Cosenza 2016, i big del PD scaricano Lucio Presta

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Della marea che presto travolgerà Presta ne abbiamo scritto ieri. I segnali ci sono tutti. Insoddisfazione, malcontento, insofferenza.

Nessuno degli alleati, compresi quelli del PD, si ritengono soddisfatti del comportamento fin qui avuto dal loro candidato a sindaco. Quella in corso, a mia memoria, è la più difficile e strana campagna elettorale che sia mai avvenuta a Cosenza, resa ancora più complicata dal mancato accordo tra i democratici sulla presentazione delle liste.

L’idea era quella, vista la maliparata, di mettere in lista i big, a mo’ di traino per convogliare più voti possibili verso Presta. Ma lo spauracchio del flop ha prevalso. Nessuno, neanche i famosi campioni di preferenze, vogliono sacrificarsi per amor di partito. Il rischio è alto e mettersi a nudo in questo periodo significa, per i big, perdere di peso contrattuale, e di immagine politica.

Perché quello che a loro interessa è salvaguardare le proprie rendite di posizione ed una esposizione elettorale potrebbe far crollare i loro “miti”. Cioè, i voti di preferenza potrebbero essere minori a quelli presi l’ultima volta, e questo potrebbe sancire la loro morte politica.

Ecco perché i marpioni del PD insistono per presentare tre liste. Onde evitare la loro candidatura. Un segno di debolezza che non è sfuggito ai cittadini che oramai hanno capito di che pasta sono fatti questi codardi del PD: quando c’è da abbuffarsi tutti presenti, quando c’è da lavorare ed impegnarsi per i cittadini tutti girano la loro faccia di culo dall’altra parte.

Già, perché queste amministrative che per Renzi e compari rappresentano una sorta di cartina al tornasole, sono per i capibastone locali un vero e proprio inferno, e sanno che una sconfitta elettorale ricadrebbe sulle loro spalle. E cercano in tutti i modi un sistema per salvare capre e cavoli. Cioè prendere tanti voti senza candidarsi. Una cosa impossibile.

Le acque sono agitate e non si riesce a mettere in campo neanche uno straccio di campagna elettorale. Figuriamoci una raccolta “voti” vecchio stile. Perché nessuno dei capibastone, in questa situazione dove la città è attenzionata dalla DDA, proprio sul voto di scambio, può muoversi liberamente come qualche anno fa.

Perché è attraverso la compravendita di voti che i campioni di preferenze del PD hanno ottenuto questi risultati. Cosa che oggi non possono fare: senza i pacchetti di voti preconfezionati da malavitosi, lobbisti ed imprenditori senza scrupoli, non c’è nessuna speranza di ripetere le perfomance ottenuta alle ultime consultazioni elettorali. Se non acquistano voti, questi del PD non sono nessuno. E nessuno li vota. E prova ne è il fatto che nessuno intende candidarsi.

E’ questo il vero motivo del loro non volersi candidare, che ovviamente, nascondono dietro il loro sempre più squallido politichese. Convinti che la gente abbocchi come sempre. Ma senza soldi non si cantano messe. Se non circola a guagna è difficile che il promesso voto diventi tale. Un rischio che nessuno vuole correre, anche perché stanno bene dove stanno.

Chi glielo fa fare a mettersi in questo bordello e offrire il fianco al nemico? Non sono mica scemi. Qualcuno pensa che Madame Fifì metta a repentaglio tutto il suo lavoro (lavoro per aggiustarsi i cazzi suoi non per i cittadini) per amore di Presta? Non gliene può fregare de meno. E se alla fine Presta perderà, vedrete che sapranno, come sempre, a chi dare le responsabilità. Un Magorno da sacrificare sull’altare lo troveranno sempre. Con buona pace di chi ancora, ingenuamente, pensa al PD come il partito della gente. Sì, gente di merda come loro. E su questo non ci piove.

GdD