Corigliano-Rossano, ecco perché non andrò a votare (di Alberto Laise)

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di Alberto Laise

Abbiamo la cattiva abitudine di affrontare le campagne elettorali come se fosse una guerra. Che senso ha, solo per strappare l’applauso, tirare in ballo questioni che non c’entrano nulla con l’argomento? Ospedale, trasporto disabili, tribunale, provincia ecc… sono tirati in ballo a sproposito perché non si ha la voglia di discutere sul progetto fusione e, soprattutto, di portare la discussione al presente e non al tempo che fu.

Bene fa chi vuole capire la questione dei finanziamenti, dell’architettura amministrativa. Bene anche, ed è l’arma migliore del Si, discutere del bisogno di speranza che ha questa terra. Male farne un fatto “generazionale” come se essere giovani sia una scusante per il non avere argomenti o essere “vecchi” condanna tutti per le colpe di qualcuno.
Un’occasione che continua ad essere, non solo persa, ma addirittura rifiutata, quella del confronto, in nome dell’ossessione della vittoria.

Ed allora, se avete capito tutto, beh ci vediamo il 23 quando ci toglieremo tutti la maschera e avremo modo di vedere come intendiamo costruirla l’alternativa. Perché, qualunque sia il risultato, bisognerà per forza cambiare tutto. Liberarsi da politici che hanno governato, male, questa terra, di destra e di sinistra, ed ora fanno a gara per chi è più alternativo. Liberarsi da chi ci dice “non esiste la destra e la sinistra” solo perché fa comodo intrallazzare a destra e sinistra. Chiudere la stagione del nulla, in cui si urlano frasi fatte e non si chiede “ma cosa vuol dire?”.

Io non ho certezze e quelle che avevo, fatte poche eccezioni, me le hanno demolite le urla e le risse. Me le hanno rubate discorsi senza senso e figuri (da ambo le parti) tutt’altro che illuminanti. Hanno colonizzato, dopo che per anni sono stati silenti a farsi i loro conti, la discussione… Hanno fatto un bel lavoro: ridurre il tutto ad una mera questione di tifo.
Ed allora credo proprio che – visto che credo anche al diritto/dovere di votare solo se si ha “coscienza” del quesito referendario – il 22 non andrò a votare. Mi auguro che così facciano tutti i coriglianesi ed i rossanesi che sono confusi… forse qualcuno rifletterà su tutto ciò che è stato fatto.