Calabria Verde, tutti gli appalti vinti dall’azienda di Luigi Matacena nel mirino di giudici e Finanza

Luigi Matacena
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Anche i giornali di regime ormai hanno capito che Calabria Verde è il contenitore dal quale la magistratura sta tirando fuori le abbondanti prove che all’interno della Regione, tanto per cambiare, si nascondono squallidi personaggi che pilotano e truccano le gare per far girare soldi e accreditarsi politicamente. Insomma, corruzione e voto di scambio.

Nel mirino della Dda di Reggio Calabria, della procura di Catanzaro e della Guardia di Finanza tutta la generosa attività in materia di appalti dell’ente strumentale della Regione.

L’ex direttore generale Paolo Furgiuele, che ha ricevuto l’ordine di annullare il mega appalto di 32 milioni per la Protezione Civile, e poi è stato “ripescato” da Palla Palla, Madame Fifì e Nicola Adamo come “direttore amministrativo”, è stato in carcere e poi ai domiciliari per diversi mesi ed ha spiegato tante cose. A partire dai rapporti con l’unica azienda che aveva presentato domanda per “papparsi” l’appalto.

Paolo Furgiuele
Paolo Furgiuele

La Piemme&Matacena dell’imprenditore napoletano Luigi Matacena, molto vicino al faccendiere dei servizi segreti Luigi Bisignani (è stato indagato insieme a lui nella famosa inchiesta “P4”), finalmente è stata menzionata dai giornali di regime. E non è certo un’azienda “sconosciuta” alla Regione e a Calabria Verde.

Non a caso, la Regione, prima di annullare il bando, aveva acquisito tutti i documenti relativi alla “collaborazione” con la holding dell’imprenditore napoletano, notoriamente collegato anche all’altro faccendiere partenopeo, Alfonso Gallo, patron di General Construction (oggi Geko), che gestisce il depuratore di Rende ed è stata in corsa per un altro mega appalto per la gestione della depurazione cosentina andato in fumo anche se non revocato ufficialmente.

Sia Matacena sia Gallo fanno parte, oltre che del “sistema Bisignani”, anche della “squadra” del faccendiere Paolo Pollichieni, che non a caso sul giornale che dirige ha portato avanti (e lo fa ancora!) una linea a senso unico per difendere questi “imprenditori onesti”. E Pollichieni (lo sanno anche i bambini) è legato a doppio filo a Marco Minniti, oggi ministro dell’Interno, ieri sottosegretario al ministero dell’Interno e da sempre esperto massimo di servizi segreti.

Ma torniamo alla Piemme&Matacena e ai suoi appalti. La Guardia di Finanza ha acquisito nella sede di Calabria Verde una serie di documenti per vederci chiaro su tutti i soldi che quest’azienda ha “macinato” con la Regione. E siamo in grado di fornire ai nostri lettori una ricognizione del grande potere di questo Matacena con gli apparati regionali e in particolare con l’attuale direttore generale di Calabria Verde, Paolo Furgiuele.

Partiamo dal bando Afor 2004/2005 per dispositivi di sicurezza ed attrezzature per attività relative alla forestazione, per un importo di 3 milioni 513mila 305 euro.

Un bando laborioso ma. guarda un po’ il caso, approvato con determina numero 109 del 25 maggio 2006, quindi due anni dopo, che reca la firma in calce al collaudo dell’allora direttore amministrativo Paolo Furgiuele.

Passiamo quindi al bando Afor 2010, sempre per dispositivi di sicurezza ed attrezzature per attività relative alla forestazione da 15 milioni 889mila 056 euro e sempre sollecitato dal direttore amministrativo Paolo Furgiuele.
L’Afor cede il passo a Calabria Verde ma l’azienda di Matacena è sempre in prima linea. E così esce fuori il bando Calabria Verde del 2015, ancora per dispositivi di sicurezza e attività relative alla forestazione per un importo di 12 milioni 739mila 208 euro. Con Paolo Furgiuele “garante” di tutto l’ambaradan nella sua nuova qualità di direttore generale.
Chiaramente gli operai diminuiscono in maniera esponenziale perché vanno mano a mano in pensione ma a quanto pare non diminuisce la massa di soldi messa a gara…
L’elenco ovviamente si chiude con l‘appalto degli appalti e cioè quello da 32 milioni per l’acquisto con fondi comunitari (Por Fesr 2007/2013) di automezzi speciali per contrastare il dissesto idrogeologico e di attrezzature per l’antincendio boschivo, da destinare alla Protezione Civile.
Con l’azienda di Matacena unica a presentare domanda. Ma con l’appalto revocato in autotutela da Palla Palla dopo che la magistratura ci ha messo il becco ed ha capito cosa si nascondeva dietro questi appalti vergognosamente truccati e pilotati.
Ricapitolando: appalti vinti per un totale di oltre 28 milioni di euro (con tanto di decreto ingiuntivo per pagamenti non… effettuati) e un mega appalto da 32 milioni da “conquistare” col minimo sforzo.
Ma il diavolo ci ha messo la coda e adesso tutto il castello (finalmente!) sta per crollare insieme a tutti coloro che l’hanno messo in piedi.