Cinghiale&Sanità: gli appalti di Ponzio e Marchese e il palazzo di Scarpelli

Il Cinghiale e Scarpelli
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TUTTI GLI UOMINI DI TONINO GENTILE
GLI APPALTI DI PONZIO E MARCHESE
E IL PALAZZO DI SCARPELLI

Gli uomini di Tonino Gentile continuano a sguazzare nel pantano di Cosenza moltiplicando denari e mantenendo in moto i meccanismi del consenso cinghialesco.
Con la gestione di Gianfranco Scarpelli all’Asp sono cresciuti in maniera esponenziale gli appalti del personale (di tutti i generi possibili) alla Cooperativa Seatt di Gianfranco Ponzio, fedelissimo di Tonino Gentile al punto che lo abbiamo ribattezzato il cinghialotto e suo uomo di riferimento a Rende insieme al sindaco Marcello Manna alias il pentito.

Gianfranco Ponzio, detto il cinghialotto
Gianfranco Ponzio, detto il cinghialotto

E’ Ponzio che continua a far transitare nella sanità cosentina i lavoratori a tempo determinato. Il vero e proprio ufficio di collocamento del Cinghiale nella sanità. Un tourbillon senza soluzione di continuità, che ha impegnato e impegna ancora milioni di euro. Con costi assurdi da sostenere: mentre la media nazionale prevede che una cooperativa di servizi possa intascare 400 euro mensili a dipendente, qui a Cosenza il signor Ponzio se ne “pappa” molti di più a lavoratore per ogni mese dell’anno ed è una miniera di contatti vitali per perpetuare il proverbiale clientelismo gentiliano.

Ma è più che mai doveroso parlare anche degli appalti alla società Blucars di Michele Marchese, che “ammacca” cifre importanti e sembra avere in esclusiva la manutenzione dei mezzi stradali dell’Asp.
E prima o poi qualcuno dovrà interessarsi anche del portierato all’Asp, saldamente in mano da anni a un gentiliano doc come Raffaele Filippelli.

E che dire degli incarichi legali dell’avvocato Nicola Gaetano (addirittura 400!) che ormai hanno fatto scuola a livello internazionale? E di “colonnelli” come Nicola Buoncristiano, Remigio Magnelli, Gennaro Sosto e naturalmente Tonino Perri, per il quale la procura ha appena chiesto una interdizione dai pubblici uffici per lo scempio dei falsi precari all’ASP? La zampa del Cinghiale si vede lontano mille miglia. Così come negli sciagurati provvedimenti per il suo “cerchio magico”, dove si arrivano a riconoscere 32mila euro di straordinario a qualche altro unto dal… Cinghiale.

fili1Intanto, un altro Gianfranco (Filippelli pure lui ma non parente) aveva raccolto il testimone lasciato da Scarpelli all’Asp e per altri 8 mesi la musica non è affatto cambiata. Si cantava e si suonava soltanto “L’era del cinghiale bianco”.
Alla cooperativa Seatt infatti, come se non bastasse tutto quello che ha preso, è stata confermata anche la gestione dei servizi relativi agli archivi telematici, alle prenotazioni delle prestazioni sanitarie, al call center telematico (Cup) e alla riscossione dei pagamenti per i ticket.

E anche adesso, che sul ponte di comando c’è Raffaele Mauro detto “faccia i plastica”, in quota Madame Fifì ma sempre fedele anche al Cinghiale (che poi è la stessa cosa), Ponzio continua a fare quello che gli pare e a fatturare milioni.

Neanche la colossale figura barbina rimediata con l’inchiesta di Report sullo scandalo del figlio Andrea inserito nel Cda dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano ha scalfito la potenza di Tonino Gentile, ormai rotto a tutte le esperienze dopo la leggendaria telefonata per far “fermare” le rotative di Calabria Ora.

E Scarpelli? Lasciato il ponte di comando, è stato indennizzato alla grande.
Se venite dalle parti di Corso Umberto, è ormai quasi finito il suo “palazzone” che sta costruendo con il cognato costruttore Giovanni Pianini.
I soldi? Garantisce la famiglia Cinghiale, pardon Gentile.