Ciao Carlo, cuore rossoblù

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Stamattina ci ha lasciati Carlo Bonavita, per tutti gli amici Carluccio. Aveva 77 anni, aveva lavorato per molto tempo al Consorzio ASI di via Piave e una brutta malattia non gli ha lasciato scampo. Vicino al letto, la sciarpa del Cosenza. 

Chi ha più di 50 anni ed è tifoso del Cosenza non può non ricordarlo. Carlo Bonavita è stato rossoblù fino al midollo per tutta la vita, anche in questi ultimi sette anni nei quali si era trasferito a Messina. La sua passione per il Cosenza Calcio, per noi che potevamo essergli figli, è stata qualcosa di leggendario.

Passava i pomeriggi, come noi ragazzini ed i suoi amici più stretti e fidati, davanti ai tre scalini di una delle porte di accesso alla Tribuna B del vecchio e glorioso stadio “San Vito”. E agli animatori dell’omonimo Club “Tre Scalini”.

Si assisteva all’allenamento dei Lupi e subito dopo si analizzava fino ai dettagli cos’era successo, chi marcava bene e chi marcava male ma su tutto campeggiava un tifo ed una passione immensa. Eravamo entrati da poco nei magnifici anni Ottanta: noi ci affacciavamo alla vita, lui e i suoi amici (Franchinu u biondo su tutti) invece ne avevano viste e vissute già tante. Ed era bellissimo e spassoso, per noi ragazzi, ascoltare quello che dicevano e anche quello che facevano per spronarci ad essere attaccati al nostro Cosenza. Sempre e comunque, soprattutto quando si perdeva.

Ma il ricordo più bello ed appassionato che mi è rimasto di Carlo Bonavita mi porta dritto al derby di Catanzaro del 1984, quello che scatenò la rivalità accesa che ancora c’è con i giallorossi.

Prima della partenza della squadra per Catanzaro, Carluccio aveva composto una vera e propria canzone in rima per dare la carica alla squadra.

Cito a memoria qualche strofa, nella quale compare un altro grandissimo che ci ha lasciato: Gigi Marulla. “Caro Marulla, non sei lontano, sei nel mio cuore la fiamma ardente, butta la bomba a Catanzaro, simbolo di gloria simbolo d’amor…”. Oppure: “Bianchi (era il portiere del Catanzaro, ndr), Bianchi hai la testa che ti frulla perché tu hai paura del bomber Marulla”.

E altre strofe erano dedicate ad altri calciatori: Busi, Fucina, Cavazzini, Di Giaimo, Nicolucci, Aita, Baldassarri, Petrella, Marulla, Morra, Tivelli. E naturalmente anche a mister Montefusco. Roba da lucciconi agli occhi.

E poi il ritornello: “Olio, petrolio e acqua minerale per battere il Cosenza ci vuol la Nazionale”. 

robeL’avevamo imparata tutti a memoria e tutti seguivamo Carlo quando la cantava a squarciagola nell’antistadio. Quel giorno a Catanzaro andò come sapete ma non per questo Carluccio si abbatteva e il martedì era già al suo posto a (re)incitare nuovamente la squadra.

Crescendo, lo avevo perso un po’ di vista ma anche quando ero diventato un giornalista mi piaceva intervistarlo per le tivu private per le quali lavoravo e passare un po’ di tempo con lui e con gli altri appassionati del leggendario “Club Tre Scalini”.

Il funerale sarà celebrato domani alle 10 a Messina alla chiesa di Pompei.

Al figlio Roberto ed a tutti i familiari di Carlo Bonavita giungano le più sincere condoglianze di Iacchite’.

Gabriele Carchidi