Cariati, la sindrome da accerchiamento della sindaca Greco

Filomena Greco, sindaca di Cariati
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Caterina Agazio – CARIATI: FILOMENA GRECO TENTA INVANO DI CELARE INCAPACITA’ ED INADEGUATEZZA CON LA ORMAI SOLITA SINDROME DA ACCERCHIAMENTO E STERILI ATTACCHI “DA COMARE”.

Ho letto con molto rammarico l’ennesimo comunicato stampa inconsistente, irrilevante e francamente evitabile della sindaca di Cariati, Filomena Greco, relativo alla presunta incapacità di leggere dei consiglieri di minoranza del Gruppo PD di Cariati.

Senza considerare le errate affermazioni rispetto al bando di finanziamento regionale per l’adeguamento sismico delle scuole comunali, in riferimento al quale si parla impropriamente di un Allegato 1 quale “graduatoria provvisoria delle scuole ammesse a finanziamento” contenente invece la graduatoria provvisoria di tutte le domande pervenute e valutate dalla preposta commissione (su 300 domande, i progetti cariatesi sono ai nn. 171, 210, 262 e addirittura 281).

E di un Allegato 2 quale “contenente le scuole escluse dal finanziamento o ammesse con riserva” riguardante al contrario – come indicato dal Presidente Oliverio – “le prime (e per ora uniche) 40 istanze collocate in posizione utile in graduatoria sulle quali completata istruttoria di merito e delle quali ammesse a finanziamento 20” con i 30 milioni disponibili ad oggi, scopro con stupore che la mia attività politica dipenda dall’essere sposata con il titolare di un’impresa edile che opera, non solo a Cariati ma in tutta la Calabria.

Per quanto mi riguarda, non vedo minimamente la necessità di dover tessere le lodi dell’impresa gestita da mio marito e dai suoi fratelli, rinomata in tutto il territorio calabrese per l’onestà, la rettitudine, le eccellenti capacità tecniche e manageriali, ed a differenza di altre mai bisognosa di fare da cortigiana al politico o potente di turno per ottenere stanziamenti pubblici vitali per emergere.

Mi fa sorridere però l’ennesimo – ormai vano – tentativo della sindaca di Cariati di nascondere le proprie incapacità e la propria inadeguatezza dietro la solita sindrome da accerchiamento, piuttosto che dietro sterili attacchi personali “da comare”.

Se deve servire ai cariatesi, credo di poterlo dire a nome di tutti i consiglieri del Partito Democratico, siamo pronti anche a fare da parafulmine per Filomena Greco, bisognosa perennemente di qualche nemico da combattere, eterna vittima di chissà quale complotto mondiale.

Purtroppo, però, la verità è altra ed ahinoi è sotto gli occhi di tutti, in primis dei cittadini cariatesi che quotidianamente, a solo un anno dalle elezioni, esprimono rammarico e delusione per l’assoluta inconsistenza di quella che doveva essere una rinascita e si sta dimostrando una vera e propria debacle.

Il mancato finanziamento del Gac, con enorme danno per la marineria cariatese e gli operatori turistici, è stata la prima avvisaglia. In più di un anno non si è vista una gara d’appalto, da un lato si professa legalità e trasparenza e dall’altro in un clima dittatoriale si persevera in un atteggiamento prepotente con “divine concessioni” di prebende, a discapito della cittadinanza costretta a pagare le conseguenze di una dichiarazione di dissesto alquanto affrettata.

Ci si ostina a parlare di un consiglio comunale durante il quale tutti noi consiglieri di minoranza siamo stati destinatari di offese gratuite ed ingiurie da chi dovrebbe rappresentare tutti i cariatesi, evitando ad arte di far cenno all’ennesima magra figura rimediata anche con i sindaci del basso ionio cosentino ed alto crotonese, verso i quali mi scuso quale consigliere comunale, per un consiglio comunale aperto rimasto “fantasma”. Lo stesso Presidente del consiglio comunale è stato costretto all’ennesimo episodio imbarazzante, di fronte alle deliberazioni della giunta prima dello svolgimento davanti l’ex Ospedale di Cariati, poi della revoca di quest’ultima delibera, nell’assoluta assenza di convocazioni dal medesimo.

Anzichè vedere nemici ovunque e perseverare col vittimismo, per rimanere in tema sanità, farebbe bene Filomena Greco a rendersi conto che non è minimamente pensabile poter utilizzare le istituzioni per il perseguimento di finalità personali e la soddisfazione di interessi di famiglia. La politica, mi hanno insegnato, è servizio, non strumento per il proprio tornaconto.

Mi pare sia giunto il momento di comportarsi con serietà e responsabilità!

Si metta da parte l’arroganza e la prosopopea che tanti danni, alcuni irreparabili, ha causato e continua a causare alle famiglie cariatesi. Cariati ha bisogno di una rappresentanza che sappia autenticamente curarne gli interessi collettivi e soddisfarne i bisogni!

Meno di “selfie” e puerile propaganda social autoreferenziale.

Caterina Agazio

Consigliere Comunale PD Cariati