Cari Amici del cuore, io sono qui (di Giorgio Marchese)

di Giorgio Marchese

Conoscere Alessandra e Mimmo e, attraverso loro, il piccolo Giancarlo è stato un privilegio. Poter stare accanto a loro ormai da più di due anni, rappresenta, per me, un punto d’onore. E di affetto. Ed è naturale, quindi, che io abbia dato (di me) tutto quello che ho potuto (e di cui ho sentito il dovere) nell’udienza del processo per la morte di chi considero, ormai, più di un parente acquisito: Giancarlo Esposito Jr.

Forse più di un’ora in cui ho delineato i contorni emotivi di chi, all’improvviso scopre il vero significato della massima Ungarettiana: “Si sta. Come, d’autunno, sugli alberi, le foglie”.
Ecco, non è stato facile trattenere le mie, di emozioni, quando ho descritto il pensiero ricorrente in maniera ossessiva nella mente dei “piccoli”, “grandi” Alessandra e Mimmo: “Mentre Giancarlo moriva, chi avrà cercato? Avrà teso, vanamente, le sue manine speranzose? E mentre il buio soffocava i suoi giovani bronchi, ci avrà perdonato per non essere stati lì con lui, a salvarlo?”.

L’avvocato Rondinelli

Cari Amici, chi è stato nell’Aula numero 9 del Tribunale di Cosenza, potrà testimoniare di fronte agli Uomini e a Dio (per chi ci crede, ovviamente) che, durante tutto il tempo del mio intervento, in risposta alle domande degli avvocati di parte civile degli studi Chiaia, D’Ippolito e Ledonne (la citazione segue un rigido ordine alfabetico) e del PM, non si è sentita volare neanche una mosca. E sì che i presenti non erano pochi! Solo alla fine di tutto, l’avvocato Rondinelli, difensore dell’imputato Manna Carmine, ha preteso che ricordassi un mio riferimento (a suo dire, dannoso) alla candidatura politica del Manna Carmine, all’interno di una lettera aperta pubblicata (il 7 maggio 2016) sul Webmagazine “La [email protected] (www.lastradaweb.it) di cui sono direttore responsabile, a firma di Mimmo e Alessandra Esposito in cui si è esercitato un diritto di espressione sancito con l’articolo 21 della Costituzione Italiana. Il tutto, con garbo e moderazione.

Non si è riusciti a procedere ad un chiarimento, per via della mancanza di una copia cartacea dell’articolo in questione, così da intenderci in maniera oggettiva. Il Presidente ha deciso di acquisire, appunto, copia di tale lavoro, alla prossima udienza. Tutto qui.
Ora, sulla stampa di un certo livello, l’evento è stato riportato nel corretto determinarsi dei fatti (Corriere della Calabria).
In un paio di pubblicazioni on line (non firmate da alcun giornalista, in particolare), la descrizione degli eventi appare quella di un burlone, oppure di chi ha scritto, sotto dettatura, eventi che non ha riscontrato in alcun modo.
Questi, i link:
https://soveratounotv.wordpress.com/…/il-processo-per-la-m…/
http://calabria.weboggi.it/…/154767-Processo-morte-del-picc…

Già dai titoli, sembrerebbe che, io (e tutti gli altri presenti), sia stato vittima di una allucinazione che vi ho sopra riportato perchè, invece, al posto del mio intervento, preciso e puntuale, ci sia stata una “tirata d’orecchi”, cioè un attacco, contro di me, da parte del difensore dell’imputato Manna Carmine: l’avvocato Rondinelli, appunto.
Ora a parte il fatto che, l’unico che si è permesso, in aula, di mancarmi di rispetto (un avvocato penalista) all’interno di un processo celebrato un paio di anni fa, sta ancora scappando per la mia veemente reazione, ritengo di avere, dalla mia parte, capacità di linguaggio e, soprattutto, di pensiero, tali, da non essere messo in crisi da nessuno. Giusto per ristabilire un criterio di realtà.

Per tornare al punto focale, in premessa alla lettera aperta pubblicata il 7 maggio 2016, ho testualmente riportato, quanto segue: “Cari lettori, abbiamo accettato volentieri la richiesta di Alessandra e Mimmo Esposito di vedere pubblicata, sul nostro Webmagazine, perchè si è intesa, la loro lettera aperta, come un’azione non “contro” qualcuno ma, semmai, per provare a chiarire alcuni aspetti della posizione di questo qualcuno (nella fattispecie, il dott. Carmine Manna) all’indomani dell’ufficializzazione della sua candidatura a consigliere comunale del Comune di Cosenza, per le elezioni che si terranno nel mese di giugno 2016…. Ovviamente, se la cosa potrà interessare, forniremo ampio spazio per ogni diritto di replica. Purchè richiesto e proposto, con il dovuto rispetto, garbo e cortesia. Secondo i principi della nostra linea editoriale (Giorgio Marchese direttore La Strad@)”.

Cari Amici, noterete, immediatamente che il riferimento di cui mi si fa “addebito” era indispensabile per spiegare il motivo per cui era stata scritta questa lettera aperta. Inoltre, come correttezza vuole, si è chiaramente offerto il diritto di replica. Non esercitato da nessuno. In quasi un anno di tempo.

Giorgio Marchese

A questo punto, un veloce passo indietro: qualche giorno fa, ho ricevuto da Manna Carmine, un “esposto e contestuale richiesta di provvedimento di censura – richiesta di rimozione di informazioni dannose e oscuramento dei relativi link” indirizzata, tra gli altri, al mio ordine regionale dei giornalisti (nella mia veste di giornalista pubblicista) per via della pubblicazione dell’articolo di cui ho fatto, poc’anzi, menzione (di cui mi si addebita, erroneamente, la paternità) e il cui link (per chi volesse verificare l’infondatezza di quanto addebitatomi) è il seguente:
http://www.lastradaweb.it/article.php3…
Ovviamente ho immediatamente chiesto, per le vie ufficiali, al Presidente del mio ordine regionale dei Giornalisti che la valutazione avvenga in tempi brevissimi affinchè, delineata l’ovvia infondatezza delle accuse, io possa determinarmi, altrettanto ovviamente, nelle sedi opportune.
In conclusione, vorrei invitare quanti più amici possibile, ad unirsi a me in un abbraccio virtuale (o reale, fate voi) nei confronti di Alessandra e Mimmo Esposito che, in oltre due anni, sono rimasti composti nel loro muto dolore.
È stata una grande giornata. Altre ne seguiranno. Speriamo non siano molte: due genitori orfani, hanno (legittimamente) fretta che Giustizia trionfi. Com’è giusto che sia.