabria Verde