Consorzio Valle Crati, l’ultima “prodezza” di Granata: 5 milioni di debiti sul groppone dei Comuni

Maximiliano Granata, presidente del Consorzio Valle Crati e Occhiuto

A distanza di tempo, torniamo a parlare del carrozzone del Consorzio Valle Crati, dove tutti ma proprio tutti iniziano a vedere le prime, gravi conseguenze della gestione di Maximiliano Granata, traffichino, imbroglione e faccendiere al servizio di Mario Occhiuto e della sua cricca di banditi.

In questi giorni, sono stati notificati a tutti i Comuni – consorziati e non – atti molto gravi che riguardano il debito prodotto dal Comune di Cosenza nei confronti della Fisia Impianti S.p.a., per servizi non pagati, nel periodo 1998 – 2000. Il debito complessivo è di € 4.769.713,60 (4 milioni 769 mila 713 euro).

Tale società – che ha lavorato al depuratore di Coda di Volpe – non riuscendo a rivalersi sul Comune di Cosenza, per carenze contrattuali, ha inteso rivalersi sul Consorzio Valle Crati, all’epoca stazione appaltante per conto dei Comuni consorziati, che ha perso in tutti i gradi di giudizio, ed è stato condannato definitivamente al pagamento del debito storico + spese + interessi eccetera per un totale di € 4.769.713,60.

Per dar corso alla condanna e al recupero delle somme è stato nominato un commissario ad acta, tale dottore Giordano della prefettura di Cosenza.

Eppure, nonostante questo disastro, l’ufficio legale del Comune di Cosenza ne ha sbandierato la “vittoria” con gloria, ma forse avrebbe dovuto, un attimo dopo, anche agire d’ufficio contro i propri responsabili del settore dell’ epoca, per responsabilità e omissioni d’ufficio, visto che il servizio è quello della depurazione, indifferibile e fondamentale. Altro che cantare vittoria!

Ma in questa sede ci interessa altro. Perché e come quell’imbecille di Granata, da presidente del Consorzio Valle Crati quale ancora continua ad essere nonostante una pesante interdizione dai pubblici uffici per voto di scambio, interviene sempre a danno?

Granata avrebbe dovuto interessare immediatamente di questo gran casino nel 2016 l’assemblea consortile, costituita dai Comuni oggi chiamati a pagare. E non l’ha fatto, tutt’altro…

E ancora: perché, con le sue modifiche statutarie, farlocche e illegittime, ha inteso con l’avallo di pochi stolti (sindaci o delegati in assemblea), cambiare le regole per la ripartizione di eventuali debiti e disavanzi prodotti dal Consorzio Valle Crati nell’ erogare i propri servizi?

Cerchiamo di spiegarci meglio. Oggi, ogni Comune paga i debiti del Consorzio in base alle quote detenute in millesimi e dunque in proporzione alla popolazione. In altri termini, un Comune qualsiasi consorziato all’epoca dei fatti che hanno prodotto il debito, dovrebbe pagare un debito, in quota parre, prodotto per un servizio reso al Comune di Cosenza e mai pagato… E’ veramente assurdo!

Negli anni passati, invece, prima che arrivasse quell’imbroglione di Granata, i Comuni consorziati pagavano solo in proporzione al servizio reso e quindi questo debito di quasi 5 milioni lo avrebbe pagato solo il Comune di Cosenza, come sarebbe stato giusto anche oggi. Se non ci fosse stato l’imbecille che presiede il Consorzio Valle Crati per conto di Occhiuto.

Insomma, il prode Granata ha inteso procedere nel 2016 da solo, senza comunicare nulla ai Comuni consorziati, addirittura verificando se poteva rintracciare le somme presso la Cassa Depositi e Prestiti o altri enti per saldare il debito del Comune di Cosenza, sempre sulle spalle di tutti i Comuni consorziati. Di certo, se gli fosse riuscita la manovra (e per fortuna non gli è riuscita), i Comuni se ne sarebbero accorti solo quando avrebbero dovuto corrispondersi e dividersi le rate mensili di un mutuo. Ma per fortuna nessuno fa credito a un babbeo del genere… 

Questi risvolti grotteschi e paradossali sono solo alcuni dei “frutti” della gestione Granata, personaggio che – come scriviamo da anni – dovrebbe rimanere lontano mille miglia dai pubblici uffici. Intanto, i Comuni che lo hanno spalleggiato, ora come giustificheranno questa situazione tragicomica e onerosa alle proprie comunità e alla loro coscienza?

Inizia, quindi, una nuova battaglia contro le malefatte di Granata, che da un lato sbandiera la legalità mentre dall’altro delinque e provoca danni gravissimi. Esattamente come il suo sindaco, che non ha certo bisogno di presentazioni. 

Alla fine, anche se con lentezza e ritardo, la verità verrà a galla ma costerà tanto denaro e tanto tempo perso.