Cosenza 2016: benvenuti al circo degli orrori

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Chi si candida oggi a Cosenza? Ogni mattina spunta un nome diverso per le elezioni più farlocche che si possano immaginare. Un circo vero e proprio che ogni giorno cambia scenario, ma mantiene sempre tale connotazione. Marionette, animali da spettacolo, mangiafuoco e donne cannone, c’è davvero di tutto nel panorama cosentino.

Uomini di potere che manovrano i loro burattini: non è un caso, ad esempio, la scelta ultima di candidare il prestanome Guccione imposta da Lotti e Minniti, con la consapevolezza di tutti che si tratta solo di un nome di facciata. Guccione appare il burattino ideale, i suoi fili si muovono ad occhi chiusi. E scatta la guerra tra marionette: Madame Fifì e soci contro Guccione. Una guerra che ha aperto un altro fronte: Madame Fifì/Adamo contro il cinghiale; l’animale da sempre re assoluto nel circo, con la sua astuzia e forza devastante al pari del re leone.

Nello spettacolo dei burattini e burattinai emerge, anche, il candidato mascherato Coscarelli imposto da Morra che, fregandosene dei suoi stessi appartenenti al Movimento, ha deciso di dare un tono diverso al circo con cappelli a punta.  

Per un breve lasso di tempo trovano spazio personaggi inediti: gli “alieni” mai visti a Cosenza (come Presta) che, non appena intravedono la bufera, prendono la loro navicella e ripartono.

Candidati sui quali pesano inchieste (Occhiuto, Paolini e ora anche Guccione) che, piuttosto che ritirarsi nelle loro vergognose vite private, restano in lista come se ciò fosse un vanto da inserire nel proprio curriculum.

Ex amministratori che negli anni passati non hanno mai amministrato nulla ma, perseverano nel tentativo di farlo oggi, non avendo già guadagnato abbastanza dalla loro inutile passata amministrazione. (E qui la lista di nomi sarebbe infinita, a partire da alcuni candidati a sindaco, ma soprattutto i candidati al consiglio comunale, alcuni dei quali sono “invecchiati” nelle stanze del Palazzo dei Bruzi dall’80, senza concludere mai nulla).

Volti noti e meno noti che si aggrappano e si amalgamano a quelli noti, con la speranza che in questa Calabria ormai alla frutta, possano “rubare” anche loro qualcosa che gli permetta di sopravvivere.

Proprio perché la politica, ormai, appare l’unica via d’uscita da questa crisi nera che ci attanaglia. Non importa se non si hanno programmi validi, non importa se non ci si capisce nulla di politichese, non importa se della vita comunitaria e dei reali bisogni dei cittadini, vi se ne frega poco o nulla; l’importante è correre e gareggiare in questo circo per raggiungere il traguardo tanto ambito: la poltrona per domare gli altri animali fuori dal circo.

Ed ecco qui ciò che resta ai comuni mortali che osservano, ridono e piangono, dello spettacolo che ci offre l’arena: l’amarezza e la rassegnazione, perché alla fine il biglietto lo si è sempre pagato e senza alcuno sconto.

Allora scatta il pensiero perverso: voto, non voto, chi voto? Chi può offrirmi qualcosa, chi mi offre di più. E da spettatore, inconsapevolmente, si diventa parte del circo.

Ma la vita reale non è uno spettacolo, è fatta anche di gente onesta, di chi crede ancora che un cambiamento sia possibile, di chi non si lascia risucchiare dalla finta magia dello show e lotta, invece, per non finire nelle gabbie degli animali.

A tutti questi rivolgo il mio augurio di resistere e non mollare, con la speranza che Cosenza, prima o poi, possa offrirci uno spettacolo diverso dal circo attuale.

Valentina Mollica