Celico, la Regione sfida la gente

La discarica di Celico
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A leggere alcuni titoli di certa stampa, con la complicità di alcuni colleghi – quelli in buona fede non sono tanti – si potrebbe dire che la vicenda della discarica di Celico si possa dichiarare conclusa.

Dal Dipartimento Ambiente e Territorio tirano fuori un dispositivo che fa soprattutto una cosa: salva la faccia ai politici che sono invisi a cittadini e attivisti del Comitato Ambientale Presilano.

Antonio Falcone – sindaco di Celico – vorrebbe scroscianti applausi dopo essersi tenuto per se tutto il giorno la notizia del dispositivo, il consigliere regionale Giuseppe Giudiceandrea elogia l’operato di Oliverio e Felice D’Alessandro – sindaco di Rovito – nicchia e invoca l’unità forse troppo frettolosamente vista la dura nota del CAP.

“Per noi, impedire l’utilizzo dell’impianto della MiGa vuol dire bloccare la lavorazione e il conferimento di qualsiasi tipo di rifiuto. Qualsiasi. Il dispositivo invece non impedisce lo sversamento in discarica degli scarti della lavorazione, che rimangono sempre rifiuti e che provengono e continueranno a provenire dall’impianto della Calabra Maceri e probabilmente anche dall’impianto di Bucita“.

SAN GIOVANNI IN FIORE - Turisti tedeschi in visita alla cittadina di provenienza del Governatore

Dopo un’attenta analisi del dispositivo si comprendono chiaramente quattro punti, due espliciti e due scritti con inchiostro simpatico.

Gli espliciti sono che alcuni camion dei comuni non varcheranno più i cancelli della discarica di proprietà della MIGA, ma andranno a Rende (Calabra Maceri e Servizi con un impianto tmb e uno di compostaggio, privato) e alcuni a Rossano (Ecologia Oggi con un impianto tmb, proprietà pubblica e gestione privata in concessione), e non è chiaro che fine faranno gli scarti di questa lavorazione. Gli scarti  andranno sempre nella discarica di Celico vista la vigenza di una precedente disposizione evidentemente non revocata. Eccoli, quindi, i due punti che non compaiono ma che sono scritti praticamente a caratteri cubitali.

Sembra proprio che siamo alle solite, cercano di prendere tempo lanciando roboanti titoli sulla stampa per spompare chi invece prova a battersi.

Certo la politica, quella istituzionale, non è tutta così. Ci sono quelli del Movimento Cinque Stelle che a Celico hanno anche ben 3 consiglieri, ovviamente in minoranza. Ma a ben vedere non sono certamente il motore del dissenso sulla discarica e in generale sui problemi, ma anche proposte, sul territorio. Neanche gli assist che i ‘cittadini’ Laura Ferrara, Nicola Morra e gli altri ogni tanto gli fanno. Evidentemente non c’è moltissima stoffa e quindi i tre rappresentanti del movimento di Beppe Grillo e Casaleggio hanno semplicemente ‘incassato’ i voti che provenivano dal malcontento generale.

Una cosa è chiara a questo punto: fare una battaglia sulla questione dei rifiuti e pensare di vincerla solo ed esclusivamente poggiando le basi sul malcontento locale, è una strategia perdente. Il Governatore della Calabria, Mario Oliverio, aveva annunciato il piano rifiuti regionale per giugno, ma niente. Quello che si è visto è una idea presentata, tra le altre cose, presso lo stabilimento della Calabra Maceri alla presenza di tutti gli altri imprenditori e a Lamezia alla conferenza dei Sindaci.

Discussione politica e pubblica pari allo zero, ma i lavori sono belli e avanzati.

Redazione