Catanzaro, corruzione e falso: sospesi dirigente e funzionari dell’Asp

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Corruzione in atti giudiziari e falso ideologico. Sono queste le accuse mosse a un dirigente e due funzionati dell’Asp di Catanzaro. I tre sono stati inoltre sospesi, il primo per un anno e gli altri due per sei mesi.

I finanzieri della tributaria di Catanzaro hanno infatti eseguito, a Catanzaro e Crotone, misure cautelari nei confronti dei tre dipendenti pubblici.

Il provvedimento è stato emesso dal giudice per le indagini preliminari, Barbara Saccà, su richiesta del sostituto Fabiana Rapino, già del settore pubblica amministrazione coordinato dall’aggiunto Giovanni Bombardieri, della Procura diretta da Nicola Gratteri.

Le indagini delegate alla Guardia di finanza, e condotte anche con l’ausilio della Procura, avrebbero consentito di accertare una presunta corruzione in atti giudiziari e il falso ideologico commesso da un pubblico ufficiale in atto pubblico.

Secondo gli inquirenti, Francesco Santoro, funzionario del Nisa, si sarebbe adoperato per evitare l’iscrizione nel registro degli indagati di Giuseppe Pugliese, direttore amministrativo dell’Asp da cui organicamente dipendeva. E questo – secondo la tesi degli inquirenti – sarebbe stato possibile anche grazie alla redazione di un documento falso, che, indirizzato alla Procura, sarebbe stato scritto dal funzionario Nisa con il supporto di un collega, Francesco Lucia.

Attività in cui tuttavia sarebbe stato coinvolto anche il direttore amministrativo della stessa Asp, Pugliese, che avrebbe fatto di tutto per fare assumere la figlia di Santoro – con un contratto prima a tempo determinato e poi a tempo indeterminato – in un’azienda di Catanzaro con il cui titolare sarebbe stato in rapporti di stretta amicizia.

I provvedimenti hanno portato alla sospensione immediata dall’esercizio di un pubblico ufficio o servizio per la durata di un anno nei confronti di Giuseppe Pugliese e Francesco Santoro e di sei mesi nei confronti di Francesco Lucia.