Cetraro, omicidio Giordanelli: 30 anni di carcere a Di Profio

La Corte d’Assise di Cosenza ha condannato a 30 anni di carcere Paolo Di Profio per l’omicidio dell’ex cognata Annalisa Giordanelli avvenuto a Cetraro nel gennaio 2016 accogliendo la richiesta del pm. L’infermiere cetrarese aveva confessato nell’immediatezza dell’atroce delitto, maturato per motivi passionali. Di Profio addebitava proprio alla sua ex cognata la fine del suo matrimonio con la sorella. I fatti risalgono al mese di gennaio del 2016. quando la dottoressa si trovava nel centro storico a fare jogging. Di Profio l’ha prima avvicinata e poi aggredita con un piede di porco fino ad ucciderla. L’infermiere venne subito sospettato e poi messo con le spalle al muro: nell’auto vennero trovate tracce ematiche, stessa situazione nel lavandino dell’abitazione dove probabilmente aveva lavato gli abiti ancora stesi.

Cetraro era rimasta sotto shock per questo terribile omicidio. Eppure, la cittadina tirrenica ne ha visto di sangue passare sotto i ponti.
E’ la patria del clan di Franco Muto e di omicidi di mafia ne sono stati consumati a decine. Ma questa volta è stato diverso.
Anna Giordanelli, la vittima, dottoressa di base, era davvero una persona straordinaria. Le volevano bene tutti e non è stato facile accettare la realtà, quella realtà.
I Giordanelli sono una delle famiglie migliori di Cetraro, Migliori nel senso più bello del termine: disponibili con tutti, generosi. Impossibile volergli male.
cetraro
Anna era la prima di tre sorelle. Una se n’è andata improvvisamente qualche anno fa per una emorragia cerebrale e la sua scomparsa ha cementato ancora di più il rapporto tra quelle che sono rimaste.
Anna era la sorella modello: dottoressa stimata con uno studio autonomo da medico di base, un marito geologo, dirigente del Comune di Cetraro, due figli diligenti, che vanno bene a scuola e all’Università.
L’altra sorella, quella per la quale Anna ha perso la vita, si era innamorata di questo infermiere in servizio all’ospedale di Cetraro, Paolo Di ProfioUn soggetto che non è mai piaciuto alla famiglia Giordanelli e questo matrimonio, peraltro all’inizio fortemente voluto dalla sorella di Anna, non era assolutamente visto di buon grado.
L'ospedale di Cetraro
L’ospedale di Cetraro
In ospedale tutti lo temevano perché era violento e spesso ha fatto azioni pessime.
Una volta ha persino bruciato la macchina al povero primario dell’Anestesia perché si era permesso di fargli un ordine di servizio.
Un altro episodio diversi anni fa: ha picchiato il defunto professore Ercole De Caro per una questione di terreni. No, Paolo Di Profio non è per niente un bel tipo e ben presto se n’è accorta anche la moglie. Che ha cercato conforto in altre persone, a partire proprio dalla sorella Anna. E probabilmente anche in un altro uomo.
Le già traballanti condizioni psichiche di Paolo Di Profio devono essere degenerate quando si sarà accorto dei tradimenti e quando la moglie ha preso il coraggio a due mani e lo ha mandato a quel paese. Rifugiandosi a casa di Anna.
La decisione di separarsi era ancora fresca e si sa che questi processi, specie all’inizio, sono molto particolari e dolorosi.
Il vigliacco senza palle
Il vigliacco senza palle
Che Paolo Di Profio fosse in collera con Anna Giordanelli lo sapevano in molti, soprattutto i familiari, ma nessuno pensava che l’infermiere potesse arrivare al gesto estremo dell’omicidio. La causa scatenante può essere stata l’averla vista mentre passeggiava. Il raptus arriva così, improvviso, e spesso non si può fermare.
Il luogo dell'omicidio (foto cn24)
Il luogo dell’omicidio
(foto cn24)
Considerato che la cognata stava rientrando dalla passeggiata, evidentemente era passata sotto casa sua e lui ha deciso di aggredirla quando l’ha vista. Detto, fatto. Ha preso quel maledetto piede di porco, l’ha raggiunta, ha visto che non c’era nessuno e ha agito.
Del resto, Di Profio è un vigliacco di natura. Forte con i deboli, debole con i forti. Non poteva permettersi di dare noie al suo rivale? E allora se l’è presa con la donna più esposta, quella più facile da attaccare. Un vigliacco, un uomo senza palle.