Corigliano-Rossano 2019: il generale, Rapani e Fitto: storia di un accordo balordo

Il generale, Rapani e Fitto: storia di un accordo balordo

La nascita della città di Corigliano-Rossano ha avuto un leit-motiv preciso: la fusione andava fatta per riportare la centralità delle decisioni sul territorio e contrastare la politica cosentina. Questa linea veniva sposata anche da quegli esponenti politici che, con la politica cosentina e romana, camminavano a braccetto da decenni. E questo legame simbiotico, che a sentir loro doveva essere rotto proprio per favorire la crescita piena della nuova città, oggi sembra più forte che mai.

E, se nei giorni passati, più voci s’affrettavano a smentire convergenze ed alleanze all’interno del centrodestra, che sia tra i partiti o che sia tra i vari “patti sociali” ed i movimenti, anche alla base di scorie e querele giudiziarie che erano intercorse tra i vari Rapani, Caputo, Antoniotti e Graziano, oggi sembra che i movimenti e le nuove alleanze romane abbiano imposto nuovi percorsi. Quanto, questi percorsi, siano unitari lo dirà solo il tempo.

E’ fresca la notizia che Raffaele Fitto abbia definitivamente abbandonato Forza Italia e Berlusconi e che sia entrato, con tutto il suo entourage, in Fratelli d’Italia. Anche in considerazione dei rapporti che da tempo intercorrono con il generale Graziano, che proprio da Fitto fu sponsorizzato ai tempi della sua candidatura regionale in Forza Italia, proprio a lui si è rivolto per “costringere” il riottoso Rapani, responsabile regionale di FdI, a riporre le armi ed ad accettare, subire sarebbe più giusto, un’alleanza per le amministrative che mal sopporta.

Sembrerebbe, infatti, che il generale, per “addolcire” la pillola, abbia anche rimesso le querele presentate contro Rapani ai tempi delle amministrative rossanesi.
Quello che appare evidente è che, mentre per mesi Giovanni Dima, esponente di spicco di FdI ma “tifoso” della prima ora del generale, cercava di ricucire, con risultati pessimi, lo strappo tra Rapani e Graziano, reso ancora più duro dalla scelta di Graziano di appoggiare Ferdinando Aiello (Pd) alle politiche, negando a Rapani l’aiuto chiesto, oggi gli interessi e le amicizie romane del generale impongono quest’alleanza. Alla faccia dell’indipendenza del territorio. Ed è chiaro che, proprio in FdI, quest’imposizione non potrà essere sopportata da tutti i sostenitori.

E’ chiaro che quest’accordo avrà ripercussioni che riguardano anche le Europee, che vedrà evidentemente favorire qualche candidato fittiano che nulla avrà a che vedere con il territorio sibarita, e potrebbe avere ripercussioni anche a livello regionale, anche se li sembrerebbe che il niet di Occhiuto e Gallo verso il generale ballerino – abituato a cambiare partner ad ogni giro di valzer – sia davvero difficile da superare.

Immaginare che sulla figura del generale Graziano possa ricompattarsi l’intero centrodestra sembra quindi difficile. Certo, la prova di forza fatta con l’iniziativa tra Natale e Capodanno ha colpito molti. Anche se poi altrettanti hanno notato come, tra quei 600 ospiti, ben pochi erano i rossanesi ed ancora meno i coriglianesi.

A riprova di questo potrebbe essere presa in considerazione la manifestazione di due giorni dopo, che aveva il generale ed alcuni esponenti a lui molto vicini tra i protagonisti, e che ha visto la partecipazione di poche decine di persone. Risulta altresì complicato immaginare come possa, ma è evidente che Roma può tanto, l’ex sindaco Antoniotti essere oggi in prima fila tra i sostenitori di chi lo ha defenestrato vigliaccamente da un notaio, il generale appunto.

Naturalmente capiamo come ci siano alla base di queste pacificazioni interessi che ben poco hanno a che vedere con i destini di questa città e che andrebbero spiegati anche da un punto di vista politico. Come può essere che, chi dai palchi si lanciava accuse di contiguità criminosa, oggi possa riuscire a costruire un rapporto politico? Immaginiamo che ci siano una serie d’interessi a cui qualcuno dovrà dare soddisfacimento. Se poi, questi, siano anche vantaggiosi per la comunità di Corigliano-Rossano è tutto da vedere.
Con queste basi, gettate ampiamente lontano da Corigliano-Rossano, si preannunciano giorni in cui molti dovranno o ingoiare amari rospi oppure dimostrare la propria indipendenza. Ai posteri l’ardua sentenza.