“Cosentini, non lasciatevi ingannare dai razzisti”

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Villaggio globale, web 2.0, Globalizzazione, Terrore, Guerra e Crisi.
Queste le parole che tentano di descrivere la realtà frammentata e contraddittoria di un mondo che diventa sempre più piccolo ed  interconnesso.

Mentre i media soffiano sul fuoco della paura e dell’ignoranza dividendo le persone tra buoni e cattivi, tra italiani e stranieri, da una piccola piazza al centro di Cosenza parte un altro messaggio: il mondo si dovrebbe suddividere piuttosto tra poveri e ricchi, tra sfruttati e
sfruttatori.

Ci chiediamo: perché la polizia presidia una piazza dove ci sono solo alcune persone che manifestano con qualche tenda ed un gazebo il loro disagio? Perché si denunciano, si multano ed addirittura si caricano i cittadini che per esprimere la loro solidarietà provano simbolicamente a rimontare alcune delle tende smontate con la forza? 

In tutta onestà non possiamo che denunciare la cattiva gestione della vicenda da parte delle istituzioni statali e delle forze dell’ordine.

Foto di FRANCESCO DONATO
Foto di FRANCESCO DONATO

In piazza non si svolgeva una manifestazione violenta. In piazza c’erano i movimenti e semplici cittadini, i volontari delle associazioni e di altre realtà sociali riuniti per far emergere, in questo caso, le contraddizioni del sistema di accoglienza con i suoi tratti delinquenziali e speculativi oltre che il disagio vissuto da alcuni migranti che è uguale a quello di tanti concittadini residenti nei quartieri della città. Tutti riuniti contro un sistema che sfrutta ed
emargina le masse popolari a vantaggio esclusivo di quella minoranza (l’1%) che nel mondo è rappresentata dalla classe politica, finanziaria ed industriale.

Non sono i poveri che generano la povertà ma gli speculatori in doppiopetto che con un click hanno la possibilità di spostare virtualmente masse enormi di capitali da un prodotto finanziario ad un altro, da una borsa ad un’altra decretando la ricchezza di qualcuno e
l’impoverimento di tanti altri. Per questo motivo suggeriamo alle forze dell’ordine che l’unica piazza da sorvegliare e sgomberare è Piazza Affari a Milano. Ma sappiamo già che questo suggerimento non verrà raccolto.

Per questo motivo, ancora una volta, ci appelliamo ai cosentini affinché non si lascino irretire dai facili slogan coniati dalle menti xenofobe e razziste di qualche dirigente politico in cerca di voti o dalle semplificazioni dei media al soldo delle classi sfruttatrici.

Il problema non sono qualche migliaia di migranti in fuga dalle guerre coloniali dell’impero neoliberale. Non c’è differenza di colore, razza e nazionalità tra gli emarginati. Non ci salveremo attraverso una guerra tra poveri ma solo attraverso il ribaltamento di
questo sistema che genera emergenze per governare, mostri per terrorizzare, bisogno per ricattare, clientele per controllare.

In questi giorni,  in continuità con la storia della nostra città, siamo scesi in piazza tutti insieme per riprenderci i nostri spazi, le nostre piazze, i nostri quartieri e per lottare per i diritti di tutti e di tutte senza distinzioni!

Prendocasa Cosenza, Casa dei Diritti Sociali, Ass. San Pancrazio, Coop
Strade di casa, Emergency Cosenza,  Coop. Otra Vez, Il Filo di Sophia,
Ass. La Kasbah, Auser territoriale Cosenza, Ambulatorio medico senza
confini Auser, Cosenza in Comune, USB Cosenza, Rifondazione Comunista,
Flc CGIL