Caridi, il ritorno in Forza Italia e Roberto Occhiuto alla Regione

Caridi al tavolo della convention di Vibo con lo stato maggiore di FI
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La mannaia che si è abbattuta sul centrodestra calabrese e sul “sistema” Romeo-Scopelliti, che ha avuto la classica ciliegina sulla torta con il sì del Senato all’arresto di Antonio Caridi mette a nudo una catena di montaggio in pieno movimento e che non più tardi di un mese fa aveva trovato addirittura il suo trionfo nella convention di Vibo Valentia.

Ma ricostruiamo gli ultimi passaggi che, dopo tanto girovagare, hanno riportato Caridi a Forza Italia.

Alla fine il senatore Antonio Caridi è riuscito nel suo intento e ha fatto il suo (re)ingresso in Forza Italia a novembre del 2015.

Il risultato raggiunto non era stato quello sperato, ma almeno fino al casino delle operazioni della DDA era da considerare accettabile.

“… Per mesi il big reggino – ricorda un articolo di Riccardo Tripepi – ha lavorato a lungo per provare ad entrare alla grande, addirittura sostituendo Jole Santelli alla guida del partito. Era un momento di grande confusione nel partito azzurro e la coordinatrice era finita al centro di critiche ferocissime per alcune scelte fatte in occasione del rinnovo dei coordinamenti provinciali di Vibo, Catanzaro e Cosenza. Addirittura diversi consiglieri regionali (Salerno, Morrone e Graziano) ne avevano chiesto le dimissioni. Non solo.

Il gruppo reggino di Forza Italia, da Nicolò a Raffa e Foti, non ha fatto certo salti di gioia per l’ingresso di Caridi e si è opposto ad un suo ruolo di primo piano. Il capogruppo di Fi in Consiglio regionale lo ha anche bollato (e certo con qualche ragione) come uno “Scopelliti dipendente” . Entrambi fattori che hanno rallentato le operazioni.

La Santelli, però, grazie al rapporto privilegiato con Berlusconi, e alla parziale marcia indietro su Cosenza è riuscita poi a far rientrare crisi e pericolo, vedendosi ribadita la fiducia nel ruolo. Caridi, al contempo, non ha mai smesso di lavorare insieme al suo gruppo all’obiettivo. Prima contando sulla sponda del senatore Romani, poi con il grande aiuto di Nunzia De Girolamo con la quale ha stretto un ottimo rapporto e che gode delle grazie del Cavaliere.

Berlusconi è assai sensibile al tema degli ex Ncd che tornano alla casa madre abbandonando l’odiato Angelino Alfano. E Caridi è a tutti gli effetti uno di questi, pur con il passaggio intermedio effettuato al Gruppo Grandi Autonomie e Libertà. Ed allora si è arrivati ad una soluzione intermedia: niente carica da coordinatore regionale, ma soltanto quella di vice. Un pennacchio del tutto inutile, considerato che esistono ben quattro vice Santelli in Forza Italia. Oltre a Caridi, ci sono Roberto Occhiuto, Wanda Ferro e un altro reggino: Nino Foti”.

Questo nuovo assetto del partito è stato cementato dalla convention del 1° luglio.

C’erano tutte le massime personalità, diverse e di spessore. C’erano gli ex ministri Altero Matteoli e Mara Carfagna, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, i parlamentari Antonio Caridi, Roberto Occhiuto e Jole Santelli, coordinatrice regionale di Forza Italia nonché vicesindaco di Cosenza fresco di nomina. C’era la vice coordinatrice Wanda Ferro e, ovviamente, il padrone di casa, Giuseppe Mangialavori.

Con tanto di incoronazione per Roberto Occhiuto prossimo candidato alla presidenza della Regione.