Chiesa&Politica, a Praia a Mare anche la Madonna è strumento di potere

Bonanno e il suo capo Nunnari: uno peggio dell'altro
Advertising

La notizia è questa: don Maurizio Franco Laurito, attualmente parroco di una delle chiesette di Scalea, è stato nominato dal Vescovo Bonanno nuovo rettore del Santuario diocesano della Madonna della Grotta.

E fin qui, nulla di strano, se non fosse che, ai più, l’operazione è sembrata più che altro una punizione bella e buona nei confronti di don Franco Liporace, a cui, fino a ieri, spettava la gestione del suggestivo Santuario praiese, come avviene da sempre per chi, come lui, guida la parrocchia Sacro Cuore di Praia a Mare.

Ma cosa è successo nelle settimane precedenti? Don Franco Liporace finisce al centro di aspre polemiche perché, si mormora, abbia una relazione con una donna. Qualcuno dice di avere delle foto che lo ritraggono in auto in pose inequivocabili e avvisa Monsignor Bonanno, il Vescovo condannato nel gennaio scorso a 20 giorni di carcere, tramutati in 5mila euro di pena pecuniaria, per aver spifferato delle notizie riservate.

Chiesa “segreta”: Monsignor Bonanno condannato a 20 giorni di reclusione

Ma le presunte immagini scandalose pare che non le abbia mai viste nessuno, e, seppure ci fossero, sarebbero sempre meno scandalose del complotto ordito contro il giovane parroco belvederese, amato dalla sua comunità, persona rispettata e rispettabile, personalità straordinaria ma con un grande difetto: non si sottomette.

Madonna-della-GrottaE infatti pare proprio che sia questo il motivo delle calunnie. Don Franco non avrebbe alcuna relazione e non ci sarebbe nessuna foto a testimoniare lo scandalo, ma non esegue gli ordini imposti dall’alto e interviene sulle questioni politiche che riguardano la sfera religiosa. La dignità di don Franco non è in vendita, l’ha dimostrato in più di una occasione, è uno che va messo alla porta.

Così Bonanno, scandalizzato dalla presunta storia d’amore, minaccia di trasferire il parroco. Solo che la notizia rischia di provocare la rivolta popolare. Partono le lettere al Papa e si minaccia di far scoppiare uno scandalo ecclesiastico, di quelli veri, di quelli che fanno rivoltare lo stomaco, a credenti e non. Uno di quelli con cui si finisce, senza pietà, sulle prime pagine dei giornali nazionali. Altro che storia d’amore.

Bonanno rivede la sua posizione, decide di tenere don Franco nella sua parrocchia e mette a tacere l’opinione pubblica. Oggi, però, gli toglie la gestione del Santuario e l’affida all’ex parroco in servizio in località Foresta, don Franco Laurito, andato via dopo 18 anni per motivi familiari, ma con le stesse accuse e calunnie (peraltro finora risultate infondate per entrambi) mosse a don Franco Liporace e, pare, 30mila euro di debiti. Anche se il diretto interessato parla di un piccolo prestito personale che non riguarda l’attività sacerdotale.

Don Franco Liporace non parla, non attacca nessuno, anzi li difende e dice che pregherà per loro. Nessuno vuole il suo male, dice, e nessuno ce l’ha con lui. È tutto regolare, il vescovo può decidere di cambiare rettore ogni tre anni.

Solo che si scopre, da fonti attendibilissime, che qualche mese addietro ha avuto una forte discussione con un noto politico della zona, uno di quelli che si vendica spesso ed è ammanicato anche con le Procure, perché si era opposto a certi ordini e aveva tentato di evitare abusi e soprusi che mortificano, ancora una volta, quel Santuario che da sempre è stato oggetto di contese, da parte di chiunque, per soldi e potere.

Si scopre, infine, che il “paparazzo” occasionale in possesso delle presunte scene piccanti, guarda caso, è un assiduo frequentatore di preti e chiese, uno sistemato dalla persona con cui ha litigato don Franco e per la quale ancora lavora. A tempo indeterminato.

Don Franco nega, nessun complotto, ma in fondo forse non ci crede nemmeno lui.

Francesca Lagatta