Chi è Giuseppe Casamonica, uno dei “quattro re” di Mafia Capitale

Giuseppe Casamonica, uno dei capi del clan Casamonica, era tornato da poco in libertà, a luglio dello scorso anno, dopo una condanna per traffico di cocaina: l’ha trascorsa non in carcere ma in una comunità di recupero. Anche se gli investigatori lo ritengono uno dei capi del clan che conta su un migliaio di associati con un patrimonio di un centinaio di milioni.

Giuseppe Casamonica era uno dei “quattro re” che si erano presi Roma prima dell’inchiesta Mafia Capitale: la sua “zona” di influenza era Tuscolano ed Anagnina, nel quadrante Sud Est della Città Eterna e da quando era tornato a casa, raccontava un reportage di Repubblica, vicino a casa sua non era possibile transitare né chiedere informazioni…

Davanti alla villa di Giuseppe Casamonica tre giovani con i muscoli in bella vista controllavano ogni movimento. Se si provava a domandare, una donna interveniva e blocca tutti con lo sguardo. È Liliana, la sorella più grande di Giuseppe. «Non te lo posso dire se è qui, capisci?», si fa incontro quasi gentile. Lei — arrestata per aver segregato l’ex cognata minacciando di sfregiarla con l’acido e di portarle via i piccoli — gira le spalle ed entra nella casa del dirimpettaio. Sul muro c’era un cartello attaccato con lo scotch: “Ottavio Spada suonare qui”.

Il cugino di Ostia, interprete di se stesso nel film “Suburra”, ha trovato riparo a due passi dagli studi di Cinecittà. Ma non si può andare più vicino. Uno dei guardiani scende veloce dalle scale con fare aggressivo: «Via da qui!». A Porta Furba, nel “loro” vicolo si entra solo se autorizzati, perché qui si decide la droga da comprare e vendere, il tasso di usura da applicare, le spedizioni punitive contro i debitori. Ma tutti tacciono.

«Dal Roxy bar fino a qui a Porta Furba è tutta roba loro, ma questi deficienti della Romanina hanno voluto fare i furbi», dicono oggi quelli che li conoscono. Il riferimento è ad Antonio Casamonica e al pestaggio della disabile nel Roxy Bar.