Caro Marco Minniti, riprenditi i tuoi 100 euro che a me non servono

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Se non fosse stato per questo mio amico mai avrei saputo del gesto di Marco Minniti. Correva l’anno 2002 e la procura di Cosenza, allora come oggi, invece di acchiappare qualche corrotto o qualche massone mafioso, faceva scattare la famigerata operazione No-Global. A finire in galera 13 persone, tra cui io, accusati di voler sovvertire l’ordine costituito dello stato. I giorni che seguirono furono caratterizzati da una diffusa solidarietà nei nostri confronti. Nessuno aveva creduto a quelle assurde accuse. E a solidarizzare con noi non furono solo i compagni e la gente comune, anche tanti politici contribuirono a sostenere le spese legali che da questa infamità scaturirono.

Tanti furono i politici – di tutti gli schieramenti, persino Bossi prese posizione a nostro favore –  che in quei giorni si schierarono dalla nostra parte contro le assurde accuse delle procura di Cosenza. Era chiaro anche a loro che eravamo di fronte ad una accusa che voleva far passare come reato la libertà d’espressione. Un coro quasi unanime che mise all’angolo la procura costringendo l’allora procuratore Serafini a piangere in diretta da Bruno Vespa. Molti politici ci fecero visita in carcere. Di destra e sinistra. Altri fecero delle donazioni, tra questi Marco Minniti, che si recò, accompagnato dal suo autista, all’ex CSA Gramna di Cosenza, dove era in corso una riunione lasciando all’ingresso un contributo di 100 euro.

Ebbene, ora che so che tra i tanti politici c’è anche lui, ho deciso di restituire, a nome di tutti gli imputati, i 100 euro a Minniti. Io (noi) questi soldi non li voglio. Perciò la prossima volta che si troverà a passare da Cosenza lo prego vivamente di fare un salto nella redazione per riprendersi i 100 euro. Oppure può mandare qualche agente segreto sotto copertura a ritirarle, magari con la scusa di qualche altra perquisizione. Che noi ci siamo abituati.

GdD