Castrolibero e la “Cittadella energetica”: speculazione infinita in barba ad ogni legge (di Matteo Olivieri)

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DISCARICA DI CASTROLIBERO

di Matteo Olivieri

Ieri il Consiglio Comunale di Castrolibero ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica volto alla realizzazione della “Cittadella energetica” per la produzione di biogas dalla discarica, e per la la realizzazione della strada di accesso alla discarica. Entrambi i progetti sono “dissennati”, per come è stato documentato più volte da me e da altre persone che negli anni hanno acceso i riflettori sulla vicenda, e che si sono pure riuniti in un Comitato No Discarica.

Oltre alle problematiche ben note, di frana, falde acquifere e percolazioni documentate, aggiungo solo che il progetto di Cittadella energetica prevede tra l’altro l’installazione di una TORCIA di fuoco permanente alta 3 metri (come nelle raffinerie), in un territorio che è ad alto rischio di incendi, per come testimoniato dalle tristi vicende della scorsa estate. Le mie considerazioni tecniche sono state spedite già da tempo alla Regione Calabria, ma chi le doveva analizzare è anche colui il quale decide la destinazione dei fondi. Pertanto non mi faccio illusioni.

Io personalmente sto anche mettendo in guardia le persone da tempo, denunciando pubblicamente la cosa da prima che avesse luogo l’approvazione della bozza preliminare del Nuovo Piano Regionale dei Rifiuti (che prevede la realizzazione di un nuovo impianto di trattamento dei rifiuti è annessa discarica di servizio nella provincia di Cosenza Nord).
Purtroppo, però, il progetto sta andando avanti e, se realizzato, riceverà un contributo della Regione Calabria di 4 milioni di euro. Questa cosa la dice lunga sul livello di FALSITÀ IDEOLOGICA che avvolge questa terra e sul NULLA CULTURALE di chi la rappresenta politicamente. Da un lato tentano di accreditarsi con lo slogan “discariche zero”, poi nei fatti si smentiscono.

Sono sempre più convinto che l’arretratezza economica di questa terra sia dovuta al non saper dire di no a soldi facili che causano però l’impoverimento dei territori. Come si può facilmente constatare, l’area in questione è coltivata ad olivi. Se ci si impegnasse realmente verso la “cura del creato” – come queste persone sostengono a parole – non ci troveremmo in questa situazione.

Allego la foto aerea di Google – aggiornata dopo l’incendio dell’estate scorsa (area nera) – dove si possono riconoscere a breve distanza l’uno dall’altro: area della contestatissima discarica (in territorio di Castrolibero), area del contestatissimo progetto di ospedale privato (in territorio di Rende), area del contestatissimo progetto di quartiere fieristico e nuovo stadio (in territorio di Cosenza). Speculazione infinita in barba a qualsiasi normativa. Questa macchina “affaristica” non va semplicemente contrastata, bensì va rotta e il suo ingranaggio va ricostruito da zero. Per far ciò è necessario rimboccarsi le maniche con l’impegno di tutti, per rispedire a casa DEMOCRATICAMENTE chi non rappresenta altri, se non se stessi o qualche lobby. Coraggio!