Catanzaro, il concorso all’ospedale e l’aiutino

CATANZARO: CONCORSO AO PUGLIESE-CIACCIO E L’AIUTINO!

Nota del 09.07.2018 –    Alfredo SERRAO – Presidente  Associazione I QUARTIERI

Sembrerebbe che il concorso dell’AO Pugliese-Ciaccio, secondo fonti giornalistiche di tipo investigativo, abbia tutti i criteri per essere annullato.

Ma, alle fonti di tipo giornalistico bisogna aggiungere il passaparola, la testimonianza – il più delle volte celata – di chi ha avuto modo di partecipare. Allora si scopre il possibile e tutto l’impossibile che rende un concorso pubblico una farsa o peggio ancora, l’ennesima presa in giro per tutto quell’esercito di giovani e di professionisti del settore, dove il concetto di meritocrazia è e resta una parolaccia!

L’uso del condizionale è d’obbligo nella narrazione, solo perché l’attività investigativa, qualora si palesi la notizia di reato è attività che investe l’Autorità Giudiziaria. Quella stessa che a Catanzaro ha ridato una speranza, ritornando ad essere punto di riferimento, ma che oggi alla luce delle narrazioni, non può tergiversare, giusto per restituire una dignità – perduta negli anni – ai giovani di questa Calabria dove il lavoro può e deve essere un diritto e non più un baratto, vergognosamente consolidato e nascosto.

In questo concorso, almeno fino a giorno 05 luglio, nessuno aveva avuto contezza dell’esistenza degli smartphone, della loro possibilità di connettersi alla rete e di trasmettere e ricevere notizie anche all’interno della sede dove si svolge il “fantomatico” concorso. Nessuno aveva avuto modo di verificare che la sede del concorso, l’aula magna della Fondazione Terina, probabilmente per come è stata organizzata non garantisce il criterio meritocratico nello svolgimento del test. Già perché i candidati sono ammassati uno sull’altro in file mai interrotte, come se si stesse assistendo ad una manifestazione teatrale – come spettatore – e non ad una pubblica selezione che ha lo stesso valore di un modesto e scolastico esame di Stato e che, fino ad oggi si svolge con regole certamente diverse da quelle adottate dall’AO Pugliese-Ciaccio.

Ma, se ancora non bastasse non si capisce perché non sia stato adottato il sistema di videosorveglianza interno che probabilmente esiste nel sito scelto, senza voler parlare di strumenti tecnici volti ad interdire il sito dalle frequenze telefoniche e/o di accesso alla rete internet. Si è parlato di test già a conoscenza di alcuni candidati “fortunati” il giorno prima della selezione (?) e questo è già motivo per dubitare sulla legittimità. Una legittimità che diventa balneare se si aggiunge che le buste dei test sembrerebbe siano arrivate nella sede del concorso già disigillate, che il codice a barre – che il candidato doveva applicare sul questionario anagrafico e sulla griglia delle risposte – era facilmente applicabile e rimovibile senza nemmeno strappare i fogli sui quali veniva applicato, insomma una forma di “colla simpatica”(?) E, ancora di più, giusto per sottoscrivere la trasparenza e la bontà dell’esecuzione del concorso Pugliese-Ciaccio, il questionario delle domande non aveva correlazione con la griglia delle risposte consegnate al candidato, insomma ognuno era libero di copiare dal vicino, atteso che il questionario non si allega ai documenti da consegnare alla fine del test di concorso!!

In tutto questo quello che realmente ci indigna non è tanto il silenzio dei vertici aziendali del Pugliese-Ciaccio, cui consiglieremmo un provvedimento di sospensione del concorso in autotutela, quanto quello della politica cittadina e non, che si fa scivolare il tutto, immemore del risultato elettorale dello scorso marzo e solidale al motto: “adda passà a nuttata”!