Cosenza 2016, Formisani al vetriolo: “Paolini, Guccione e Occhiuto sono impresentabili”

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Quando tutto manca, invocano il voto “utile”

Puntuale come un orologio svizzero arriva l’appello al voto utile. La risorsa finale di chi non ha argomenti è sempre la prova muscolare del voto ai più forti (o presunti tali). Esaurita l’argomentazione che tutti i programmi si assomigliano, visto che di ripubblicizzare i servizi nel rispetto del referendum, di istituire un reddito minimo contro le povertà, di costruire una città a rifiuti zero sul modello di Capannori, di un comune protagonista nella contrattazione territoriale contro la precarietà e il lavoro nero, ne parla solo il programma di “Cosenza in Comune”, rimane il richiamo al voto utile.

Cosi Guccione, Paolini e Occhiuto, che hanno governato direttamente o indirettamente (attraverso i loro partiti o quelli dei loro alleati) a tutti i livelli (comunali, regionali, nazionali e perfino europei), ci spiegano che l’unico voto utile è il voto alle loro coalizioni.

saluteSe un cittadino volesse votare per il diritto ad una casa e ad una sanità pubblica e universale, dovrebbe votare Paolini (componente dell’esecutivo nazionale e presidente dell’Aiop Calabria, frequentatore abituale di collegi arbitrali e rappresentante degli interessi delle cliniche private) alleato con l’Ncd dei fratelli Gentile (Tonino attuale sottosegretario del governo Renzi, Pino ex assessore della giunta Scopelliti – quello che al telefono rassicurava: “che poi aggiustiamo le carte” e Katya, ex vicesindaco di Occhiuto), notoriamente garanti di una gestione meritocratica e trasparente della cosa pubblica.

Per un voto utile allo stato sociale e per una grande Cosenza, il cosentino dovrebbe votare per Guccione e il PD che attualmente governa la Regione Calabria, il governo nazionale e, in accordo con i popolari, la Commissione Europea.

guccione-al-modernissimoI parlamentari del PD che oggi vengono a sfilare per una Cosenza che volta pagina (Carbone, Guerini, Aiello, Bruno Bossio e Covello) sono gli stessi che a livello nazionale votano i tagli di due miliardi al fondo sanitario nazionale e al welfare, che parlano di democrazia e trasparenza e poi fanno “ciaone” a chi votava al referendum, mentre un ministro della repubblica concordava con il suo convivente un emendamento per permettere di trivellare i nostri mari. Gli stessi parlamentari che qualche mese fa fecero dimettere da assessore regionale Carletto Guccione perché indagato e adesso lo ripropongono come sindaco di Cosenza.

Quelli come noi che si oppongono al securitarismo spicciolo che vorrebbe mandare in galera i poveri non ponendosi mai il tema della povertà, e non sono garantisti d’occasione, vogliono però capire perché, per il PD locale, Guccione era inadeguato a fare l’assessore regionale e adesso diventa il miglior sindaco possibile per Cosenza. Prendiamo atto che esiste una doppia morale nel PD e che Cosenza è diventata il rifugio degli impresentabili, come sancito dalla presenza di Verdini solo qualche giorno fa.

Mario-e-Roberto-OcchiutoCosenza ha necessità di superare quattro anni e mezzo in cui, sotto la luce delle luminarie, sono stati tagliati servizi ed è stata istituzionalizzata la prassi del governo nell’ombra, della valorizzazione delle zone grigie, mentre l’ex vicesindaco e un consigliere comunale (naturalmente ricandidato) venivano condannati per bancarotta. Cosenza merita un’alternativa ad Occhiuto fatta di democrazia e giustizia sociale.

Se qualcuno ritiene che quest’alternativa la possano offrire i protagonisti ventennali dell’esproprio della democrazia locale, della gestione privatistica della cosa pubblica e dell’arroganza del potere (che si permette di bloccare le rotative di un giornale quando sta per uscire una notizia scomoda), voti per Occhiuto, Paolini o Guccione.

Loro si appellano al voto utile perché confidano nella militare accettazione di ricatti e promesse da parte di molti cosentini, immaginandoseli come ossequiosi burattini e perché, rivelando le loro autentiche finalità, sarebbe realmente un voto utile per i loro affari.

Noi chiediamo il vero, unico voto utile per riprenderci Cosenza e scipparla a chi l’ha ridotta cosi, per chiudere l’inverno degli affari e dei favori ed inaugurare la primavera dei diritti uguali per tutte e tutti.                                                                                        “Cosenza in Comune”