Caso Melito, Sellini (AUPI): “Oliverio modifichi gli Atti aziendali e sostenga i Centri antiviolenza”

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 Violenze sessuali a Melito, Sellini (AUPI): “Oliverio dopo la manifestazione nazionale modifichi gli atti aziendali e sostenga i centri anti violenza, se vuole fare sul serio”.

L’Aupi, l’associazione unitaria psicologi italiani, chiede al governo regionale di intervenire per modificare gli Atti aziendali delle Asl calabresi che non prevedono l’assistenza psicologica gratuita, oltre che lavorare sui centri antiviolenza.

Gli psicologi italiani, infatti, pur apprezzando l’iniziativa della Regione, ovvero la manifestazione nazionale del prossimo 21 ottobre contro la violenza sulle donne, sottolineano l’assenza di proposte concrete per migliorare una rete di assistenza piuttosto fragile e che rischia di mostrare i propri limiti al prossimo caso di cronaca.

IL COMUNICATO STAMPA

Roma, 20 settembre 2016 “Pieno sostegno all’iniziativa voluta dalla Regione Calabria per dire no alla violenza contro le donne, a seguito degli abusi subiti per più di due anni da una ragazzina di Melito Porto Salvo. Una bambina, che all’inizio di questa triste vicenda, aveva solo 13 anni.  Apprezziamo il gesto simbolico scelto dalla Regione, che ha pensato ad una manifestazione nazionale, ma ai gesti chiediamo che seguano fatti e azioni concrete”.

Il segretario dell’AUPI, l’associazione unitaria psicologi italiani, Mario Sellini, interviene esprimendo il suo apprezzamento per l’evento in agenda per il prossimo 21 ottobre e, nel contempo, chiede al presidente Mario Oliverio di lavorare su progetti tangibili, per prevenire fatti come quelli avvenuti a Melito e trovare delle forme di sostegno concreto per tutte le vittime di violenza.

Mario Sellini
Mario Sellini

“Il primo fatto concreto che chiediamo al presidente Oliverio – spiega Sellini – è quello di modificare gli atti aziendali delle Asl calabresi, che non hanno tenuto in nessun modo conto dell’assistenza psicologica gratuita (quindi pubblica) per i cittadini calabresi che ne hanno bisogno. E sappiamo bene quanto sia importante organizzare una rete pubblica di ascolto e assistenza, affinchè tutti coloro che subiscono abusi sappiano che possono rivolgersi a dei professionisti in maniera gratuita”. Per Sellini le belle parole e la solidarietà rischiano di rimanere vuote se non si cerca di lavorare sulla prevenzione.

“In secondo luogo – aggiunge il segretario generale dell’Aupi – bisogna creare una rete efficiente di centri antiviolenza, anche in questo caso capace di garantire l’assistenza psicologica e la prevenzione. Nella storia della ragazza di Melito Porto Salvo un ruolo fondamentale l’hanno avuto proprio gli insegnati che hanno capito per primi che bisognava agire. Laddove le famiglie, infatti, per svariati motivi, non sono in grado di accorgersi subito del disagio vissuto dai figli, è opportuno che siano le istituzioni a farlo. Come la scuola. E le strutture pubbliche destinate all’ascolto e all’assistenza psicologica.

collagericattoCurare le ferite di questa ragazza adesso sarà difficilissimo, soprattutto finchè i riflettori continueranno ad essere accesi su di lei. Sarà per lei complicato riprendere le fila della sua vita, guardare la gente del suo paese in faccia, dopo che tutto è venuto a galla. Mi auguro che venga aperto, così come ha detto la ministra Boschi, un centro di ascolto proprio nella scuola frequentata dalla giovane e che poi, però, dopo il gesto simbolico, si continui in questa direzione, coinvolgendo noi professionisti che certamente possiamo dare una mano, anche nella fase di progettazione e programmazione degli interventi”.

La violenza contro le donne è una emergenza nazionale, non riguarda solo una regione e l’omertà a seguito degli abusi sessuali sembra essere una costante, da Nord a Sud.

“Cominciamo dalla Calabria a dare l’esempio investendo su strutture pubbliche e centri di ascolto in tutta la regione, rafforziamo e finanziamo i centri antiviolenza per non dover correre dopo ai ripari, quando ormai, sfortunatamente, è troppo tardi per guarire le ferite dell’anima”. In questo senso, gli Atti aziendali approvati dalla Regione “non forniscono alcuno strumento di reale prevenzione del disagio psicologico. Se non si interviene subito ci troveremo a breve a dover manifestare la nostra solidarietà e il nostro sdegno per il prossimo episodio di violenza” conclude Sellini.