Casali del Manco: tutti gli intrecci (e gli inciuci) nella lista “Futuro in Comune”

A Casali del Manco sta andando in scena uno dei peggiori teatrini della politica mai visti. Abbiamo letto e riportato le liste, e ci siamo fatti due conticini: protagonista principale, come sempre, è il solito Pd: dietro un rinnovamento di facciata vi è una vera e propria suddivisione per appartenenza al vecchio ceto politico. L’operazione è gestita da Nicola Adamo (u sannu puru i petri i mianzu a via) tramite i suoi due uomini più fidati: Luigi Guglielmelli e Saverio Barca, entrambi pedacesi.

Nella lista “Futuro in Comune”, candidato a sindaco Nuccio Martire, sono presenti: Carmelo Rota, prestanome di Ennio Morrone, candidatura frutto di un accordo di potere tra i due politici cosentini; Luca Covelli, nipote di Damiano Covelli, storico collaboratore di Nicola Adamo e di Giulio Covelli , storico autista di Pino Gentile. Poi c’è Alfredo Morrone, cugino del consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea e Patricia Polillo in rappresentanza di Orlandino Greco.

Una vera e propria operazione di “inciucismo” che vede coinvolti tutti i grandi vecchi esponenti del PD di quelle parti, a partire da Tonino De Santis di Spezzano Piccolo passando per Luca Mendicelli, ex Sindaco di Casole Bruzio, per finire al candidato a Sindaco Nuccio Martire, compare di Mario Oliverio il presidente della Regione. Ci mancavano solo Aieta e don Magorno e siamo a posto. Una vera e propria spartizione studiata a tavolino, frutto di una guerra intestina tra bande rivali, interne al PD, che hanno come unico scopo quello di mettere le mani sul bottino.

Nonostante tanta evidenza hanno avuto il coraggio di accusare Iazzolino di fare accordi sottobanco. Lo avevamo scritto: basta “saper leggere” le liste per capire dove sta l’inciucio, e nella lista di Iazzolino, a differenza della loro, non ci sono presenze “anomale”.

Qualcuno potrebbe dire che non c’è niente di male ad avere queste persone in lista e la parentela o la vicinanza a personaggi “storici” del PD, oltre a non essere “sinonimo” di marpioni, è cosa scontata visto che dietro la lista civica c’è proprio il PD. E ci può stare. Ma perfavore non chiamatelo cambiamento o rinnovamento, perchè è evidente anche ad un bambino che la logica spartitoria e inciucista, nonostante le tante batoste elettorali, ancora persiste nella vecchia e stantia nomenklatura del PD cosentino. E per essere certi che è così, basta guardare quello che sta succedendo in questi giorni a Calabria Verde, dove il presidente Oliverio, il principale sponsor del candidato Nuccio Martire,  è indagato per una della azioni che più gli riesce meglio: la “lottizzazione” a favore di marpioni e intrallazzatori professionisti della “cosa pubblica”. E se  si è comportato così a Calabria Verde decidendo assunzioni, incarichi, e affidamenti per i soliti amici degli amici, in segrete riunioni che si tenevano a casa di Nicola Adamo, strafregandosene di tutto e di tutti, e in barba alle regole e alla Legge, vi chiedo: perchè dovrebbe comportarsi diversamente a Casali del Manco?

Ai cittadini di Casali del Manco l’ardua sentenza.