Calabria Verde, quegli elicotteri di Sebi Romeo e gli appalti di Matacena

Sebi Romeo
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Giugno 2015. Poco più di un anno fa. Tra Regione Calabria e l’ente strumentale (o società in house) Calabria Verde siamo già in una fase acuta di contrasto.

Caso Elicotteri/Speziali

Il Corriere della Calabria, attraverso un articolo di Pablo Petrasso, ci informa che c’è (anche) un pezzo di Calabria nella presunta truffa che ha travolto il servizio antincendio boschivo siciliano.

“… In teoria, la Sicilia poteva contare su una delle flotte più attrezzate d’Italia. In pratica, i piloti, i tecnici e soprattutto gli elicotteri – secondo i magistrati – non stavano affatto nell’isola ma altrove.

IL SEQUESTRO IN SICILIA Così, la procura di Palermo ha ottenuto dal gip il sequestro delle quattro società che si erano riunite in associazione temporanea di imprese per aggiudicarsi l’appalto. Non era stato difficile: l’Ati era stata l’unica a partecipare alla gara, che si era aggiudicata nel 2011 con un ribasso dello 0,84 per cento. E tra le imprese associate c’è anche la Elimediterranea spa, che ha sedi a Catanzaro e Vicenza. Gestiva l’appalto assieme a Heliwest srl (con sede ad Asti), Elifriulia srl (Ronchi dei Legionari – Gorizia), ed Elitellina (Sondrio). Le società sono finite sotto accusa per i reati di truffa aggravata ai danni dello Stato, falsità in atto pubblico, turbata libertà degli incanti e inadempimenti di contratti di pubbliche forniture. Il gip ha disposto un sequestro preventivo per equivalente: ammonta a 12 milioni 519 mila euro. È questo il valore della presunta truffa. I sigilli sono scattati per le quote societarie, i beni e anche i mezzi delle quattro società coinvolte.

eltE GLI APPALTI IN CALABRIA La Elimediterranea spa è una vecchia conoscenza della Regione Calabria. Lo dimostrano parecchi decreti: ha gestito le attività di prevenzione, estinzione degli incendi boschivi, trasporto aereo e servizi di Protezione civile negli ultimi anni, in virtù di una gara che la ditta si è aggiudicata il 15 febbraio 2010 per un importo di 11 milioni e 775mila euro, corrispondenti a oltre 2 milioni e 300mila euro all’anno. In cambio, la società si impegna a fornire il noleggio, con stazionamento in Calabria, di cinque elicotteri.

L’ultimo atto, invece, risale all’aprile del 2015 ed è stato redatto da “Calabria Verde”, la società in house della Regione chiamata a vigilare (anche) sugli incendi boschivi. “Calabria Verde”, nell’urgenza di dover garantire la copertura del servizio antincendio, si è affidata a una procedura che garantisse l’affidamento in regime di vacatio contrattuale.

E la società che si è aggiudicata il servizio è, ancora una volta, la Elimediterranea spa, con un’offerta di poco superiore al milione di euro, con un ribasso percentuale pari allo 0,1%, addirittura più piccolo che in Sicilia. La quota va a coprire due diversi momenti dell’anno: il primo va dal 14 aprile al 16 giugno 2015 e prevede l’utilizzo di un solo elicottero (al costo di 140mila euro); il secondo prevede l’utilizzo di quattro elicotteri a partire dal 15 giugno, costa 917mila euro e si concluderà al termine della gara d’appalto avviata dalla Stazione unica appaltante…”.

GLI ULTIMI SVILUPPI

Come messo in evidenza dal Corriere della Calabria la ditta di noleggio elicotteri che fa capo al signor SPEZIALI vince un appalto diretto per fornire elicotteri per tutto l’anno a Calabria Verde (perché chiaramente il bosco s’incendia anche con la neve…). Interviene la magistratura perché il signor Speziali ha l’interdittiva per motivi di mafia in Sicilia, come abbiamo appena letto.

L’azienda Calabria Verde, invece di annullare la gara, la rende provvisoria per soli due mesi e si sostituisce pro soluto con le banche per garantire Speziali. Il sig. Speziali frequenta ogni giorno gli uffici di Calabria Verde e si relaziona continuamente con i dirigenti Campanaro e Furgiuele (quest’ultimo è il direttore generale di Calabria Verde) anche grazie a pranzi conviviali fatti nella sede di Siano.

E invece il bando della stazione unica appaltante assegnerà il servizio ad una società di Salerno, per un importo inferiore del 40%di quello che sarebbe dovuto al signor Speziale.

Sebi Romeo
Sebi Romeo

Diversi dipendenti assistono ad una lite furiosa tra i dirigenti Savio e Campanaro. I due si accapigliano e restano fermi sulle rispettive posizioni. Il primo si lamenta del fatto che il suo settore non poteva acquistare nulla per i piani di gestione e ritiene assurdo il bando pubblicato. Campanaro, per zittirlo, gli gridava che “il bando era stato voluto dalla politica nella fattispecie dal consigliere regionale del Pd Sebi Romeo”.

Sebi Romeo, del quale ci siamo occupati recentemente, è il capogruppo del Pd e ha rapporti molto stretti con Nino De Gaetano, già assessore regionale, ritenuto da molti l’uomo della ‘ndrangheta nella Giunta Oliverio.

Caso bando dispositivi ed indumenti operai.

Luigi Matacena
Luigi Matacena

E’ un bando di gara strettamente collegato al precedente ed è firmato e redatto dai dirigenti Allevato, Furgiuele e Mellace. Importo 12 milioni di euro.

Vince l’azienda Matacena di Napoli, amico personale di Furgiuele. Lo stesso ha vinto sempre nelle ultime tre gare, ovvero da quando c’è Furgiuele ed è sempre solo l’unico a partecipare per un totale complessivo di 30 milioni di euro.

L’importo sale sempre ma diminuiscono gli operai che dovranno indossare i dispositivi. I viaggi di Furgiuele a Napoli, dei quali scrivevamo  tempo fa, sono relativi proprio a questo bando. Il direttore generale di Calabria Verde, infatti, oltre a prendere materialmente dispositivi e indumenti per gli operai, pare che si prenda anche direttamente altro dal suo amico napoletano…

Da rilevare che Furgiuele riceveva, proprio in quei giorni, una cartella esattoriale di 190mila euro e un avviso di garanzia per truffa alla Comunità Europea per un finanziamento ottenuto dalla sua azienda privata…

Ricapitolando: la Regione, attraverso Sebi Romeo, continua a far sguazzare Elimediterranea ma i problemi giudiziari avuti in Sicilia da questa azienda, mettono in moto Calabria Verde che agisce di testa sua.

Nel frattempo, Regione e Calabria Verde sono entrate in collisione anche su altre concessioni rilasciate in maniera irregolare dal capo di gabinetto di Mario Oliverio, l’avvocato Gaetano Pignanelli. E partono le denunce: Calabria Verde chiama l’Anac, l’Autorità Anticorruzione di Raffaele Cantone.

La Regione si rivolge alla Finanza. La DDA di Catanzaro, dal canto suo, apre gli occhi e inizia ad indagare seriamente, intuendo che sia la Regione, sia Calabria Verde hanno parecchi scheletri nell’armadio da nascondere. In tutto questo trambusto il mega appalto da 32 milioni per il quale è nata la faida è stato annullato così come altre gare in preparazione. Di certo, così non si può continuare.

Vedremo come andrà a finire.