Civita, ecco quali sono le due Gole del Raganello: impossibile accorgersi della piena

Nessuno poteva immaginare quanto sarebbe accaduto a Civita, anche se la Protezione Civile Calabria aveva diffuso lo stato di allerta meteo, come accade puntualmente ormai da settimane, per tutta la durata di questa stranissima estate piena di temporali e bombe d’acqua. Al momento le vittime accertate per l’esondazione del torrente Raganello sono dieci ma non ci sono ancora certezze sul numero dei dispersi.

“Le ondate di piena nel torrente Raganello ci sono spesso d’inverno, ma non era mai capitato d’estate, quando il torrente è molto frequentato dai turisti”, spiega Luca Franzese, responsabile del Soccorso Alpino della Calabria. Ieri, invece, afferma il soccorritore, l’ondata di piena è arrivata all’improvviso e il livello del torrente ha raggiunto “i due metri, due metri e mezzo. E – ricorda Franzese – era impossibile accorgersene perché in quel tratto non stava nemmeno piovendo“. E se lo dicono i soccorritori, ci si rende conto che era veramente fuori dal mondo poter prevedere questa catastrofe.

Le Gole del Raganello si inerpicano lungo il canale che si immette nei monti del massiccio del Pollino, salendo talvolta in modo anche repentino. Partono da Civita, dal cosiddetto Ponte del Diavolo, un antico manufatto che è stato ricostruito dopo che il maltempo lo aveva fatto crollare nel torrente sottostante, lo stesso Raganello, appunto.

Le Gole del Raganello regalano uno scenario tra i più belli, dov’è possibile praticare canyoning e torrentismo e arrivano turisti da tutto il mondo. Hanno inizio a quota 750 mt., nei pressi della sorgente Lamia e terminano dopo aver percorso 13 km nelle vicinanze del Ponte del Diavolo.

“… Esse rappresentano – si legge in un opuscolo della Pro Loco di Civita – di sicuro una delle emergenze ambientali più degne di essere visitate, si sviluppano tra montagne che sembrano mettere in atto giochi di equilibrio tra colori immutabili o varianti secondo la tavolozza che madre natura mantiene integra in questo angolo di Calabria. L’ambiente offre uno scenario bellissimo, specie nella parte bassa dove si osserva sia l’azione corrosiva delle acque, che ha inciso stupendi capolavori nella pietra, sia l’azione erosiva che ha creato strapiombi e verticalità. Numerosi sono gli ostacoli da superare, macigni di pietra scivolosi incastrati fra le acque gelide cascatelle e piccoli laghetti, piccole pareti da scavalcare e passaggi più larghi si alternano strettoie quasi buie, rischiarate da una sottile lama di luce, che penetra dall’alto, mentre di tanto in tanto grossi massi incastrati e tronchi d’albero movimentano lo scenario,creando degli scorci di orrida bellezza…”.Il Raganello offre la possibilità di compiere eccezionali escursioni lungo ambienti selvaggi sul fondo delle sue grandi gole. Dei suoi 32 km di lunghezza, il Raganello ne percorre 13 incassato su profonde gole, sovrastato più a nord dalla timpa di San Lorenzo e a sud dalla timpa del demanio. Per il 40% del suo percorso, il Raganello scorre in gole che in alcuni punti strapiombano per 700 metri. Il percorso consente di ammirare figure di erosione fluviale fantastiche, modellamenti e torniture di rocce di sconvolgente bellezza.

LE DUE GOLE DEL RAGANELLO

Le Gole del Raganello sono due e sono classificate in tratto alto e in tratto basso. Ecco cosa si legge testualmente sulle guide turistiche.

Gole del Raganello – tratto ALTO
Note anche come Gole di Barile, rappresentanto il tratto più alto (e cioè a monte) del canyon. Sono le più belle, le più selvagge, nel cuore del Parco. Partono da San Lorenzo Bellizzi nei pressi della Scala di Barile, dove la Timpa di Cassano e la Timpa di San Lorenzo si incontrano dando luogo ad una profonda spaccatura: il canyon del Raganello. Si risale il torrente superando cascate, tunnel nella roccia, scivoli naturali e toboga. Durante il percorso, nei pressi di una sorgente naturale, sono ben visibili i fossili delle rudiste, molluschi bivalvi estinti milioni di anni fa. Il finale è a sorpresa, con la prova dell’acqua a cui si sottopongono solo i più impavidi.
Durata: 3 ore 1/2.
Difficoltà: facile-media

Gole del Raganello – tratto BASSO
Rappresentano il tratto più basso (a valle) del Raganello e partono dal Ponte del Diavolo a Civita. Sono le più brevi ma anche le più acquatiche. Qui le pareti di roccia sfoggiano la loro imponenza, arrivando in alcuni punti a distare tra loro poco più di due metri, sviluppandosi in verticale per oltre 400 metri di altezza. All’ingresso del canyon si passa sotto gli spruzzi d’acqua della “Doccia del Diavolo” e, proseguendo la risalita, si superano due vasche d’acqua nuotando contro corrente. Ma niente paura, le nostre guide saranno insieme a voi per aiutarvi. Formazioni carsiche e di travertino rievocano scenari ipogei.
Durata: 2 ore e 1/2.
Difficoltà: facile-media