Calabria Verde, ‘O Principale se l’è cantata: tutti i guai di Nicola Adamo

Non c’era scritto il nome, è vero, ma per gli addetti ai lavori è lo stesso. Circa tre mesi fa un articolo di Paolo Orofino su Il Quotidiano dei Sud rivelava che un autorevole esponente del PD viene coinvolto dalle accuse dell’ex direttore generale di Calabria Verde Paolo Furgiuele, alias ‘O Principale, che il 21 settembre dell’anno scorso è stato arrestato nel primo troncone dell’inchiesta, che viene condotta in tandem dalle DDA di Reggio Calabria e Catanzaro.

Da quanto si leggeva, restavano un po’ in ombra le posizioni di un noto avvocato calabrese (forse di Catanzaro?) che cura gli interessi di Luigi Matacena, l’imprenditore napoletano campione di appalti alla Regione Calabria e di un ex consigliere regionale.
Ma si capiva lontano un miglio che il cerchio della DDA di Catanzaro si sta chiudendo verso Nicola Adamo. Specie adesso che il “giro” degli interrogatori è finito.

Il referente del marito di Madame Fifì è proprio l’ex direttore generale di Calabria Verde, Paolo Furgiuele. Questi ormai è in Calabria dal 2004, quando viene sponsorizzato dal barone Macrì di Locri. Ma diventa direttore generale di Calabria Verde nel 2014, quando lo nomina Michele Trematerra, altro bel soggetto.

Poi si è decisamente avvicinato a Nicola Adamo perché, pare, molto in sintonia con Madame Fifì. Vanno a mare nello stesso lido ad Amantea e c’è l’incredibile caso delle multe a ripetizione che becca nel tratto Cosenza-Roma con l’auto aziendale Chrysler Voyager: parliamo di qualcosa come 12 mila euro.

Perché Cosenza-Roma? Perché Furgiuele, quando ci sono problemi, si rifugia da Adamo, nella Capitale dalla fine di giugno del 2015, con obbligo di dimora, per la vicenda Rimborsopoli. Ora, come sapete, è felicemente tornato a casa…
Ma i legami non si fermano qui. Per esempio, c’è tutta la vicenda legata all’autista Feliciano D’Alessandro, che Furgiuele tutela in tutti i modi (illegittimi) possibili.

Adamo, secondo la magistratura, interviene in prima persona per le vicende legate agli appalti di Speziali ed è ancora in prima linea quando si tratta di “regalare” a Matacena i 32 milioni del mega appalto per i mezzi antincendio. E ci sarebbero fior di intercettazioni che lo chiamerebbero pesantemente in causa.

ADAMO E SPEZIALI

Scartabellando tra le varie carte del “Gruppo Speziali”, la DDA di Reggio capisce che Elimediterranea, la ditta di noleggio elicotteri che vince diversi appalti diretti per fornire elicotteri per tutto l’anno a Calabria Verde (perché chiaramente il bosco s’incendia anche con la neve…) è riconducibile al signor Vincenzo SPEZIALI junior.
eliQuesta ditta Elimediterranea finisce nei casini in Sicilia e, di conseguenza, con l’antimafia alle calcagna, perde anche l’appalto calabrese.

Ma l’azienda Calabria Verde, invece di annullare la gara, la rende provvisoria per soli due mesi e si sostituisce pro soluto con le banche per garantire Speziali. Il sig. Speziali junior frequenta ogni giorno gli uffici di Calabria Verde e si relaziona continuamente con i dirigenti Campanaro e Furgiuele anche grazie a pranzi conviviali fatti nella sede di Siano.

E invece il bando della stazione unica appaltante assegnerà il servizio ad una società di Salerno, per un importo inferiore del 40% di quello che sarebbe dovuto al signor Speziali.

Diversi dipendenti assistono ad una lite furiosa tra i dirigenti Savio e Campanaro. I due si accapigliano e restano fermi sulle rispettive posizioni. Il primo si lamenta del fatto che il suo settore non poteva acquistare nulla per i piani di gestione e ritiene assurdo il bando pubblicato. Campanaro, per zittirlo, gli gridava che “il bando era stato voluto dalla politica nella fattispecie dal consigliere regionale del Pd Sebi Romeo”…

La leggenda vuole che sia stata proprio la bella stanza di Campanaro lo scenario dell’incontro tra Vincenzo Speziali, quello degli elicotteri, Sebi Romeo e Nicola Adamo, prima che gli arrivasse l’obbligo di dimora.

I VIAGGI A NAPOLI

Furgiuele ‘o Principale

Diversi viaggi sarebbero stati effettuati a Napoli dal direttore generale di Calabria Verde, il partenopeo Paolo Furgiuele, nominato da Trematerra all’epoca della Giunta Scopelliti e confermatissimo da Oliverio il trasversale.

Furgiuele sarebbe stato accompagnato da un elemento di primissimo piano del PD, che peraltro ne avrebbe addirittura approfittato per acquistare uno stock di capi di abbigliamento nel capoluogo campano. Siamo davanti ad una denuncia molto grave e sulla quale bisogna andare con i piedi di piombo ma è naturale che chi ha spifferato i fatti alla Dda di Catanzaro abbia fornito molti e delicati particolari. A distanza di tempo, possiamo dire che ci sono molti indizi che portano a un “pezzo grosso”: Adamo? O addirittura Oliverio o un suo assessore? Certamente qualcuno che in questo momento sta tremando e non poco.

Probabilmente è stata proprio questa inchiesta a far scattare all’interno della Giunta Oliverio il convincimento che bisognava affossare il management di Calabria Verde.

Tradotto in soldoni: la Regione, per dimostrare la sua lontananza dal management di Calabria Verde, rompe gli indugi, denuncia i dirigenti dell’ente strumentale che ha sostituito l’Afor e rinuncia definitivamente al mega appalto da 32 milioni di euro.

Morale della favola: l’Autorità Anti Corruzione e la Dda si sono trovate davanti materiale “esplosivo” e hanno iniziato a gestirlo. Certo è che i risvolti potrebbero essere clamorosi e gettare nuove ombre su una legislatura regionale che rischia di essere la più corta della storia.

Ne vedremo (ancora) delle belle.