Civita, Soccorso alpino: “I dispersi potrebbero essere da 3 a 5”. Il triste recupero dei corpi

I volontari del Soccorso alpino stanno lavorando ormai da più di 14 ore nelle Gole del Raganello a Civita. Sono arrivati venti minuti dopo le segnalazioni della tragedia e non si sono fermati un attimo. Non c’è dubbio che siano loro i soccorritori più esperti e i loro racconti, nonostante ne abbiano visto tante nelle loro opere, sono pieni di amarezza.

Il vicepresidente Giacomo Zanfei ha rilasciato un’intervista all’inviata di SkyTg24 e ha cercato subito di rispondere alla domanda più angosciante di queste ore, che riguarda il numero dei dispersi. “Verosimilmente potrebbe essere fra i tre e i cinque – ha detto Zanfei – ma nessuno può dirlo con certezza perché c’erano escursionisti che non erano accompagnati dalle guide. Noi speriamo di tutto cuore, tuttavia, che non si vada al di là di questi numeri, anche perché a questo punto non dovrebbero più arrivare notizie relative a dispersi”.

La squadra di soccorso capeggiata da Giacomo Zanfei ha coordinato le ricerche culminate con il recupero di quattro delle dieci vittime finora accertate. “Sì – afferma amaramente il volontario -, abbiamo recuperato quattro corpi, tutti scaraventati a molta distanza dalla furia delle acque del torrente Raganello. L’ultimo corpo si trovava addirittura a otto chilometri dal Ponte del Diavolo, da dove era iniziata la tragica escursione”.

Le operazioni di setaccio saranno dunque spostate anche più a valle fino alla foce del torrente con il coinvolgimento della Capitaneria di porto perché c’è il timore che alcune persone siano finite a mare. Le persone rimaste coinvolte nella piena del torrente facevano parte di due gruppi da 18 persone, provenienti in particolare da Brescia, Bergamo e Milano. 

Secondo Zanfei, si è trattato di “un evento irripetibile, impossibile da prevedere. Si è trattato di uno di quegli eventi naturali unici nel suo genere, davanti ai quali non c’è nulla da fare. Posso solo affermare che se invece di un lunedì, com’è accaduto, la tragedia si fosse verificata di sabato o di domenica, le vittime sarebbero state molte di più”. Ma è una “consolazione” amarissima, purtroppo.