Clinica San Bartolo-Misasi: i Morrone hanno incassato 2 milioni. E i dipendenti vogliono i loro soldi

Ennio e Luca Morrone
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C’è di nuovo fermento ed agitazione nella clinica San Bartolo-Misasi, quartier generale del potere di Ennio Morrone, figli e famiglia.

La clinica è indebitata per 15 milioni ma Ennio e i suoi prodi non sono certo alla fame e, anzi, proprio puntando sul fatto che ci sono debiti, hanno proposto addirittura un concordato, che è stato generosamente concesso dagli amici massoni del Tribunale di Cosenza, dove, com’è noto, lavora anche una figlia del Nostro, la signora Manuela.

In mezzo alle storiacce dei Morrone, come sempre, ci sono donne e uomini che lavorano e che hanno diritto di essere pagati ma che, come da consolidato copione, sono costretti a fare i salti mortali per avere quello che spetta loro di diritto.

E’ dallo scorso mese di luglio che non diamo aggiornamenti sulla annosa vertenza con i dipendenti. All’epoca, quindi circa sei mesi fa, la clinica San Bartolo-Misasi voleva proporre ai dipendenti il sessanta per cento dei vecchi stipendi arretrati subito, il settanta per cento in tre anni e il cento per cento in cinque anni. Se i dipendenti avessero accettato, il vecchio Morrone avrebbe certamente trovato il modo per uscire dal concordato e fare fessi di nuovo i dipendenti. 

Ma i dipendenti non hanno accettato e la vertenza continua.

La clinica Misasi
La clinica Misasi

Ora, però, c’è una novità. Nei giorni scorsi l’ASP (santa benedizione!!!) ha liquidato a diverse cliniche cosentine, tra le quali la San Bartolo-Misasi, i soldi dei lodi arbitrali extrabudget degli anni precedenti. Si tratta di quelle transazioni molto care ad avvocati come Enzo Paolini, che ne approfittano per arricchirsi insieme agli imprenditori di queste (pseudo) cliniche che hanno in mano. L’ASP, insomma, ha liquidato 14 milioni di euro alle cliniche e la San Bartolo-Misasi della famiglia Morrone ha incassato 2 milioni.

La notizia è arrivata alle orecchie dei dipendenti, che giustamente vorrebbero che questa famiglia spietata e senza scrupoli si ricordasse di loro. Noi aderiamo al loro appello e siamo qui a scrivere ma dubitiamo fortemente che “squali” del calibro di Ennio e Luca Morrone li accontentino, anche se Natale è alle porte.

Insomma, i Morrone continuano a fare quello che vogliono e si fanno forti dei loro maggiordomi del sindacato (la signora Daniela Ballico dell’UGL in prima fila) per forzare la mano.