Corigliano, lettera aperta al sindaco Geraci sulle regole del referendum

Giuseppe Geraci, sindaco di Corigliano
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Signor sindaco Geraci,

dire che le nostre posizioni politiche siano differenti è poco. Non ho mai condiviso nulla del suo percorso politico e non l’ho nemmeno mai votata. Però questo non toglie che Lei è il mio sindaco, legittimamente eletto, secondo regole democratiche. Quindi mi sento il diritto di porle una domanda/richiesta, pubblica visto l’argomento, che, a mio avviso, dev’essere necessariamente chiarita.

Naturalmente è inerente il tema della fusione ed in particolare le regole del referendum. Un referendum che, è bene ricordarlo, ha un valore consultivo e che, quindi, si presta a numerose letture da parte della Regione Calabria, unico Ente legittimato a decidere sulla possibile fusione dei comuni di Rossano e Corigliano.

Negli ultimi mesi, più fonti, alcune anche istituzionali, hanno parlato di una suddivisione dei bacini elettorali tra i due comuni, sostenendo che un eventuale risultato favorevole per il NO a Corigliano, anche se fosse di un solo voto, avrebbe bloccato il percorso unitario. Si è anche sostenuto che vi fosse una disegno di legge approvato (in realtà poi si è passato al sostenere che c’era una proposta di legge che stabiliva bacini separati).

Di contro, il consigliere Giuseppe Giudiceandrea, che se non erro ha un ruolo importante nella commissione che si occupa dell’argomento, ha, in un recente articolo, sostenuto che i bacini d’utenza rimangono unici e che, quindi, anche qualora Corigliano dovesse votare No in maggioranza, la Regione potrebbe decidere di andare avanti con il processo di fusione.

La base, mi sembra d’aver capito, di questo ragionamento è la norma costituzionale che si occupa dei referendum. Quindi, si ritiene che, conta sempre il totale dei voti nell’ambito territoriale interessato. Suppongo che, vista la natura “costituzionale” della legge, non possa una proposta di legge regionale MAI superarla ed abolirla. L’unica traccia trovata, tra l’altro, è un articoletto nella finanziaria 2016 (Regione Calabria) in cui si aboliva la dicitura “bacini d’utenza” della legge del 83 che regola le fusioni. Credo, e mi sembra che il consigliere Giudiceandrea lo confermi, anzi lo conferma in un colloquio telefonico in cui gentilmente mi ha spiegato la sua posizione che, per inciso, è favorevole alla fusione, questa “cancellazione” non modifica in nessun modo l’interpretazione “complessiva” del bacino elettorale.

Resta comunque, anche se autorevole, appunto un’opinione.

Quello che Le chiedo è di accertare ed informare la popolazione interessata al voto su quale sia l’interpretazione autentica del voto.

Il consigliere Giuduceandrea si è detto disponibile a partecipare ad iniziative sul territorio, ed abbiamo subito approfittato della sua disponibilità, e a dare tutti i chiarimenti necessari, ma ha soprattutto ricordato il carattere “consultivo” del referendum chiarendo che la Regione terrà certo conto di tutto ciò che sarà prodotto dalle urne: dal voto alla partecipazione dei cittadini. Si spera, quindi, che se i votanti saranno un numero ridotto, mettiamo sotto i 10 mila, la Regione ragioni sul mancato coinvolgimento dei cittadini. Altrettanto si spera, essendo una fusione a due, che se uno degli sposi non è d’accordo…beh non si celebrino le nozze…

Però, credo, che i cittadini abbiano bisogno di avere la più corretta informazione sull’argomento. Credo, altresì, che sia, nel caso in cui l’interpretazione del consigliere Giudiceandrea sia corretta, e credo lo sia, che si chiarisca perché vi sia stato il tentativo di figure istituzionali e di associazioni più o meno istituzionali, di far passare una diversa informazione.

Non credo che la democrazia sia messa in discussione da legittime richieste di chiarimenti. Come non credo che ci sia più spazio per strategie, da entrambi i fronti, tese a difendere il proprio orgoglio personale più che l’interesse del cittadino. Rimane importante, quindi, che tutti siano onesti nel raccontare la propria posizione, le proprie impressioni e le proprie idee, presentandole, però, per quello che sono: opinioni. Legittime e importanti ma, pur sempre opinioni. Spacciarle per qualcosa di diverso è un’offesa alle due città.

Lei ha la possibilità di chiarire almeno questo dubbio in maniera chiara e definitiva. Ha la possibilità, nel prossimo consiglio comunale, anzi, mi permetto, il dovere di far esprimere tutti i consiglieri sulla questione e fargli assumere una decisione chiara e che sia centrata sulla fusione e non su precedenti questioni come la nomina o il ritiro di un incarico…Corigliano e Rossano non meritano un voto leggero da parte dei consiglieri per ripicche personali. Chi non è in grado di farlo vada a casa.

Poi inizi la campagna elettorale, si spieghi, si racconti, si convinca, augurandosi che mai si dimentichi il rispetto dovuto alle istituzioni non in quanto persona ma in quanto simbolo, ancora in carica, di una città che ha una sua storia, una sua dignità ed una sua legittima e sacrosanta autonomia. Anche, come Lei ha, con grande onestà, fatto nello scorso consiglio comunale, ammettendo il sorgere di un dubbio e la possibilità che si sia “sottovalutato” l’atto d’impulso votato due anni addietro.

Alberto Laise – Sinistra Italiana –