Corigliano-Rossano: che si aspetta per un’interrogazione parlamentare?

Alla cortese attenzione del deputato avvocato Francesco Forciniti 

Oggetto: invito alla produzione di una interrogazione parlamentare relativa alle inchieste giudiziarie “Flumen luto” e “Comune accordo”.

Gentilissimo onorevole avvocato Francesco Forciniti, il 4 marzo 2018 è stato eletto quale deputato della Repubblica Italiana. Il risultato straordinario ottenuto che non ha precedenti nella storia di questa nostra Città di Corigliano-Rossano, vede questo territorio rappresentato da una compagine di ben quattro onorevoli della Repubblica italiana tutti dello stesso movimento, il Movimento 5 stelle.

Ben tre eletti alla Camera dei deputati, oltre a Lei il dottor Francesco Sapia, la dottoressa Elisa Scutellà, e l’avvocato Rosa Silvana Abate eletta al Senato. Un gran risultato, quindi, per questa parte di Calabria. Un risultato certamente ottenuto grazie alla popolazione di questo territorio che con un vero e proprio plebiscito di voti ha dato il suo consenso. Per tale motivo ho sentito la responsabilità e il dovere di riprendere un tema che in qualche modo si era aperto attraverso un post sul social network di Facebook e per motivi, credo, anche di opportunità e di luogo non è stato possibile discutere. In quel post Le chiedevo se vi era la possibilità di una qualche azione da parte Sua o degli altri onorevoli in merito alle inchieste giudiziarie dirette dal procuratore della Repubblica di Castrovillari dottor Eugenio Facciolla e in seguito rese note nei particolari in conferenza stampa.

L’inchiesta Flumen luto (dal latino, fiume di fango) relativa all’alluvione che travolse la città di Corigliano Rossano il 12 agosto del 2015, vede indagati 54 tra amministratori politici (i presidenti in carica dall’anno 2009), dirigenti e funzionari della Provincia di Cosenza, della Regione Calabria (i componenti il Comitato tecnico dell’autorità di bacino), 20 tra amministratori politici (i sindaci in carica dall’anno 2009), dirigenti e funzionari degli ex Comuni di Corigliano Calabro e Rossano – oggi unico Comune – e circa 120 tra noti imprenditori nel settore dell’edilizia privata, e cittadini vari che hanno edificato ove assolutamente non potevano.L’inchiesta Comune accordo vede 40 persone accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata a turbare appalti pubblici ed altri reati contro la pubblica amministrazione, col sequestro di 11 tra società ed imprese riconducibili ai promotori ed agli organizzatori dell’associazione a delinquere dedita alla manipolazione degli appalti pubblici, per un valore pari a circa 9 milioni di euro. Tra gli arrestati, secondo quanto si è appreso, vi sono dipendenti pubblici, in particolare del Comune di Corigliano Calabro, e imprenditori che operano nel territorio della Sibaritide. Un’inchiesta importante che conta 23 arresti, 5 in carcere e 18 ai domiciliari, mentre altre dieci persone sono state raggiunte da ordinanza di presentazione alla polizia giudiziaria, e sette, tutti funzionari dell’apparato amministrativo del comune di Corigliano Calabro, sono stati sospesi dal servizio.

Evidente che tali inchieste portano alla luce fatti gravissimi consumati in gran parte a danno del nostro territorio. Una lacerazione continua e costante che negli anni, dal 1980 in poi, ha visto la pianura coriglianese campo di battaglia di speculatori e teatro di abusi d’ogni genere, non ultime le pessime opere pubbliche così malamente e maldestramente realizzate e in alcuni casi del tutto errate (si veda il cavalcavia di contrada Insiti o quello sul lungomare del torrente Gennarito).

Evidente, quindi, che anche la Vostra posizione di deputati e senatori della Repubblica ha un suo peso specifico in merito. Certo è onorevole per Voi del M5S avere nel tempo denunciato quel che oggi la magistratura riporta nero su bianco, ma non credo sia sufficiente per dare una risposta adeguata e chiara alla cittadinanza e soprattutto a chi, per le diverse responsabilità connesse, nel tempo ha sconquassato letti di fiumi o costretto torrenti, vedi il Cannata, a scorrere in stretti cunicoli sotto interi quartieri come il Gallo d’oro in Corigliano Scalo.

Non basta dire “Noi lo avevamo detto”, vi è necessità, ora più che mai, di sporcarsi le mani. Di dare dignità istituzionale a questo territorio! Difatti, per questo chiedo a Lei e agli onorevoli deputati e senatori del M5S, se è Vostra intenzione, così com’è nelle prerogative delle Vostre funzioni, produrre un’interrogazione parlamentare in merito ai gravi fatti accaduti nella Città di Corigliano-Rossano, e se Lei ritiene che tale interrogazione debba considerare oltre il danno la beffa. Ovvero se oltre alle responsabilità in capo agli indagati ve ne siano altre, ovvero se ne rintraccino altre ancora in quelle ragnatele burocratiche dello Stato che non permettono a noi cittadini di verificare se vi siano stati risarcimenti e fondi per le cose e le persone colpite dall’alluvione del 2015 e/o se, così come io credo, non vi sia stata affatto alcuna trasparenza o risarcimento per rifondere i tanti devastanti danni subiti.

Per tale considerazione invito Voi onorevoli del M5S a voler produrre nell’eventuale e spero prossima interrogazione parlamentare le motivazioni documentate di un tale abbandono istituzionale e politico di questo nostro territorio. A tal punto che ancora una volta è la magistratura a dover sopperire a tali carenze.

Inoltre, per quel che riguarda l’inchiesta Comune accordo, trattandosi di appalti pubblici finanziati in buona parte dalla Comunità europea, così come il Lungomare di Schiavonea, da quel che si legge da documenti relativi all’indagine non conformi ai progetti definitivi approvati ma invece oggetto di varianti arbitrarie, non conformi e quindi illecite. Di certo varianti in corso d’opera che hanno portato economie non dovute alle varie imprese appaltatrici. Nel merito si potrebbe richiedere nella stessa interrogazione parlamentare se è possibile verificare, invero se il Ministero delle infrastrutture così come in questi giorni sta accertando per il Mose in Venezia, può inviare un’ispezione al fine di accertare quanti sono stati i milioni di euro sperperati e non dovuti alle varie imprese appaltatrici.

Sicuro del suo buon lavoro invio cordiali saluti.

Alfonso Pietro Carravetta

Fonte: Il Blog di Rossano