Calabria Verde: ‘O Principale, Campanaro e le “grandi manovre” con Cooperfin e i Tfr dei lavoratori

'O Principale
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C’è di nuovo fermento nelle segrete stanze di Calabria Verde. Da più parti si sussurra che le DDA di Reggio e Catanzaro si stiano incontrando molto spesso in questi giorni per arrivare ad una sintesi e concludere quell’inchiesta che proprio un anno fa di questi tempi, il 21 settembre, portò all’arresto di personaggi come l’ex direttore generale Paolo Furgiuele alias ‘O Principale, il dirigente del terzo settore Alfredo Allevato, il dirigente dell’economato Marco Mellace, l’ex dirigente Antonio Errigo e all’obbligo di firma per l’agrotecnico Gennarino Magnone, che ha un ruolo-chiave come intermediario con la politica.

Ci sembra opportuno, a questo punto, riepilogare un po’ la situazione puntando i riflettori si due personaggi fondamentali per capire le dinamiche di questo immenso carrozzone: tutti gli incarichi e le funzioni svolte dai nostri amici, O’Principale Paolo Furgiuele e San Giuseppe Campanaro, al secolo Peppuccio.

O’Principale, anche se ha ancora un fastidiosissimo accento napoletano, è da tempo calabrese d’adozione, da quando si trasferisce nella ridente località turistica di Amantea ed entra ad Afor grazie ai buoni uffici del fratello massone barone Macrì.

Dal suo curriculum vitae possiamo elencare le varie funzioni che in questi anni ha svolto nell’ex Afor ora Calabria Verde: appaltatore (vedi ristrutturazione della sua lussuosa villa con parquet di Amantea), ristoratore (vedi utilizzo scientifico dei buoni pasti), benzinaio (vedi l’utilizzo delle carte carburante); parquettista (vedi il parquet di villa Furgiuele); arredatore (vedi arredamento completo dello chalet a Siano); agente di viaggio (vedi viaggi a Roma dal Papa); gommista (vedi pneumatici per Smart); ed altre varie attività che sono parte integrante dell’ordinanza di custodia emessa dalla magistratura di Catanzaro.

Anche il suo sergente di ferro, il buon San Giuseppe Campanaro ha un curriculum impressionante. Nativo di Spezzano Piccolo, giunge ad Afor grazie all’interesse del braccio destro di Scopelliti nelle sembianze di Fausto Orsomarso e anche lui si impegna a svolgere tante funzioni per il bene dell’ente.

Giuseppe Campanaro, un altro fascio che se la fa con i falsi comunisti

Ci pare opportuno elencarne alcune di queste: pilota di elicotteri (vedi appalto Elimediterranea); collaudatore (vedi collaudi a favore di Matacena); politico (esponente della politica cosentina sia di destra che di sinistra: da Orsomarso a Nicola Adamo, una specie di Madame Fifì travestita…); intermediario (vedi affidamento diretto Misura mercato per il camerata Vigna e l’affaire Feliciano per Madame Fifì e Capu i liuni); dirigente dell’Avvocatura e della trasparenza ed anticorruzione (tralasciando le funzioni della trasparenza e dell ‘anticorruzione – che ci viene solo da ridere -, ci sembra giusto rimarcare che secondo tanti si è AUTONOMINATO dirigente, invece secondo indagini della magistratura e testimonianze di colleghi dirigenti è invece un semplice funzionario).

Però – secondo voi – si sono fermati solo a questo? No di certo. Oggi i nostri cari clienti Furgiuele e Campanaro possono anche annoverare persino la funzione di promoter finanziari.

Infatti i baldi giovani si sono premurati di effettuare un versamento di un milione e mezzo di euro a favore di una società di intermediazione finanziaria che risponde al nome di Cooperfin.

Vediamo come siano riusciti a fare tutto ciò. La prassi è sempre quella (vedi Matacena e Elimediterranea): manifestazione d’interesse per individuare un partner finanziario dell’ente Afor (perché chiaramente non ci si fida dell’ex Carime).

Secondo Voi, assidui lettori delle vicende di Calabria Verde, quante sono le domande presentate? Ma guarda un po’ il caso, una sola. Chi vince è la Cooperfin di Modena.

Tutto normale, ma c’è sempre un ma a Calabria Verde. La società in questione ha sede legale a Modena e chiaramente una sede operativa allocata a Napoli, nelle vicinanze dell’ex abitazione di O ‘Principale, ma scorrendo sulle sedi operative ne troviamo una anche a Belmonte (anche qui un caso fortuito visto che è il paese di residenza di Magnone).

Successivamente l’asinello Postorino, ex commissario Afor completamente nella mani del gatto e la volpe (che sembra più una vittima che un delinquente) a due mesi dalla chiusura di Afor stipula la convenzione con Cooperfin e liquida 1 milione e mezzo a favore della società finanziaria che dovrà rimborsare l’ente con versamenti annui di 60 mila euro in virtù di interessi maturati.

Successivamente Furgiuele con un atto trasferisce la convenzione a Calabria Verde e diventa lui il gestore della procedura coadiuvato sempre dall’ottimo Campanaro.

E voi credete che in questi anni Cooperfin abbia liquidato gli interessi? Cazzi, cucuzziedri e ova, si dice dalle nostre parti…

Ortensio Marano

Ma perché scegliere la Cooperfin? I maligni sostengono che sia molto vicina all’amico di Campanaro ovvero l’ex consigliere regionale Nazzareno Salerno. Certamente, se qualcuno si prendesse la briga di leggere le carte dell’indagine Robin Hood qualche similitudine l’avrà riscontrata. Ma siccome siamo garantisti noi non pensiamo a male ,anche perché conosciamo la rettitudine morale dei soggetti coinvolti (applausi e risate a crepapelle).

A questo punto vogliamo fare incazzare un po’ i nostri lettori più assidui, ovvero i bistrattati operai ex Afor.

Cari amici, sapete di chi è il milione e mezzo trasferito alla Cooperfin? Ma sono i vostri soldi o meglio i vostri Tfr (trattamenti di fine rapporto) che ancora ad oggi non state ricevendo. Ma la cosa ancora più simpatica è che San Giuseppe Campanaro nel compiere il miracolo in oggetto si è giustificato ammettendo che così non sarebbero stati pignorati!!!

Allora San Giuseppe, visto che sicuramente nel tuo percorso di studi non avrai mai sentito parlare di distrazione di fondi, ti comunichiamo che forse questo rientra in uno di questi casi. Poi, caro Peppuccio (come avvocato devi essere proprio una pippa come ormai dicono in molti, anche dalle parti della movida tirrenica), il Tfr per legge è impignorabile, ma sicuramente questo non lo potevi sapere.

Comunque, sembra proprio che alla Regione si siano accorti del giochino e il tutto è stato trasmesso alla Procura di Catanzaro. Ora vediamo a quale politico verrà data la colpa per potersi giustificare e giustificare i propri traffici.

Buon Tfr a tutti e alla prossima… Comunità Montane permettendo.