Cliniche, profughi, hotel e ristorazione: i Morrone vanno avanti come treni

Ennio e Luca Morrone

L’impero dei Morrone ovvero la dinastia del “mammasantissima” si evolve a seconda dei tempi e continua a crescere malgrado le “scivolate” e tutte le ombre che continuamente si addensano sui traffici di Ennio e dei suoi cari congiunti.

Abbiamo ampiamente scritto nei mesi scorsi del varo del nuovo Centro di accoglienza per migranti della famiglia di Morrone. Circa due anni fa, la procura di Cosenza e la prefettura mettevano i sigilli al Centro di Spineto di Aprigliano ma, a neanche un anno di distanza, i Morrone si sono ripresi quello che avevano perso riconvertendo a tempo di record un vecchio albergo di San Marco Argentano. Della serie: tu mi chiudi un Centro? E io ne apro un altro!

Oggi il prestanome Carlo Verta gestisce una quindicina di eritrei e aspetta che chi di competenza gli mandi altri 9 migranti in maniera tale da “monetizzare” presto altri bei soldini. Ricordiamo che un profugo “vale” 35 euro al giorno senza che chi lo “assiste” ne spenda, giorno per giorno, neanche 10… 

La famiglia Morrone, inoltre, ha messo le mani sul centro di accoglienza di Fuscaldo (vicino al campeggio internazionale) dove stazionano altri 50 migranti e sta lavorando alacremente per allargare il business anche a Roggiano e a Castrovillari.

E non finisce qui. Carmelo Rota, altro prestanome “storico” dei Morrone, dopo essere stato disarcionato da Spineto, si è messo in moto con altre iniziative ed ha rianimato quella cooperativa Sant’Anna, che dopo aver perso il Centro di Aprigliano, aveva visto la sua stella affievolirsi.

ambuCarmelo Rota è salito alla ribalta per aver comprato due autoambulanze nonostante le cliniche dei Morrone (San Bartolo-Misasi e Villa Sorriso), per pagare i soci di questa cooperativa, stiano affogando in un mare di debiti. La realtà è che ad Ennio, ai suoi rampolli e ai suoi prestanome non gliene frega niente di accumulare debiti con la Sant’Anna per il settore delle cliniche, perché comunque vanno avanti come treni per tutto il resto.

Non ce la fanno a pagare i dipendenti delle cliniche, come la gente sa perché lo prova sulla sua pelle, ma in compenso “spridano” alla grande nel settore del turismo e della ristorazione. 

hotelA Cirella, per esempio, il buon Carmelo Rota gestisce l‘hotel “Parthenius”, che arriva ad impiegare nel periodo estivo anche 10-15 persone, tra le quali il direttore, il cuoco e l’aiuto cuoco, camerieri e personale di pulizie. Una stagione coi fiocchi, a sentire quelli che hanno visto il “movimento”.

E a Cosenza con l’acquisizione del “Primadi”, affidato al gemello di Luca – Marco – il business diventa sempre più importante con concerti dal vivo, apertura del ristorante e clientela (borghese) a go go. Un trionfo!

Cliniche, profughi, hotel e ristorazione. I Morrone vanno avanti senza paura di nessuno e continuano a prendere per il culo quei dipendenti che avanzano soldi e che probabilmente non li vedranno mai, perché al Tribunale comandano, sguazzano e fanno quello che gli pare.

Una dimostrazione di forza deprimente e penosa, tutta basata sulle connivenze di questa famiglia con la Giustizia, che tollera tutte le sue piroette e i suoi reati senza un minimo di pudore.