Centro stampa del Quotidiano: le coperture politiche

Scopelliti e Loiero
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La Regione Calabria e i finanziamenti pubblici. Prima o poi qualcuno dovrà pur decidersi a spiegare per filo e per segno quali sono i meccanismi che stanno dietro a tante elargizioni che fanno riflettere.

Secondo Luigi De Magistris c’è un ceto di popolazione nella nostra regione che sta molto bene economicamente perché gode dei benefici di una distribuzione illegale dei finanziamenti pubblici.

“La Calabria – affermava qualche anno fa l’ex magistrato – è una regione ad Obiettivo 1 ed ha avuto soprattutto dal 1994 in poi un flusso immane di denaro che avrebbe potuto trasformarla in una specie di Liechtenstein italiano…”.

La dichiarazione è diventata ormai famosa in tutta Italia, così come il seguito. “Tanti processi e tante indagini – aggiungeva l’attuale sindaco di Napoli – hanno dimostrato che molto spesso questi finanziamenti pubblici sono stati destinati ad arricchire imprenditori senza scrupoli e a creare un blocco sociale affaristico, economico e politico”.

Da qualche giorno ci stiamo interessando della vicenda relativa ai finanziamenti ottenuti dal Quotidiano della Calabria per la realizzazione della sede e del centro stampa del giornale. Si parla di una massa di finanziamenti che si aggirano intorno ai 3 milioni e mezzo di euro. Il quotidiano in questione, proprio grazie a questo finanziamento, si è rafforzato e si è posizionato al meglio tra i media regionali.

Ma dai primi mesi del 2008 si ha il sentore che qualcosa sia sfuggito ai controlli della Regione e delle autorità competenti se è vero, com’è vero, che il Dipartimento Attività Produttive della Regione ha chiesto lumi alla Guardia di Finanza e al Comune di Castrolibero sull’immobile per il quale è stato erogato il finanziamento.

Pare infatti che l’immobile fosse già di proprietà dell’editore Francesco Dodaro, che però ha ugualmente beneficiato di un bel po’ di soldi per “acquistarlo” e sembra addirittura che fosse sprovvisto del certificato d’agibilità, che è stato richiesto e rilasciato soltanto a un giorno dalla scadenza dei controlli, il 30 dicembre del 2004. E dal 2001 (anno in cui è entrato in funzione) al 2004 come ha fatto l’editore a dimostrare alla Regione che tutto era in regola? Ha forse presentato autocertificazioni false?

Ma torniamo alla Regione. Il dirigente del servizio Attività Produttive ha fatto il suo dovere segnalando il caso alla Finanza e chiedendo espressamente l’avvio di attività investigative per verificare irregolarità e, se necessario, far revocare il finanziamento come previsto dal bando di gara. E’ evidente che c’è stato qualche intervento provvidenziale dalle stanze dei bottoni.

L’ordine di fare chiarezza sulla vicenda era partito da Francesco Sulla, allora assessore, ex sindacalista ed ex diessino prima di approdare nella giunta Loiero. Non è poi tanto difficile immaginare che tutti, alla fine, siano scesi a compromessi per tacitare la faccenda. Non solo. La giunta Scopelliti ha addirittura chiuso un affare con l’editore Dodaro acquistando un immobile di sua proprietà da destinare a sede staccata dell’Arpacal. E come se non bastasse, due assessori della giunta, Stillitani e Giacomo Mancini, hanno partecipato ad una manifestazione pubblica proprio nell’immobile sul quale la Regione aveva chiesto indagini per verificare se i fondi fossero stati ottenuti in maniera regolare.

Tradotto in soldoni, una copertura perfetta e un insabbiamento da manuale.