Castrovillari, l’altra faccia de iGreco: il Tribunale dichiara fallita “Alimentitaliani”

Saverio Greco

di Marta Rosati e Chiara Fabrizi

Fonte: Umbria 24

Il Tribunale di Castrovillari ha giudicato inammissibile la proposta di concordato presentata da Alimentitaliani e conseguentemente ha dichiarato il fallimento della società della famiglia Greco, che al prezzo simbolico di un euro aveva acquisito tutti gli asset del Gruppo Novelli al termine di un’operazione forzata, avallata dal ministero dello Sviluppo economico (Mise) e dalle istituzioni locali, ma non dai soci storici, che al tavolo di Roma hanno invano insistito per avere maggiori garanzie sul futuro dell’industria alimentare. Per i lavoratori degli stabilimenti ex Novelli di Spoleto, Amelia e Terni (prima della cessione erano 300) si apre una nuova stagione sempre nel segno dell’incertezza e delle difficoltà, ormai patite da cinque anni.

Dichiarato fallimento Alimentitaliani La sentenza è stata depositata venerdì mattina ed è stata emessa in sede collegiale dai giudici Vicenzo Di Pede (presidente), Elvezia Antonella Cordasco (giudice relatore) e Alessandro Paone (giudice). Nominati anche i curatori fallimentari di Alimentitaliani, si tratta del prof. Giorgio Meo e del dottor Fernando Caldiero. Entro tre giorni dovranno essere consegnati i bilanci in tribunale «nonché le scritture contabili e fiscali obbligatorie non allegate al ricorso», oltre all’elenco dei creditori. Nel «più breve tempo possibile» i giudici chiedono la relazione dell’inventario del gruppo alimentare, fissando per la metà di aprile l’adunanza che procederà all’esame dello stato passivo.

Procura e creditori Il fallimento di Alimentitaliani era stato richiesto dalla procura calabrese, rappresentata nel procedimento dal pm Angela Continisio, che aveva già dichiarato inammissibile l’integrazione documentale al concordato depositate dai legali dalla famiglia Greco, gli avvocati Antonio Auricchio e Paolo Stella, dopo il primo stop del giudice delegato Cordasco. In particolare il collegio dei giudici ha sostanzialmente concordato con le contestazioni della procura che chiedeva il fallimento a causa dell’assenza di bilanci, delle coperture finanziarie e per una serie di conflitti di interesse, legati alle garanzie offerte dai Greco attraverso gli Ospedali Riuniti, sempre di loro proprietà, ma con un core business sanitario e non alimentare. Ad associarsi alle richieste della procura anche tre creditori Grexstore, T&M logistica ed Europrogea, che avevano già presentato istanza di fallimento per Alimentitaliani.

Lavoratori in bilico La sentenza di fallimento del Tribunale di Castrovillari è piombata in Umbria creando inevitabilmente grande preoccupazioni per le sorti del Gruppo alimentare nato a Spoleto nel secondo dopoguerra e cresciuto negli anni fino a diversificare la produzione (uova anche pastorizzate, pane e per un periodo anche pet food) e a raggiungere quota 500 dipendenti. Molti di meno quelli ora in organico agli stabilimenti, rilevati un anno fa dalla famiglia Greco. Nella tarda mattinata le segreterie territoriali delle sigle alimentari di Cgil, Cisl e Uil hanno sollecitato le segreterie nazionali affinché venga fissato al più presto un incontro al ministero dello Sviluppo economico per valutare, alla luce del fallimento, lo scenario che si aprirà sugli stabilimenti e le sedi di Spoleto, Amelia e Terni.

Si muove il Mise In particolare, Stefano Tedeschi, segretario regionale di Uila Uil, afferma che «solo in Umbria sono centinaia le famiglie che in questo momento vedono mettere in discussione il proprio futuro e pertanto richiamiamo l’attenzione di tutte le istituzioni regionali affinché si trovi finalmente una soluzione alle problematiche di lavoratori dell’ex Gruppo Novelli. Le segreterie nazionali – ribadisce Tedeschi – hanno chiamato il Mise che già conoscendo la vicenda ha previsto di incontrare la settimana prossima la famiglia Greco e dopo Capodanno di convocare il tavolo con le organizzazioni sindacali. Fare supposizione su quello che ora succederà – ha concluso Tedeschi – è prematuro, comunque nella sentenza è prevista la continuità produttiva almeno per un anno e questo ci dà speranza sul mantenimento dell’occupazione».