Ciao Azeglio Vicini, ricordando quell’Italia-Spagna al San Vito

In questi giorni tutto il calcio italiano piange Azeglio Vicini, commissario tecnico della Nazionale italiana ai Mondiali ’90, quelli delle notti magiche, e grande selezionatore e scopritore di talenti qualche anno prima con la Nazionale Under 21. Proprio ieri a Brescia i suoi tanti ex ragazzi e i suoi tanti amici gli hanno tributato l’ultimo saluto.

E c’è un ricordo particolare che lega Azeglio Vicini a Cosenza. Il 20 novembre 1985 la sua Italia Under 21 giocò allo stadio San Vito una partita amichevole contro la Spagna. Ma di “amichevole” ci fu ben poco… Vicini sperimentò diverse soluzioni e toccò con mano anche la necessaria aggressività dei suoi ragazzi tra i quali Zenga, De Napoli, Giannini, Mancini, Donadoni (tutti poi grandi protagonisti al Mondiale 1990), il goleador Baldieri (che invece di fortuna ne ebbe poca) e così via.

La città di Cosenza rispose con una massiccia presenza allo stadio San Vito: oltre cinquemila paganti. Gli Ultrà Cosenza, che da due anni avevano fatto scuola in tutto il panorama del tifo con la sigla Nuclei Sconvolti e avevano organizzato i primi memorabili raduni nazionali ultrà, parteciparono con entusiasmo a quella serata, nella magnifica postazione della Tribuna B scoperta con tanto di fumogeni e torce. Un colpo d’occhio che Azeglio Vicini aveva particolarmente gradito e che in questi giorni ci è ritornato inevitabilmente in mente.

Ecco come raccontava quella partita “Repubblica”. di Pantaleone Sergi 

COSENZA – Il finale, inutilmente rissoso, ha guastato la festa e il rumeno Igna, che negli ultimi minuti ha dovuto usare lo scudiscio ammonendo lo spagnolo Bustingorri ed espellendo addirittura De Napoli, per un fallaccio, ha pensato bene di spedire tutti negli spogliatoi con un buon minuto di anticipo.

Italia-Spagna Under 21 è finita così 1-1 con reti di Baldieri nel primo tempo e di Madera al 77′ ; Mancini al 58′ si è fatto parare un rigore dall’ ottimo Ablaneda. Un risultato alla fin fine pure accettabile, per una partita che gli azzurrini hanno giocato a corrente alternata, offrendo azioni spumeggianti inframmezzate da manovre appannate e opache.

Vicini voleva buone referenze da qualche singolo, le ha trovate: il pisano Baldieri (sabato scorso è stato in panchina in Polonia) è stato splendido. Ha realizzato la rete azzurra, è stato protagonista quasi sempre dell’ offensiva italiana. Ma anche l’ altro pisano, Progna, ha fatto la sua buona parte. Ad un certo punto l’ Italia poteva pure farcela, ma è stato lì, a metà della ripresa, che l’ incolore prestazione del centrocampo (Giannini è apparso smarrito) ha dato fiato agli spagnoli che si sono fatti avanti minacciosi e hanno raggiunto il pareggio con un colpo deciso di Madera che ha raccolto un pallone offertogli, per errore, da Pioli su un piatto d’ argento.

Nel primo tempo solo a sprazzi la Spagna ha subìto l’ iniziativa italiana, anche se all’ inizio ha sofferto per il campo allentato, visto che gli uomini di Suarez sono abituati a una manovra agile e veloce. In un certo senso sono stati gli iberici, nonostante il gol di Baldieri, a firmare le azioni più pericolose con Eusebio Sacristan al 15′ (con un pallonetto ha superato Zenga, un po’ avanzato, e ha colpito la traversa), due minuti dopo con Beguiristain, al 36′ con Caldere (Zenga si è salvato in angolo) e al 40′ con Mejias.

Sarebbe ingiusto però non evidenziare la manovra offensiva italiana. Baldieri ha messo il suo piede più o meno in tutte le azioni pericolose: al 4′ c’ è stato un suo tiro che Ablaneda ha parato con difficoltà, al 9′ Mancini su un suo passaggio ha costretto il portiere spagnolo a salvare in angolo, al 13′ Donadoni ha tirato di poco alto. Al 21′ il gol: dopo un colpo di testa di Baroni su calcio d’ angolo, Baldieri ha raccolto in mischia realizzando con un destro imprendibile. Il finale, dicevamo, è da dimenticare. La partita dall’ 81′ è diventata incandescente, nervosa, con incredibili quanto inutili litigi in campo e anche nei corridoi verso gli spogliatoi. Zenga ha addirittura fatto a botte con l’ allenatore spagnolo, Luisito Suarez, vecchia gloria interista…