Camigliatello, si mobilitano le truppe di Palla Palla. Ma di chi è il marchio “Transumanze”?

Advertising

ESTATE TEMPO DI FESTIVAL

Arriva agosto e tutti si scatenano nell’organizzare manifestazioni estive; alcuni si danno un tocco, scrivendo “iniziative culturali”, altri invece solo serate di spettacoli.

Naturalmente la parola “programmazione” a questa latitudini è sconosciuta. Per cui comuni vicini organizzano cose simili a distanza di pochi giorni. Ma che costo hanno tutte queste iniziative e chi li paga? Anche qui regna il mistero.

I privati devono passare le forche caudine della pubblica amministrazione per avere contributi, mentre gli assessori alla Cultura (quale?) si scialano a loro piacimento.

LE “TRANSUMANZE” DELLA FAMIGLIA OLIVERIO

Un caso a parte è il festival denominato “Transumanze”, che debutta (si fa per dire) proprio oggi. Si mobilitano le truppe cammellate di Mario Oliverio perché oggi pomeriggio a Camigliatello faranno ripartire addirittura il treno a vapore e si vuole dare un’immagine efficiente della Regione.

Ma come si fa a chiudere gli occhi davanti alla “transumanza” (questa sì) di soldi e di risorse pubbliche?

Fino a pochi anni fa la manifestazione era organizzato dalla Provincia di Cosenza (siamo nell’era di Palla Palla presidente della Provincia). Quest’anno “Transumanze” ritorna, ma organizzato e pagato dalla Regione.

Transumanze-SilaFestival-2013Ci viene facile chiedere: di chi è il marchio “Transumanze”?

Come mai passa dalla Provincia (leggi Palla Palla) alla Regione (rileggi Palla Palla)?

Nei manifesti affissi in città si rimanda ad un sito internet e ad una pagina Facebook. Domanda: a chi sono intestati? La trasparenza nasce da queste piccole cose. Per non dare fiato a chi, anche legittimamente magari, sospetta che dietro questa paraculata altri non c’è che la compagna di Oliverio, Adriana Toman, la prima a lanciare questa “sola” delle Transumanze per farci qualche soldo. Per poi approdare in pompa magna nelle stanze della Cittadella di Palla Palla. Insomma, quando parliamo di “familismo amorale” rispetto alle pratiche del presidente della Regione, non solo ci sono i sospetti ma addirittura le prove.

E poi, è mai possibile che non si è riusciti a fare un unico cartellone per le iniziative estive almeno per aree geografiche? Tirreno e Jonio cosentino, Sila, Marchesato crotonese, Catanzaro e zone limitrofe, vibonese e reggino?

Insomma siamo sempre all’anno zero mentre il TGR ci propina ogni giorno nello spazio Decameron eventi di poco conto. Che iattura abitare (e villeggiare) in Calabria.