Consorzio Valle Crati, ma gli altri sindaci sono tutti complici di Occhiuto?

Maximiliano Granata,e Occhiuto
Advertising

Una delle caratteristiche peculiari di Mario Occhiuto è quella di credersi sempre più furbo o intelligente degli altri. Ma quello che sta facendo al Consorzio Valle Crati travalica veramente ogni limite di sfacciataggine e spudoratezza. Non serve neanche essere tecnici per capire i giochini di questo truffatore, basta soltanto confrontarsi con qualche amministratore serio che tiene al suo comune.

Dunque, l’atto siglato da Occhiuto per la nomina a tempo del commercialista Andrea Manna come presidente del Consorzio Valle Crati è palesemente illegittimo e va contro le elementari norme generali contemplate dal Testo unico sugli enti locali (il TUEL) e contro il regolamento del Consorzio stesso.

“Può essere eletto alla carica di presidente un sindaco partecipante l’assemblea o un suo delegato”.

In questo caso Andrea Manna è ora il delegato in assemblea e Maximiliano Granata, privo di delega, decade automaticamente.
Dunque, Manna assume provvisoriamente la guida dell’ente, non in qualità di presidente, ma di Capobacino. Il delegato Manna, di conseguenza, ora ha il compito di convocare l’assemblea consortile per la presa d’atto della decadenza di Granata e per indire le elezioni per il nuovo presidente del Consorzio Valle Crati.

Qualsiasi altra strada volesse intraprendere Manna, per assecondare Occhiuto, sarebbe illegittima vedi per esempio il caso di Occhiuto alla presidenza della Provincia, che in barba al decreto Delrio, ha cercato di rimanere in sella alla presidenza, e ci sono voluti i giudici amministrativi per ristabilire la legge.

Insomma, diciamocelo con franchezza: Occhiuto e Granata se ne fregano delle leggi, tanto per farle rispettare ci vogliono le sentenze dei giudici amministrativi con i loro tempi, e intanto fanno quel che vogliono provocando danni e spendendo soldi.
La giustizia amministrativa prevede, per palesi illegittimità perpetuate, un risarcimento agli enti depauperati?  E per indennità incassate e incarichi pagati?

Il ragionamento di Granata e Occhiuto è semplice: per i nostri illeciti amministrativi, ci vogliono le sentenza amministrative del TAR, se malauguratamente perdiamo, ricorriamo in Consiglio di Stato e poi in Cassazione, e intanto passano almeno 3-5 anni, nel frattempo spendiamo e impegniamo l’ente con fornitori, incarichi, consulenze, costituiamo società in cui mi ci metto io alla carica di amministratore delegato, tanto pagano i caggi…

E allora avevano ragione gli amministratori onesti dei comuni del Consorzio nell’affermare al prefetto Tomao che avrebbero dovuto trasferire i loro municipi presso il TAR e accendere un mutuo per pagare avvocati e contributi unificati per far valere il diritto contro questi banditi di Granata e Occhiuto.

Siamo alla Repubblica delle Banane, tanto per cambiare.

E i sindaci? Il sindaco di Rende? Il sindaco di Montalto? Vabbè, che lo citiamo a fare se il suo rampollo Ripoli ha giocato a fare le carte false proprio con Granata a discapito del suo stesso Comune? E iI sindaco di Castrolibero? Ha smesso di chiedere giustizia? Forse Orlandino Greco si è seduto al tavolo da gioco di Occhiuto?
E il commissario prefettizio dei Casali del Manco, dott. ssa Vercillo, cosa ne pensa? Questa non è politica! Rientra a pieno titolo fra i suoi doveri di commissario evidenziare e denunciare illeciti amministrativi, ripristinare la legittimità degli atti inerenti i comuni fusi in Casali del Manco e  tutelare gli equilibri di bilancio. Avrà avuto modo di interloquire con il prefetto?
E Sua Eccellenza cosa ne pensa? Cosa fa in questa vertenza che si protrae da ormai quattro anni? E che fanno i signori segretari comunali che rappresentano la legittimità degli atti che si producono nei diversi comuni e dunque negli enti con cui i comuni assolvono funzioni fondamentali dello stato demandate ai comuni in modo associato?

Insomma, nessuna contromisura è presa per difendere le casse delle istituzioni e tanto meno la legittimità nell’amministrare la cosa pubblica.
Se in un piccolo bacino come quello della media Valle del Crati, circa 280.000 persone e poco più di 40 municipalità, si consumano azioni e atti così scellerati nella noncuranza totale delle istituzioni di vigilanza – controllo e repressione – ci chiediamo cosa possa succedere in aggregati enormi come quelli di Roma, Milano e Napoli e a malincuore ci rispondiamo che è per questo che l’Italia arretra costantemente nella qualità e quantità dei servizi pubblici erogati e ingigantisce contestualmente il debito pubblico.

Ora sta agli amministratori onesti provare a fermare questo scempio ma se si mettono insieme quattro delinquenti di sindaci spalleggiati da un prefetto, possiamo mai avere speranza?