Corruzione e riciclaggio, perquisizioni in tutta Italia: la figura centrale è un faccendiere calabrese

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Centinaia di finanzieri stanno eseguendo sul territorio nazionale decine di perquisizioni disposte dalla Procura di Roma e decine di misure cautelari ordinate dal Gip presso il Tribunale della Capitale.

I reati contestati sono associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale, corruzione e riciclaggio, truffa ai danni dello Stato e appropriazione indebita. Sono in corso perquisizioni nei confronti di oltre 50 tra arrestati e indagati nell’ambito dell’operazione ‘Labirinto’ della guardia di finanza.

Le perquisizioni, fanno sapere le Fiamme Gialle, sono finalizzate all’acquisizione di ulteriori elementi utili al prosieguo delle indagini e stanno interessando oltre cento obiettivi tra la Capitale, il Lazio, la Lombardia, il Veneto, l’Emilia Romagna, la Toscana, le Marche, l’Umbria e la Campania.

“Figura centrale” del sistema, secondo quanto ricostruito dalla Guardia di Finanza, “è un faccendiere capitolino, originario della Calabria, attivo nel settore delle pubbliche relazioni che, forte di ‘entrature’ politiche e grazie a salde, antiche relazioni con personalità di vertice di enti e società pubbliche, costituiva lo snodo tra il mondo imprenditoriale e quello degli enti pubblici, svolgendo un’incessante e prezzolata opera di ‘intermediazione’ nell’interesse personale e di imprenditori” interessati ad aggiudicarsi gare pubbliche.

Non solo: il faccendiere, “sfruttando i legami stabili con la ‘politica’, si adoperava anche per favorire la nomina, ai vertici di enti e di società pubbliche, di persone a lui vicine, così acquisendo ragioni di credito nei confronti di queste che, riconoscenti, risultavano permeabili alle sue richieste”.

Il faccendiere, sempre secondo i finanzieri, utilizzava uno studio accanto al Parlamento, in una nota via del centro, “per ricevere danaro di illecita provenienza, occultarlo e smistarlo”, avvalendosi in un caso anche della collaborazione di un parlamentare, attualmente indagato.

Il faccendiere calabrese si chiama Raffaele Pizza ed è stato arrestato. E’ il fratello di Giuseppe, quest’ultimo ex sottosegretario alla pubblica istruzione e ora segretario nazionale della nuova Democrazia Cristiana.

Il parlamentare indagato è un avvocato del Nuovo Centro Destra, che lo ha attivamente coadiuvato nelle attività di illecita intermediazione.