Catanzaro, chi è il “cravattaro” che vuole la morte di Fondazione Betania?

CHI E’ IL “CRAVATTARO” CHE VUOLE LA MORTE DI FONDAZIONE BETANIA?
Nota del 31.08.2018 – Alfredo SERRAO – Presidente Associazione I QUARTIERI

In queste ore, in questi ultimi periodi si sta consumando un vero “reato” nei confronti di Fondazione Betania Onlus. Già qualcuno vuole la morte di questa Istituzione che è vanto e prestigio della città di Catanzaro, continuando un gioco da cravattaro o usuraio che dir si voglia, solo per spegnere e togliere dalla competizione, quella di qualità, restituendo al panorama sanità il suo biglietto di dubbio, dove (im)prenditori (s)pregiudicati hanno reso tutto ambiguo e, per molti versi, inenarrabili.

Solidarietà e vicinanza a tutto il personale di Fondazione Betania che ormai da mesi aspettano il pagamento degli stipendi, per come è giusto esprimere solidarietà ed impegno ai tanti pazienti di Fondazione che, nonostante tutto, ancora oggi ricevono le cure secondo quel principio di umanità, professionalità e vera cura.
In questa logica quasi criminale c’è sempre un mandante o presumibilmente più mandanti, che si nascondono dietro il paravento della politica – quella cattiva – per perseguire un progetto di accaparramento dei posti letto accreditati, dove la qualità e la cura restano un incognita e dove gli anziani ed i disabili sono soltanto un semplice bancomat per accedere facilmente ai soldi del SSN.

Se questa è la verità che non piace sia detta, allora si capisce perché solo per Fondazione Betania la regione Calabria sbaglia ad inoltrare i bonifici per i pagamenti, mentre per tutte le altre strutture simili i pagamenti avvengono “regolarmente” e senza “errori” (?)
Si spiega allora perché in questi giorni la regione Calabria abbia – sbagliando (?) – inoltrato un bonifico di circa 500 mila euro al comune di Catanzaro(?) nella considerazione che al momento i comuni non hanno specifica competenza nel settore a margine della bocciatura della riforma Roccisano.

E perché gli errori toccano soltanto Fondazione Betania e qualche altra struttura, mentre tutti le altre strutture che si definiscono – impropriamente – socio-assistenziali o socio-sanitarie non sono “vittime” di questi errori e ricevono puntualmente i pagamenti?

E perché la regione Calabria non è in grado di fare una variazione di bilancio, considerato che il capitolo dedicato per la riforma Roccisano oggi non ha ragione di esistere, giusto per garantire dignità ai lavoratori ed ai pazienti di Fondazione Betania e di qualche altra struttura “ribelle” verso quel modus operandi opaco che caratterizza la sanità calabrese?
Ma, ancora perché si continua a gestire promettendo questue di carattere politico con i soldi pubblici della sanità?

Forse a tutto questo dovrebbe dare una risposta la Magistratura strappando un velo, ormai insopportabile di connivenze, comparaggi ed tanto altro…
Anche perché c’è un fatto incontestabile, chi oggi soffre l’usura della burocrazia regionale e della politica – quella cattiva – come Fondazione Betania, sono gli stessi che “democraticamente” hanno manifestato a Reggio Calabria davanti alla sede del Consiglio Regionale per i loro diritti di lavoratori e per i diritti degli ammalati…mentre tutti gli altri continuavano e continuano a mettere la testa sotto la sabbia ed aprire le tasche!

Se Fondazione muore il sicario-usuraio è la politica regionale, senza distinguo, ma Fondazione Betania ed il suo presidente Don Biagio Amato sono e restano un monumento ed un rifugio per la malattia che non tanto facilmente “qualcuno” riuscirà ad abbattere.
Noi siamo con tutto questo e lottiamo per un principio di verità e di trasparenza, che prima o poi dovrà emergere…