Chi comanda oggi a Cosenza?

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Una domanda sorge spontanea, ma a Cosenza, oggi, chi comanda?

Mafiosamente parlando.

Le vecchie e recenti stelle che brillavano nel firmamento della mala locale si sono eclissate. Alcuni sono caduti sotto il fuoco dei killer, altri hanno preferito la libertà al 41bis, pentendosi. Della antica mala cosentina non resta niente, o quasi.

L’ultimo dei padrini, Franchino Perna, boss mai pentito, è da tempo al 41 bis. Molti suoi sodali sono ancora in galera. Altri sono usciti, altri ancora in procinto di farlo. Le condanne comminate dopo l’operazione Garden sono arrivate quasi tutta alla scadenza.

pernaPicciotti, dell’uno e dell’altro clan che negli anni che furono si guerreggiavano, oramai anziani, mai pentiti, presto riacquisteranno la libertà. Dopo aver scontato decine e decine di anni di galera. E per chi la pena l’ha  già finita di scontare, e si trova in libertà, la regola di comportamento nei loro riguardi oggi è: il rispetto. Oltre che bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare.

Il dopo Garden, come si sa, ha dato la possibilità a gruppi malavitosi che in quegli anni brillavano di luce propria, ed in alcuni casi rivali con gli storici clan Sena e Perna, e tutti i loro derivati, di prendere le redini del comando e delle attività criminali in città.

In alcuni casi con la forza, in altri con patti di non belligeranza. Su tutti il gruppo Bella Bella e degli zingari. Ma anche con questi, così come è successo con l’operazione Garden, dopo i primi arresti sono iniziate le defezioni. Tutto il gruppo dei boss, dopo aver visto la cella del 41 bis, si è pentito. Ed ad ogni retata recente non è mai mancato un nuovo pentito. La maggior parte dei partecipanti a questo sodalizio criminale, sono in galera. E quelli che sono fuori sanno bene, viste le cantate, che hanno le ore contate.

Franco Bruzzese
Franco Bruzzese

Sono guai per tutti, italiani e zingari. Ad esempio, il pentimento di Bruzzese, dalle cui dichiarazioni ci si aspetta una maxi retata, è un duro colpo per gli zingari.  Sanno bene che il loro ex compare e capo conclamato del clan, sa e ha detto molte cose. Ha svelato ogni singolo reato e pare abbia chiamato in causa una trentina di persone appartenenti alla sua etnia, senza contare gli italiani.

Ha raccontato tutto del sodalizio, chi ne fa parte, chi vendeva la droga, chi fa strozzo, dove si comprava la roba, omicidi, chi prendeva le mazzette e chi pagava la tangente, ha detto tutto. Dunque, a breve, coloro i quali Bruzzese chiama in causa non potranno più esercitare la professione di malandrini. Li aspetta un brutto quarto d’ora. Così dice il pentito Bruzzese.

Così come succederà per quelli chiamati in causa da Daniele Lamanna, o Massaro, o Paura, e tutti gli altri. Senza contare poi, come oramai sanno tutti, specie i malandrini, che esiste almeno un altro pentito di spessore italiano. Uno che conosce bene la Cosenza del malaffare. E dunque chi rimane o rimarrà a Cosenza?

Dopo questa operazione, si potrà dire che Cosenza è stata liberata dalla ‘’ndrangheta? Vedremo. Ma per il momento mi chiedo: qual è oggi la situazione dei clan a Cosenza? Chi gestisce le piazze? Chi da gli ordini? Chi li esegue? In sostanza chi comanda oggi a Cosenza?

C’è una vacatio che attende di essere riempita, oppure è un sonno della ragione quello in cui è caduto il crimine a Cosenza? Dormienti in attesa degli eventi. Una sorta di tregua tattica in attesa di capire “chi resta e chi va via”. C’è chi dice che ancora oggi gli zingari sembrano essere i più “attrezzati”, ma come dice il pentito Bruzzese, hanno i giorni contati. Prova ne sono le continue perquisizioni che da tempo subiscono: sono praticamente nel mirino della DDA. Sono quasi tutti intercettati e pedinati. Pare si limitino per adesso solo alla “normale amministrazione”. Sconfinando solo laddove sanno non esserci, perché in galera, nessun boss a controllare. Dicono si siano impossessati delle “zone libere”.

daniele lamannaAltri dicono invece che vecchi e discussi padrini, “scampati” al carcere dopo l’operazione Garden “dissociandosi”, stiano da tempo organizzandosi, ricominciando da alcuni quartieri. Quasi una beffa del destino per gli ultimi boss pentiti: Lamanna, Bruzzese,  Foggetti, e compari. Quello che loro avevano sfruttato come situazione propizia per affermarsi criminalmente, cioè il pentimento dei vecchi padrini, ora gli si ritorce contro.

Il loro pentimento, pare, a detta di radio marciapiede,  sia l’occasione giusta che aspettano alcuni “vecchi” per ritornare in pista. Nel mentre restano alla finestra ad aspettare che scattino le manette. E senza colpo ferire saranno di nuovo i padroni della città. Sarà così? Mah! Vedremo.

GdD